EuroLega, 22° giornata: Milano non è continua e soccombe a Belgrado

Una Stella Rossa capace di imporre le proprie scelte agli avversari si impone su una Milano volenterosa ma troppo discontinua

di Stefano Bartolotta

Milano è entrata sul difficile campo della Stella Rossa con il giusto atteggiamento mentale, e ha tenuto testa alle numerose difficoltà che ha dovuto affrontare per oltre tre quarti di gioco. Negli ultimi 6-7 minuti, però, la Stella Rossa è stata in grado di rendere la vita difficile ai milanesi su entrambi i lati del campo. In attacco, i serbi hanno mosso perfettamente la palla e trovato così situazioni favorevoli per penetrare, fare giochi a due tra esterni e pivot e tirare da fuori, a seconda delle circostanze; in difesa, hanno trovato il giusto bilanciamento tra aggressività sul perimetro ed equilibrio, mandando fuori giri un attacco milanese che, fino a quel momento, si era ben comportato.

Delle 15 sconfitte subite in EuroLega, questa è senz’altro una di quelle in cui i meriti degli avversari sono di gran lunga superiori ai demeriti propri. Il fatto, però, di avere poco da rimproverarsi e aver comunque concesso 100 punti agli avversari, fa capire che i sogni di inizio anno di diventare un team non troppo lontano da quelli di prima fascia europea erano probabilmente mal consigliati e frutto di una visione troppo ottimistica del roster e dello staff tecnico a disposizione. È forse ancora presto per pensare al futuro, ma prima o poi la società milanese dovrà chiedersi quale sia il cosiddetto ceiling di questo gruppo di giocatori affidato a questo allenatore. Dovrà essere una valutazione onesta e, per certi versi, spietata, e dovrà portare a scelte anche dolorose ma necessarie per un miglioramento di una squadra che, ora come ora, appare lontana dalla possibilità di lottare per i playoff non solo quest’anno, ma anche negli anni a venire.

La Stella rossa ha messo in mostra una grande prova corale, ma l’MVP non può che essere Lessort, autore di una prova dominante in area, a suon di punti e rimbalzi offensivi. Anche Milano ha avuto un buon contributo da almeno 5 giocatori prima del crollo nell’ultimo quarto, con un Theodore particolarmente produttivo.

Quintetto Stella Rossa: Dangubic, Lazic, Rochestie, Lessort, Bjelica
Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminskas, Theodore

Milano inizia bene in attacco, affrontando con intelligenza la difesa aggressiva della Stella Rossa e costruendo ottimi tiri da tre. Purtroppo, i milanesi soffrono in difesa le penetrazioni avversarie, e inoltre Tarczewski commette subito tre falli in pochi minuti. Quando l’Olimpia commette due perse consecutive, la Stella Rossa va in vantaggio. A questo punto, Milano prova ad avvalersi della versatilità di Kuzminskas, ma è sempre troppo fallosa. I milanesi subiscono molto gli anticipi della difesa dei serbi, però giocano con grande applicazione e non mollano un pallone. La partita, così si mantiene in equilibrio e le due squadre combattono colpo su colpo, grazie sia a una buona varietà di soluzioni offensive, che a difese non facili da battere, nonostante l’alto punteggio. Al termine del primo quarto, la Stella Rossa è avanti solo di un possesso, sul 23-20.

La Stella Rossa va intelligentemente a far commettere subito il secondo fallo a Gudaitis, così la posizione di pivot ha grossi problemi da questo punto di vista per Milano. I serbi prendono anche qualche rimbalzo offensivo di troppo, ma Milano non perde la calma in attacco e mostra una buona capacità di leggere le situazioni, anche con Theodore e Goudelock fuori e Cinciarini e Jerrells dentro. L’equilibrio continua a regnare sovrano, ma i serbi hanno sempre quel vantaggio dei pivot avversari che non possono permettersi di commettere fallo. I padroni di casa attaccano sistematicamente il ferro e trovano sempre buone situazioni, perché anche quando sbagliano riescono a prendere il rimbalzo. Pianigiani potrebbe tentare un quintetto piccolo e aggressivo con Pascolo da 5, ma evidentemente non ritiene che questo assetto possa contrastare l’atletismo dei lunghi serbi. Il problema principale di Milano è però la pressione difensiva sempre più asfissiante degli avversari. La Stella Rossa va sul +7 (35-28) e Milano fa una fatica tremenda a costruirsi un tiro anche solo decente. Una tripla con fallo subito di Dobric sembra già mettere Milano con le spalle al muro, ed è soprattutto Lessort a risultare un rebus irrisolvibile per gli ospiti. Milano prova ad appoggiarsi su Goudelock, e in questa fase gli attacchi prevalgono sulle difese. Milano gestisce meglio nell’ultimo minuto e va all’intervallo lungo solo a -5 (50-45).

