EuroLega 23ª giornata – Clásico a senso unico, Real incontenibile

EuroLega 23ª giornata – Clásico a senso unico, Real incontenibile

Trascinato da un Facundo Campazzo sublime, il Madrid vendica la sconfitta nella finale di Copa del Rey e dà una lezione ai catalani al Palau

di Marco Arcari

Impressionante lezione di basket data da un Real Madrid ferito per aver appena perso la Copa del Rey proprio all’avversaria che la coppa nazionale spagnola, edizione 2018, l’ha sollevata. Il Barça è schiantato a domicilio (74-101) da una squadra guidata magistralmente da Campazzo (11 punti e 9 assist) e capace di rifilare un altro grande scarto alla rivale di sempre.

Quintetto Barcelona: Heurtel, Navarro, Hanga, Claver, Tomic.

Quintetto Real Madrid: Campazzo, Carroll, Taylor, Randolph, Tavares.

PRIMO PERIODO. Ad aprire le danze è Taylor dopo un bel lavoro a rimbalzo di Tavares, cui fanno seguito il canestro in avvicinamento di Randolph – dove Claver prova a prendere sfondamento – e la tripla in transizione di Carroll: 0-7 Real per inaugurare un Clásico dai mille motivi d’importanza, oltre alla classifica provvisoria. Dopo oltre 2 minuti si sblocca anche il Barça con il solito arresto-e-tiro di Heurtel, che replica subito con altri due punti per il provvisorio 4-9 al 3′ di gioco. La tripla di Campazzo, malamente battezzato dai blaugrana dopo una zona 2-3 che aveva obbligato i Blancos a sfruttare tutti i secondi a disposizione, dà il massimo vantaggio agli ospiti e, insieme ai due liberi conquistati da Randolph su pessime rotazioni difensive e fallo di Claver, costringe Pesic al primo timeout (5-14 al 5′). I padroni di casa continuano a soffrire e il Real banchetta a rimbalzo offensivo con un Tavares che calamita la sfera ad ogni errore dei compagni: su extra-possesso Carroll trova la seconda bomba di giornata, prima che Campazzo inventi un assist tremendo per la bimane di Tavares per il +16 dei madrileni al 7° minuto. Hanga in penetrazione e la tripla di Moerman cercano di ridare animo ai catalani, ma Carroll continua a predicare pallacanestro e arriva a quota 10 punti realizzati in meno di 9 minuti giocati. La girandola dei cambi porta sul parquet Ayon, il quale entra subito in ritmo con un gioco da tre punti che dà il +20 ai suoi, vantaggio con cui non si chiude il primo quarto solamente perché, con 3.9 secondi da giocare, Maciulis si perde l’uscita dai blocchi di Vezenkov, il quale ringrazia e da oltre l’arco punisce (13-30 al 10′). Nella prima frazione il Real domina in lungo e in largo, punendo ogni errore difensivo della truppa di coach Pesic, dominando a rimbalzo e trovando quelle transizioni marchio di fabbrica dei Blancos nelle ultime stagioni (specialmente quando Llull è sul parquet). Barça praticamente rimasto negli spogliatoi, salvo qualche individualità – Heurtel, su tutti – e con pessime percentuali da oltre l’arco (2/10).

SECONDO PERIODO. Moerman inaugura la seconda frazione concludendo la prima azione offensiva degna dei blaugrana, ma Reyes sotto canestro danza e ristabilisce subito le distanze. Il francese del Barça è particolarmente in partita e lo dimostra con la stoppata su Ayon, con un bel canestro dopo accenno di pick&pop con Koponen e con un’altra penetrazione in meno di 1 minuto e mezzo. La tripla di Heurtel suona la carica (22-36 al 14′), ma a rimbalzo la terna arbitrale premia sempre i Blancos con molti fischi a favore e Doncic finalmente smuove il suo tabellino con una grande assistenza per l’appoggio di Reyes. La giovane stella slovena litiga col ferro e commette anche un banale fallo su Tomic che lo vede venire richiamato in panchina per evitare danni ulteriori (2° fallo personale); poco male, perché i madrileni si godono subito la tripla di Fernandez (26-43 al 17′). Il coast-to-coast di Navarro vale un gioco da tre punti che rianima il Palau e riporta il Barça a sole dieci lunghezze dagli ospiti, ma Campazzo si inventa una tripla dal nulla su quella che è la miglior azione difensiva dei catalani, vanificando così la giocata del Rey. Lo stesso playmaker argentino dispensa poi un assist per Taylor: parziale di 0-5 in favore dei Blancos, punteggio che dice 33-48 al 19′ di gioco. Ancora Campazzo regala spettacolo con un recupero che lo lancia in contropiede: anziché andare ad appoggiare al tabellone, però, il play serve con un passaggio dietro la testa il rimorchio di Randolph per l’inchiodata del naturalizzato sloveno. Vezenkov, come nel primo quarto, chiude la frazione, stavolta però con due punti (35-52). Nel secondo quarto catalani che provano a rientrare con un’intensità certamente migliore rispetto ai primi 1o’, ma Real sempre in controllo; spaventosa la differenza di valutazione di squadra a favore della truppa di coach Laso (72-25), visionario Campazzo (5 assist, 100% al tiro) e zero, ripetiamo zero, perse per i madrileni nel primo tempo.

