EuroLega, 23° giornata: senza difesa e regia, Milano non ha scampo a Istanbul

I biancorossi vengono dominati dai campioni d’Europa e giocano solo quando gli avversari non si impegnano

di Stefano Bartolotta

Che Milano non sia esattamente una squadra dalla difesa impenetrabile è ormai cosa nota, ma se a questo problema si aggiunge una regia assolutamente non all’altezza, diventa impossibile per l’Olimpia competere ad alto livello, figuriamoci in casa dei campioni d’Europa. I milanesi sono rimasti a contatto dei turchi per tutto il primo quarto, e hanno provato a riaprire la partita con una parziale di 11-0 tra le fine del secondo quarto e l’inizio del terzo, ma ciò è successo principalmente per via della svogliatezza avversaria. Quando il Fener ha giocato, non c’è stato campo per gli uomini di Pianigiani, che deve ora capire non tanto come fare in modo che la propria squadra difenda, tanto non l’ha fatto per tutto l’anno e difficilmente lo farà da ora in poi, ma come sostituire Theodore in regia se l’infortunio alla caviglia dovesse rivelarsi serio. Già il n. 25 non brilla particolarmente in questo aspetto del gioco, ma senza di lui la situazione è decisamente peggiore: la palla, semplicemente, si muove pochissimo e malissimo, e non è un caso, ad esempio, che in questa partita i centri milanesi, ovvero i più positivi della stagione, non abbiano quasi visto palla. Una scelta il coach sembra averla fatta, ovvero certificare l’esclusione di Kalnietis da ogni piano tecnico-tattico. Il play lituano, infatti, non è nemmeno entrato in campo, nonostante l’assenza di Theodore e una prova insufficiente di Cinciarini e Jerrells, soprattutto quest’ultimo.

Micov è l’unico biancorosso ad aver prodotto con un minimo di continuità in attacco, mentre dall’altra parte non è nemmeno possibile dire che qualcuno non abbia giocato bene. Scegliamo Sloukas come MVP perché è sua la tripla che ha interrotto il parziale di Milano di cui sopra, ovvero l’ultimo segno di vita dell’Olimpia nella partita.

Quintetto Fenerbahce: Sloukas, Nunnally, Vesely, Kalinic, Duverioglu
Quintetto Milano: Goudelock, Micov, Tarczewski, Kuzminkas, Cinciarini

Partita caratterizzata dalle assenze da entrambe le parti, un po’ per gli impegni delle Nazionali, un po’ per gli infortuni. Sotto quest’ultimo punto di vita, a rimetterci sono Theodore e Datome. Al posto del proprio play titolare, Pianigiani sceglie Cinciarini in quintetto. Dopo un inizio equilibrato, nel quale le due difesa permettono agli attacchi di far girare comodamente palla, il Fener prova ad aggredire Milano ma finisce per commettere antisportivo con Nunnally su Goudelock. L’Olimpia non scappa e la partita continua a vivacchiare, con diversi giocatori che girano liberi per il campo per via di marcature tutt’altro che asfissianti. Nunnally prova più volte ad attaccare Goudelock in post basso, ma il n. 0 tiene bene in difesa. L’ex Avellino ha miglior sorte quando deve tirare da 3 sugli scarichi, vito che, in quel caso, il suo marcatore lo lascia libero di colpire, e Nunnally lo fa per due volte, così come Micov dall’altra parte. Il Fener va un paio di volte a +5, ma Milano non fa cappare via ulteriormente i turchi. Solo nel finale del quarto i padroni di casa mostrano un minimo di voglia di tenere gli 1vs1, ma lo sforzo difensivo è vanificato da un passi di Guduric, unica palla persa di tutto il quarto, tanto per far capire come le due squadre hanno difeso. Il Fener è avanti per 23-20 al termine dei primi 10 minuti.

