EuroLega, 21ª giornata: lo Zalgiris non si arrende mai e Walkup gela l’Olympiacos al fotofinish

Vittoria incredibile per i lituani in una gara combattuta che i greci sembravano aver preso in mano negli ultimi minuti, prima di un pazzesco 9-0 finale

di Stefano Bartolotta
zalgiris walkup schiller

Lo Zalgiris vince all’ultimo secondo una partita tesissima contro l’Olympiacos, con le due squadre che hanno combattuto fieramente per quasi tutta la partita, ma con i greci che si sono suicidati quando erano avanti di 7 punti negli ultimi 2′, subendo un incredibile parziale di 9-0 che ha decretato la vittoria degli uomini di Schiller. L’eroe di giornata è stato Walkup, che ha letteralmente inventato il canestro vincente con 8 decimi sul cronometro.

Dopo aver subito la fluidità della manovra lituana per buona parte del primo tempo, la difesa dei greci è riuscita a imbrigliarla, e pian piano la partita si è trasformata in una gara di talento individuale, dove ovviamente l’Oly aveva più chance. Infatti, sotto i colpi di Spanoulis e Printezis, gli ospiti sembravano essersi scrollati di dosso i lituani, che avevano anche commesso errori che sembravano un segnale inequivocabile di resa. A quel punto, però, i greci si sono rilassati e lo Zalgiris ha colpito duro, per l’entusiasmo di tutti i suoi tifosi.

Quintetto Zalgiris: Walkup, Hayes, Milaknis, Grigonis, Lauvergne
Quintetto Olympiacos: Harrison, Sloukas, Jean-Charles, Jenkins, Ellis

Due squadre con lo stesso record si sfidano per consolidare la posizione tra le prime 8. Entrambi gli attacchi, nei primi possessi, provano a sfidare le difese in penetrazione, ma non ottengono punti, e allora si trovano a dover forzare dalla media o da lontano, e ugualmente non segnano. Lo zero sul tabellone, successivamente, sparisce, ma appaiono più come degli episodi estemporanei, e la sensazione è che le difese stiano ben imbrigliando gli attacchi, soprattutto quella di casa. Infatti, in 4’ i greci segnano solo un canestro, e lo Zalgiris si ritrova sul 10-3, anche perché in attacco capisce come far girare la palla per prendersi tiri in ritmo. Harrison e Sloukas rispondono di puro talento, ma l’Oly deve cambiare qualcosa in difesa, altrimenti lo Zalgiris potrà continuare a liberare al meglio i propri micidiali tiratori. Giustamente, Bartzokas chiede ai suoi una maggior pressione sul perimetro, però i padroni di casa sono abili a sfruttare gli spazi che inevitabilmente si creano vicino a canestro, e insomma, la coperta difensiva greca sembra sempre un po’ corta col passare dei minuti, dopo che, come detto, all’inizio sembrava delle dimensioni giuste. Ora la partita è completamente cambiata e si segna tantissimo da entrambe le parti, ma è decisamente più bello da vedere l’attacco di casa, che fa girare palla con rapidità ed efficacia. Alla lunga, il gioco di squadra non può che prevalere sulle soluzioni basate sul talento individuale, e il primo quarto si chiude sul 26-20.

Anche l’inizio del secondo quarto ricalca la stessa falsariga: lo Zalgiris ha una circolazione di palla ai limiti del paradisiaco, e segna tanto perché libera i tiratori con una fluidità impressionante, mentre l’Oly segna solo grazie alla qualità individuale dei propri giocatori. I padroni di casa non prendono il largo come meriterebbero 36-29 dopo 3’), ed è ovvio che basterebbero magari un paio di tiri che non entrano per dare una svolta alla gara. Tra le sue tante armi offensive, l’Oly capisce che il dinamismo dei propri lunghi è quella più efficace, così la usano ripetutamente e con costrutto, soprattutto grazie a Jean-Charles e a un giocatore ibrido come Vezenkov. Lo Zalgiris si deprime, non riesce più a sviluppare la propria manovra offensiva, commettendo anche errori banali, così il vantaggio si riduce fino al 36-35 a metà quarto, e, a meno di 4’ dall’intervallo lungo, l’Oly mette il naso avanti sul 36-38. L’inerzia psicologica è tutta dalla parte dei greci, tanto che Spanoulis segna da 3 subendo fallo come se si sentisse il campione di 5-6 anni fa. Lo Zalgiris, però, non è certo una squadra che molla facilmente, e lo abbiamo già visto in tante occasioni, compresa la partita di Milano; gli uomini di Schiller, infatti, reagiscono e chiudono il primo tempo avanti per 45-44.

