EuroLega, 24° giornata: un fantastico ultimo quarto permette a Milano di abbattere il Khimki

Dopo aver lasciato il controllo della partita per tre quarti, gli uomini di Pianigiani si scatenano nell’ultima frazione e espugnano il campo del Khimki

di Stefano Bartolotta

Milano doveva assolutamente vincere questa trasferta in Russia, per diversi motivi: la classifica, il fatto che, sulla carta, era una delle sfide più abbordabili tra queste ultime 7, l’aver avuto la possibilità, più unica che rara, di una settimana intera passata solo a preparare la gara. Per tre quarti di gioco, l’Olimpia è stata inadeguata, soprattutto per l’incapacità di impedire agli avversari di eseguire i propri schemi in attacco e per la grande imprecisione nelle triple. Gli ultimi 10’, però, hano cambiato tutto: Milano ha iniziato con un pazzesco parziale di 18-3, ha poi subito il ritorno del Khimki per colpe principalmente proprie, ovvero tenendo la palla ferma in attacco e smettendo così di segnare, e trovando nell’ultimo minuto un paio di giocate chiave con Tarczewski e Micov ottimamante innescati da Nedovic che hanno indirizzato la partita.

È difficilissimo stabilire l’MVP in una vittoria del genere, perché in tantissimi hanno dato un contributo importante. Tarczewski è stato il più continuo, Jerrells ha segnato per tenere la squadra a galla nel momento peggiore, Nunnally e James hanno fatto poche coe, ma importanti, Micov, come detto, ha realizzato il tiro più importante e Nedovic ha creato le ultime due opportunità vincenti con intelligenza cestistica superiore. Ma il momento chiave della partita è stato il suddetto parzialone, e lì si è distinto un Kuzminskas perfetto su entrambi i lati del campo. L’importante, comunque, è stato che Milano abbia messo in mostra un mentalità vincente in un momento cruciale della stagione.

Quintetto Khimki: Shved, Crocker, Zubkov, Jenkins, Thomas
Quintetto Milano: James, Micov, Tarczewski, Nunnally, Brooks

Le voci molto insistenti della tra Bertans e i New Orlenans Pelicans portano il lettone a non essere nemmeno a roster. Il Khimki può sfruttare il rientro di Shved e inizia correndo a mille, mentre Milano gioca in modo più ragionato, pur non disdegnando di accelerare se ne ha la possibilità. L’Olimpi’ si appoggia molto su Tarczewski, che il più delle volte scarica fuori per i tiratori, ma segna i primi 7 punti della sua squadra. Il pivot di Milano è anche bravo a subire falli, ma tutto ciò che l’Olimpia costruisce sotto al tabellone avversario, lo rovina con una difesa sul perimetro che lascia tirare gli avversari con assoluta tranquillità. Pianigiani chiede show difensivi molto pronunciati al proprio centro, ma così si scopre sotto canestro. La partita, comunque, rimane in equilibrio a metà quarto (15-12), con James e Nunnally che iniziano a prendersi le proprie responsabilità. Il Khimki arriva al 20-14 grazie ancora al tiro da fuori, ma Milano risponde con le penetrazioni dei propri esterni, che possono concludere o dare assist invitanti a Tarczewski. Il quarto si chiude sul 25-20, e Milano deve preoccuparsi per aver subito già 5 triple in questi primi 10’ e per essere sempre in ritardo sulle palle vaganti.

I padroni di casa ricominciano a tirare da 3 a inizio ripresa, mentre Milano punta all’ottenimento di cambi difensivi a lei favorevoli, tipo Nunnally o Jerrells contrastati sul perimetro da Mickey. Come nel primo quarto, l’Olimpia prova a posizionarsi per coprire meglio il perimetro, e così facendo si scopre sotto canestro, dove Omic non può nemmeno sognarsi di tenere lo stesso Mickey. Il Khimki arriva a +9 (35-26), e sembra globalmente più solido di Milano, che riesce a tenersi in linea di galleggiamento, ma annaspa sempre più. Jerrells ha la mano calda e segna punti che servono come il pane, ma ogni volta che gli uomini di Pianigiani danno la sensazione di poter recuperare, viene inesorabilmente colpita da una squadra che, semplicemente, sta giocando su un livello a cui i biancorossi non riescono ad arrivare. Più l’Olimpia gioca soft in difesa, più attacca in maniera timorosa, passa il pallone con sempre maggior incertezza e le mani dei giocatori di casa interrompono o rischiano di farlo i passaggi sempre più spesso. All’intervallo il punteggio è di 54-45, e poteva andare anche peggio a Milano. La statistica che più di ogni altra mostra quanto sia difficile per l’Olimpia fermare l’attacco di casa è rappresentata dai 7 assist di Shved, non certo abituato a darne così tanti nel solo primo tempo.

