EuroLega, 24ª giornata: l’Efes controlla il Barcellona e lo supera con autorità

Ottima prova per gli uomini di Ataman soprattutto dal punto di vista tattico, contro un Barcellona spaesato e lento di pensiero

di Stefano Bartolotta
efes micic ataman

Alzi la mano chi, prima della partita, si sarebbe immaginato che una squadra di Jasikevicius sarebbe stata messa sotto tatticamente da una di Ataman. Invece è successo proprio questo, e per 39 minuti il Barcellona capolista ha faticato tremendamente a leggere la difesa dell’Efes e a gestire il ritmo della partita. I turchi, invece, hanno fatto il bello e il cattivo tempo e hanno sempre comandato, nonostante i molti errori al tiro e, in generale, in attacco, grazie a una difesa e a una gestione del ritmo ottimali. I padroni di casa hanno provato a reagire di puro orgoglio nell’ultimo minuto, ma non è bastato, e l’Efes ha vinto meritatamente, con il punteggio finale che va stretto agli ospiti.

Come quando l’Efes dominava la scorsa stagione, i protagonisti principali sono stati Micic e Larkin, cinici, efficaci e sempre in controllo. I due sono stati ben coadiuvati da Singleton nel primo tempo e da alcuni rimbalzi offensivi chiave di Moerman e Sanli.

Quintetto Barcellona: Oriola, Higgins, Martinez, Mirotic, Calathes
Quintetto Efes: Beaubois, Sanli, Moerman, Micic, Simon

La capolista della competizione ospita chi era stato in testa alla classifica tutta la scorsa stagione e ultimamente sembra aver ritrovato quello stato di forma, o qualcosa di simile. In realtà l’inizio della partita è caratterizzato da molti errori al tiro, con l’Efes che arriva sul 2-7 solo perché il Barcellona litiga pesantemente con il canestro, ma non può durare a lungo e infatti Mirotic prende la situazione in mano e piazza due triple per l’8-9, assieme a tante altre cose utili. Anche dall’altra parte il leader designato, ovvero Micic, si fa subito sentire, e gli ospiti arrivano a metà quarto in vantaggio 10-15, con 7 punti del proprio play. L’Efes innesca ben anche Sanli, soprattutto grazie all’intelligenza cestistica di Simon, mentre il Barcellona sembra avere le idee un po’ confuse, e legge la difesa avversaria con una certa fatica. Il talento individuale salva i catalani in più di un’occasione, ma l’Efes mantiene qualche punto di vantaggio, e non scappa perché, alla lunga, i suoi attacchi diventano un po’ prevedibili. Una tripla di Beaubois dà, però, ai turchi il massimo vantaggio sul 18-25, e il quarto si chiude sul 22-27. Il punteggio è così alto perché si gioca a ritmi vertiginosi, e in realtà non è che gli attacchi siano così micidiali come si potrebbe credere guardando il tabellone.

Si continua a spingere a mille anche all’inizio del secondo quarto, e gli animi sono così caldi che arriva addirittura un doppio tecnico per entrambi i coach, una rarità che dimostra il livello di adrenalina e agonismo della gara. Più passano i minuti e più sembra che questa situazione favorisca l’Efes, e che sarebbe il Barcellona a dover abbassare i ritmi per prendere in mano la partita. Ma non succede, e quei due satanassi di Micic e Larkin ci sguazzano felici come ippopotami nel fango, risultando abili sia a concludere che a mettere in ritmo i compagni, soprattutto un Singleton che si spazia perfettamente con la stessa naturalezza di chi sta giocando in camera propria in pantofole. I padroni di casa non mollano, ma la terza tripla di Singleton scrive il primo vantaggio esterno in doppia cifra (34-44). Partite di così alto livello, però, non vanno mai a senso unico, e dopo il time out obbligato, il Barcellona si rinfresca le idee, riuscendo a portare il ritmo partita su una frequenza più bassa, grazie a una difesa più arroccata che impedisce gli attacchi rapidi. Costretto a giocare sul limite dei 24”, l’attacco ospite fa molta più fatica, ma il Barcellona non completa la rimonta perché, una volta recuperata la palla, si fa spesso tentare dall’andare ancora in velocità, e spreca malamente più di un’opportunità. Il divario, in ogni caso, si riduce fino al 47-50, e poi si va all’intervallo lungo sul 50-53 con fuochi d’artificio di Micic e Davies negli ultimi secondi.Lo stesso Micic è già a 17 punti con Singleton a 13, mentre dall’altra parte dominano Mirotic a 11 e proprio Davies a 10.