zalgiris walkup schiller
Getty Images

Si continua sul filo dell’equilibrio anche all’inizio della ripresa, e la partita è sempre più bella, con entrambe le squadre che mettono in campo la propria filosofia di gioco e ne traggono buoni frutti. Bartzokas si affida a quel vecchio volpone di Printezis, che risponde da par suo, mentre Schiller chiede di servire Lauvergne in posizione di pivot appena si può, e anche qui ne esce spesso qualcosa di buono. Il problema per lo Zalgiris è che le meni dei tiratori si sono raffreddate, ed è praticamente solo Lauvergne a reggere il peso dell’attacco in questa fase. L’Oly avrebbe tutte le possibilità di allungare, e invece la difesa di casa chiude la saracinesca proprio nel momento più opportuno, e così ora abbiamo di nuovo una partita difensiva come nei primissimi minuti. Lo Zalgiris arriva sul 61-54 a 3’ dal termine del quarto, ma, dal nulla, Sloukas piazza un micidiale 3+1 per rimettere la gara sui binari dell’equilibrio. Si va avanti con grande intensità fino al termine del quarto, che si chiude sul 63-60.

I padroni di casa provano a scappare con un 4-0 all’inizio dell’ultimo quarto, ma è evidente che questa partita è destinata a risolversi solo nel finale, infatti l’Oly risponde con uno 0-7 per la parità a quota 67. La sensazione è che, se lo Zalgiris non riuscirà a trovare una circolazione di palla davvero efficace, il maggior talento individuale dei giocatori ospiti potrà essere il fattore decisivo, anche perché chi, tra i lituani, dovrebbe avere più talento di tutti, ovvero Grigonis, è molto al di sotto dei propri standard. È proprio qui, però, che il campione di casa piazza una tripla chiave, e, anche se Vezenkov risponde con la stessa moneta, c’è la speranza per lo Zalgiris che il proprio riferimento offensivo si sia sbloccato. Invece, è ancora Lauvergne a tenere botta, contro un Oly che ha decisamente più armi e sfrutta, tra le tante, un’altra invenzione di Spanoulis da 3. Il compagno di mille battaglie Printezis lo imita, e Grigonis non si è sbloccato per nulla, così Spanoulis lo fa ancora e, come si diceva poco fa, la difesa dell’Oly ha fatto in modo che si giochi a chi ha più talento, e qui i greci vincono facile. Sul 72-79 a 3’ dal termine, lo Zalgiris ha le spalle al muro e subisce psicologicamente la situazione, con errori banalissimi di Grigonis e Lauvergne, imperdonabili in un momento così. Ma questa partita non è mai quello che sembra, così una transizione conclusa dallo stesso Lauvergne dà speranze ai lituani, e una tripla di Milaknis la riapre. L’Oly entra nell’ultimo minuto sul 77-79, un rimbalzo offensivo di Jean-Charles dà ai greci un ulteriore possesso, ma non arrivano punti e Lauvergne pareggia, poi l’Oly pasticcia nell’ultimo possesso e Walkup, fin qui anonimo, ruba palla e appoggia l’81-79 con 8 decimi sul cronometro. L’ultimo disperato tentativo di alzare palla dalla rimessa nei pressi del canestro non dà frutti, e lo Zalgiris vince incredibilmente e meritatamente.

ZALGIRIS KAUNAS – OLYMPIACOS PIREO 81-79

TABELLINO ZALGIRIS: Walkup 5, Lekavicius 4, Hayes 7, Jankunas 7, Lukosiunas ne, Milaknis 11, Geben 2, Rubit 10, Jokubaitis 8, Grigonis 6, Lauvergne 21

TABELLINO OLYMPIACOS: Nikolaidis ne, Harrison 8, Charalampopulous ne, Spanoulis 9, Sloukas 16, Matin 5, Vezenkov 11, Printezis 16, Jean-Charles 5, Jenkins 3, Ellis 2, McKissic 5

PARZIALI: 26-20, 19-24, 18-16, 18-19

PROGRESSIVI: 26-20, 45-44, 63-60, 81-79

BASKETINSIDE MVP: Thomas Walkup

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