Nemmeno l’intervallo serve alla difesa milanese per prendere le misure all’attacco avversario, e dopo 2’ e mezzo siamo già sul 63-51. Non c’è altro da aggiungere a ciò che si è già detto: a difesa schierata, il Khimki riesce sempre a far girare la palla in modo da trovare tiri aperti, e appena la difesa ruba palla, colpisce con transizioni efficacissime. Milano in attacco gioca una partita più che onesta, ma dietro non solo subisce un sacco di punti, ma soprattutto non è minimamente in grado di mettere un po’ di sabbia nell’ingranaggio avversario, e quando i padroni di casa sbagliano, è solo per colpa loro e non per merito della difesa milanese. I russi ovviamente non possono segnare sempre, e l’Olimpia trova un 6-0 che riporta il suo divario sotto la doppia cifra (65-57), ma ci vorrebbe una continuità che i biancorossi non riescono a trovare, sembra che appena riescono a difendere con un minimo di decenza, non abbiano più le energie per colpire in attacco. Il terzo quarto si chiude sul 73-65 e Milano non riesce ad avvicinarsi anche perché sbaglia troppe triple prese benissimo e che dovrebbero assolutamente entrare. Shved, intanto, ha 17 punti e 9 assist.

Nedovic dà speranze ai suoi con una tripla dall’angolo, Jerrells segna un layup e di colpo la partita appare riaperta sul 73-70. Di colpo è la difesa del Khimki a essere molto morbida, così ancora Nedovic e Nunnally trovano l’insperato pareggio sul 74-74, e, a parte la prima tripla, gli altri punti arrivano da penetrazioni. Nemmeno il time out rimette in ordine la difesa dei russi, che, evidentemente intimoriti, segnano un solo punto in 3’ e il parziale di estende fino all’1-14. Pianigiani ha messo in campo il quintetto piccolo con Kuzminskas e Brooks, così il Khimki inizia a cecare il più possibile i propri lunghi per sfruttare il gap fisico. I giocatori di casa, però, continuano ad apparire confusi nella testa, o forse troppo stanchi fisicamente, e a metà quarto i loro punti sono solo 3. Milano si ritrova sul 76-83 con Kuzminskas sugli scudi su entrambi i lati del campo e con James in panchina. Milano ha la tentazione di giocare col cronometro, ma non deve farlo, perché la forza di questo quintetto è il dinamismo spinto. James rientra per Nunnally che ha 4 falli, ma dall’altra parte Thomas fa valere benissimo le proprie qualità e Milano continua a tenere troppo ferma la palla. A 2’ dalla fine, così, arriva il pareggio con un 7-0 interno, e di colpo l’inerzia è ancora in mano al Khimki. Brooks ha 5 falli, e Pianigiani rimette giustamente Tarczewski, ma, come nel primo tempo, il Khimki può tirare da 3 con grande facilità, stavolta con Jenkins, e i padroni di casa entrano nell’ultimo minuto sull’87-85. Micov segna da 3 su gran scarico di Nedovic, Shved a 20” sbaglia la penetrazione, James fa 2/2 dalla lunetta, Milano rischia nel non far fallo ma nessuno del Khimki tira da 3 pur essendo libero e vogliono servire Shved, che subisce fallo a 2’ e 8 decimi dalla fine. Milano prende il rimbalzo sul secondo libero sbagliato apposta e vince 88-90.

KHIMKI MOSCOW REGION – AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 88-90

TABELLINO KHIMKI: Shved 23, Crocker 15, Vialtsev ne, Zaytsev ne, Markovic 2, monia 8, Gubanov, Zubkov 2, Jenkins 15, Thomas 17, Mickey 6, Kadoshnikov ne

TABELLINO MILANO: Della Valle ne, James 16, Micov 15, Tarczewski 15, Nedovic 7, Kuzminskas 9, Cinciarini ne, Nunnally 13, Burns, Brooks 4, Jerrells 11, Omic

PARZIALI: 25-20, 29-25, 19-20, 15-25

PROGRESSIVI: 29-25, 54-45, 73-65, 88-90

BASKETINSIDE MVP: Mindaugas Kuzminkas

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