Pianigiani preferisce Jerrells a Kalnietis come secondo play, ma la regia di The Shot è deficitaria. Milano resta a contatto solo grazie a un canestro dopo rimbalzo offensivo di M’Baye, ma gli attacchi sono costruiti malissimo e portano sempre a tiri forzati. Alla lunga, comunque, il Fener inizia a costruirsi un vantaggio importante (32-24), e l’attacco di Milano è sempre meno fluido. Non si capisce come Kalnietis possa fare peggio di così, o è infortunato e non lo sappiamo, oppure la considerazione del coach milanese per il play lituano è ormai ai minimi termini. Cinciarini rientra, ma il Fener ha chiaramente deciso di scappare e Milano non oppone resistenza (39-24). I turchi, ormai, sono ben registrati in difesa e non lasciano più tiri facili agli avversari, e in attacco corrono appena ne vedono la possibilità e anche a difesa schierata leggono perfettamente ogni situazione e colpiscono senza pietà. Vesely umilia la difesa milanese con una schiacciata che definire facile è un eufemismo, per il 48-28, poi nell’ultimo minuto Milano trova 5 punti contro gli zero del Fener, e all’intervallo lungo il vantaggio interno è di 48-33. Certo che, senza una regia e una difesa all’altezza è difficile immaginare una rimonta milanese.

Pianigiani parte con M’Baye nel secondo tempo; Milano difende effettivamente bene nelle prime azioni, e in attacco segna due canestri nei primi quattro possessi, contro gli zero turchi. Il Fener arriva a ben sei attacchi consecutivi senza segnare, e Milano scende sotto la doppia cifra di svantaggio (48-39), pur senza fare nulla di davvero trascendentale. Sloukas toglie i suoi dalle sabbie mobili con una tripla, e Milano torna a muovere male la palla in attacco e a forzare tiri o passaggi. Risultato: il Fener piazza un controparziale di 7-0 e si riprende un vantaggio confortante (55-39). Le due squadre, a questo punto, sembrano aver già deciso che la partita può finire qui, e mettono insieme una serie di palle perse imbarazzanti e poi riprendono a far canestro senza che una delle due prevalga sull’altra, cosa che ovviamente va bene ai turchi, vito il loro vantaggio. Il quarto finisce sul 65-48. La verità, finora, è che gli unici momenti buoni di Milano, ovvero il primo quarto e quel parziale a cavallo tra la fine del secondo e l’inizio del terzo, sono dovuti molto più alla svogliatezza del Fener, che, quando ha giocato, ha letteralmente spazzato via i biancorossi.

Milano costruisce un paio di buoni attacchi all’inizio dell’ultimo quarto, ma M’Baye li sbaglia e sembra proprio il segno del destino milanese. Jerrells segna 6 punti, ma ciò non toglie che, da playmaker, è totalmente inadeguato, e se l’infortunio di Theodore dovesse essere serio, Milano avrà tanti problemi in regia. Obradovic mette le seconde linee, ma ormai questa partita non ha più nulla da dire, e sul 74-54 si potrebbe chiudere per manifesta inferiorità. Purtroppo, il regolamento del basket non prevede questa possibilità, quindi le due squadre sono costrette a stare in campo fino al 40’. Finisce 89-70.

FENERBAHCE DOGUS ISTANBUL – AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 89-70

TABELLINO FENERBAHCE: Thompson 15, Melli 6, Hersek, Wanamaker 11, Sloukas 13, Arna 2, Nunnally 11, Guduric 8, Vesely 8, Guler 5, Kalinic 8, Duverioglu 2

TABELLINO MILANO: Goudelock 7, Micov 19, Kalnietis ne, Tarczewski 6, Kuzminkas 11, Cinciarini 7, Cusin ne, M’Baye 4, Bertans 3, Jerrells 9, Gudaitis 2

PARZIALI: 23-20, 25-13, 17-15, 24-22

PROGRESSIVI: 23-20, 48-33, 65-48, 89-70

BASKETINSIDE MVP: Kostas Sloukas

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