efes micic ataman
Getty Images

La difesa di casa ricomincia bene anche all’inizio della ripresa, ma è ancora l’attacco a non fare il proprio dovere, così gli ospiti continuano a mantenere la testa, con scarti comunque molto ridotti. Arriva il primo pareggio a quota 58, in uno scenario completamente diverso e votato soprattutto all’attenzione tattica. La gara è meno divertente e spensierata ma non meno piacevole, visto il gran lavoro difensivo di entrambe le squadre, davvero interessante da osservare. L’Efes trova la chiave prima degli avversari anche quando si deve giocare con pazienza, e piazza uno 0-6 importante e corroborato in seguito da un fantastico 2+1 di Larkin per il 58-67. Il folletto statunitense in questa fase è imprendibile e semina il panico nella difesa di casa, e un evitabile fallo di Hanga su Micic mentre tira da 3 porta il punteggio su un 61-71 preoccupante per il Barcellona. Il quarto si chiude sul 65-72 e l’Efes continua ad apparire più svelto nel pensare rispetto al Barcellona.

Il momento in cui Higgins palleggia a lungo senza un minimo di costrutto e poi perde palla malamente è esplicativo di come il Barcellona faccia un’enorme fatica nel capire tatticamente come attaccare la difesa dell’Efes. Il divario non è incolmabile e l’Efes non è perfetto, ma i padroni di casa appaiono troppo spaesati e non sembrano avere molte possibilità. Il vantaggio esterno torna in doppia cifra (65-76) e, ancora una volta, l’Efes manca opportunità ghiotte per scavare un solco ancor più marcato. Ma dall’altra parte il Barcellona non ci ha ancora capito niente, e commette violazione di 24” proprio in un momento in cui segnare servirebbe come l’aria. Larkin, invece, segna da 3 subendo fallo e ottiene il massimo vantaggio sul 67-80 a meno di 5’ dal termine. L’Efes prende anche un paio di rimbalzi offensivi in un momento in cui la tendenza potrebbe invertirsi, così mantiene un buon vantaggio (73-84) con 2’ da giocare. Higgins e Mirotic provano il tutto per tutto, ma ancora i rimbalzi offensivi aiutano tantissimo gli ospiti. Si entra nell’ultimo minuto sul 78-86, con Micic e Larkin che mantengono i nervi saldi e il sangue freddo, m il Barcellona non si arrende e con Calathes e Westermann riduce incredibilmente il ritardo fino all’84-86 a 15” dal termine. Micic va in lunetta e converte, il Barcellona non risponde e l’Efes vince con merito per 86-88.

FC BARCELLONA – ANADOLU EFES INSTANBUL 86-88

TABELLINO BARCELLONA: Davies 14, Westermann 3, Hanga 5, Bolmaro ne, Smits 3, Pustovyi 2, Oriola 6, Higgins 12, Martinez, Kuric 8, Mirotic 24, Calathes 9

TABELLINO EFES: Larkin 19, Beaubois 7, Singleton 13, Balbay, Musa ne, Sanli 12, Moerman 6, Tuncer ne, Micic 26, Anderson, Dunston 1, Simon 4

PARZIALI: 22-27, 28-26, 15-19, 21-16

PROGRESSIVI: 22-27, 50-53, 65-72, 86-88

BASKETINSIDE MVP: Vasilje Micic

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