TERZO PERIODO. Alla ripresa, in 40 secondi il Real spende tre falli (due del solo Tavares) e Vezenkov inaugura le realizzazioni con un 2/2 a cronometro fermo. Randolph però risponde subito con un gioco da tre punti (fallo di Claver) e va in doppia cifra personale, prima che Campazzo torni a martellare dalla distanza imitato prontamente da Carroll (39-61 al 22′). La difesa dei catalani continua a concedere moltissimo e vanifica così anche la prima tripla della partita del Rey Navarro (la 614° nella carriera de LaBomba in EuroLeague); i rimbalzi offensivi e la tripla di Koponen, proverebbero a dare un senso ai restanti minuti del match, ma Ayon e Taylor inchiodano il ferro in due possessi consecutivi e il +23 dei madrileni è cosa fatta (49-72 al 26′). Doncic trova i primi 2 punti personali vanificando l’ennesimo visionario passaggio di Campazzo – dopo grandissimo lavoro di Ayon come portatore di palla per eludere la press dei catalani – ma correggendo a rimbalzo offensivo. Al 28′ c’è tempo anche per lo showtime, con Doncic che alza dalla punta l’alleyoop per l’arrivo volante di Ayon e con Reyes che si inventa un floater senza senso per il +27 Real. Hanga prova a dare quanto meno una scossa con quattro punti in fila, ma Causeur punisce dal mezz’angolo con la tripla che chiude la terza frazione sul 57-83. Imbarazzante superiorità dei Blancos, con un Campazzo formato MVP e con ottime percentuali di squadra (66.7% da due, 45.0% da tre); Barça dominato in lungo e in largo in quella che, a tutti gli effetti, prende le sembianze della rivincita per com’è finita la Copa del Rey 2018, proprio qualche giorno fa.

QUARTO PERIODO. Gli ultimi 10 minuti testimoniano la mentalità e la profondità della squadra allenata da Laso. I giochi a due tra Ayon e Reyes continuano a fare a fette una difesa del Barça che fatica perfino a leggere i tagli sulle rimesse madrilene; Doncic trova qualche assist ma anche una persa banalissima che lo costringe a tornare in panchina. Lo sloveno mostra, in questa occasione, una mentalità impressionante, perché nell’unico passaggio a vuoto stagionale in Europa – se si esclude la partita col Valencia, finita anzitempo per espulsione – non si giustifica in alcun modo una prestazione così negativa (2 punti, 4 rimbalzi e 6 assist). I 5 minuti finali sono utili solamente a migliorare qualche tabellino dei giocatori catalani; Koponen trova cinque punti in fila, Vezenkov si mette ulteriormente in mostra anche come spot-up shooter, Pressey giustifica la sua presenza in questo roster riuscendo almeno a dimostrare di poter calcare il parquet materialmente.

FC BARCELONA LASSA – REAL MADRID 74 – 101 (13-30; 35-52; 57-83)

TABELLINO FC BARCELONA: Pressey, Hanga 10, Jackson 2, Navarro 9, Heurtel 11, Vezenkov 11, Koponen 9, Claver 3, Font n.e, Diagne n.e, Tomic 9, Moerman 9. Allenatore: Svetislav Pesic.

TABELLINO REAL MADRID: Causeur 10, Randle 3, Randolph 16, Fernandez 5, Doncic 2, Maciulis, Reyes 13, Campazzo 11, Ayon 10, Carroll 18, Tavares 5, Taylor 8. Allenatore: Pablo Laso.

PARZIALI: 13-30; 22-22; 22-31; 17-18.

BASKETINSIDE MVP: Un visionario, nel senso positivo del termine, Facundo Campazzo. Non solo per lo spettacolo che regala grazie a passaggi tanto stupendi quanto intelligenti, bensì per il 3/4 da oltre l’arco con cui mette in cassaforte la vittoria madrilena nei momenti in cui il Barça prova timidamente a farsi vedere per provare una resa onorevole. Gioca sempre a ritmi insostenibili per gli avversari ma è sempre, costantemente, in controllo: 11 punti e 9 assist, o perse e 3 recuperi, un dominio costante. Incredibile.

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