Le due squadre iniziano bene in attacco così come avevano finito il primo tempo. I giocatori sono sempre abili in entrambe le metacampo a leggere le situazioni e a fare la scelta più opportuna. Il quarto fallo di Tarczewski e il terzo di Gudaitis calcano la mano sui problemi dei pivot da questo punto di vista. Con una simile prolificità in attacco da parte di entrambe le squadre, bastano un paio di tiri sbagliati, anche se presi bene, per modificare sostanzialmente il divario tra le due squadre. I serbi si riprendono la doppia cifra di svantaggio sul 64-53 a 4’ dalla fine, con Lessort che torna a dominare in area. Milano non si perde d’animo, ma alcuni errori dalla lunetta permettono ai serbi di mantenere un comodo vantaggio. Milano capisce che deve trovare continuità in difesa, e ci riesce, limando qualche punto nell’ultimo minuto e andando all’ultimo mini intervallo sul -6 (71-65). Goudelock e Theodore da una parte e Lessort e Dangubic dall’altra sono i giocatori più produttivi in un contesto all’insegna del gioco corale da entrambe le parti.

Un antisportivo di Kuzminslkas ridà 10 punti ai serbi ed era proprio l’inizio che non ci voleva per Milano. Rochestie, però, rovina tutto per i suoi, commettendo anche lui antisportivo proprio su Kuzminskas. La Stella rossa cerca di essere particolarmente aggressiva in difesa, ma finisce per commettere falli, arrivando a 3 già nel primo minuto di gioco. Milano, però, ne approfitta solo parzialmente, e i padroni di casa tornano per l’ennesima volta a +11 (80-69) e allunga a +13 con l’ennesimo attacco ben costruito per Lessort. Bertans trova un gioco da 4 punti che ridà speranza ai suoi, ma i serbi sono lucidissimi nel muovere la palla in modo efficace, mentre Milano dà l’impressione di subire un po’ di più la difesa avversaria, che, rispetto all’inizio del quarto, ha trovato il modo di essere aggressiva senza scoprirsi o commettere falli. A metà partita, il vantaggio interno è ancora di 11 punti (86-75) e non sembrano esserci margini per una rimonta milanese. C’è una differenza troppo evidente proprio in termini di capacità di imporre le proprie scelte all’avversario, e il vantaggio interno si dilata irrimediabilmente. A poco più di 3 minuti dalla fine, il 93-77 scritto sul tabellone fa capire che non c’è più niente da fare. Finisce 100-89.

CRVENA ZVEZDA MTS BELGRADO – AX ARMANI EXCHANGE MILANO 100-89

TABELLINO STELLA ROSSA: Dangubic 10, Davidovac 5, Lazic 5, Dobric 6, Feldeine 10, Jankovic 15, Rochestie 14, Omic 11, Lessort 15, Ennis, jovanovic ne, Bjelica 9

TABELLINO MILANO: Goudelock 13, Micov 9, Pascolo ne, Kalnietis ne, Tarczewski 3, Kuzminskas 17, Cinciarini 2, M’Baye 3, Theodore 13, Bertans 10, Jerrells 7, Gudaitis 8

PARZIALI: 23-20, 27-25, 21-20, 29-24

PROGRESSIVI: 23-20, 50-45, 71-65, 100-89

BASKETINSIDE MVP: Mathias Lessort

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