EuroLega, 25ª giornata: Milano ha poca personalità e il Khimki la punisce

Gli uomini di Messina non si arrendono mai, ma troppo pochi tra loro credono davvero nella vittoria, e non può bastare contro un Khimki molto più convinto dei propri mezzi

di Stefano Bartolotta

La quattordicesima sconfitta in 25 gare di EuroLega arriva in un momento delicatissimo per Milano, visto che il Khimki l’ha ora raggiunta in classifica, complicando notevolmente la lotta per i playoff. Il problema principale, comunque, non sarebbe nemmeno questo, che pure non è di poco conto. Il problema, grosso, anzi, enorme, è che, su 12 giocatori a roster, non più di 6 hanno davvero creduto che all’interno della squadra ci fossero i mezzi per vincere la partita. Facciamo pure la conta dei buoni e dei cattivi, e diciamo che quelli che ci hanno creduto sono stati Rodriguez, Micov, scola, Tarczewski, Della Valle e Gudaitis. Il che non significa che questi abbiamo messo in campo performance esaltanti, anzi, un paio di loro sono stati autor idi errori davvero grossolani, ma si vedeva che comunque ci provavano, che dentro di sé avevano la convinzione di potercela fare. Degli altri, escludendo Biligha non entrato, nessuno ha dato quell’impressione, e i vari Roll, Cinciarini, Sykes, Crawford e Brooks si sono erti troppo presto a vittime sacrificali. Magari può aver contribuito un arbitraggio decisamente a favore dei russi nel primo tempo, ma non può essere un alibi, e non si può decidere che tanto la partita è persa quando manca ancora più di metà della stessa partita.

Il Khimki ha fatto il proprio dovere, con, prevedibilmente, Shved, Jerebko e Booker sugli scudi, ma anche con contributi importanti anche da presunte seconde linee come Kramer, Timma e l’ex Bertans. Tutti i giocatori gli ordini di Kurtinaitis, comunque, hanno giocato come si dovrebbe sempre fare a questi livelli, ovvero credendo sempre e comunque di poter fare qualcosa di importante o comunque utile per la squadra.

Poi, certo, c’è stato il menzionato arbitraggio, e c’è anche un discorso tecnico-tattico, nel senso che il confronto tra questi due roster, già sulla carta dà ai russi molte più possibilità di mettere in difficoltà i milanesi e trovare accoppiamenti e scelte strategiche a cui viene difficile rispondere. Però non è possibile che chi è in campo decida di aver perso durante la partita, questo è inaccettabile e Messina, a questo punto, deve fare soprattutto lo psicologo.

Quintetto Milano: Micov, Rodriguez, Tarczewski, Cinciarini, Scola
Quintetto Khimki: Shved, Booker, Timma, Jerebko, Jovic

Roster obbligato per Messina, visti gli infortuni di Nedovic e Burns, in una partita delicatissima, che inaugura il ciclo delle ultime 10 gare, quelle in cui proprio non si può sbagliare. Milano parte subito con Scola che gioca in post alto per sfruttare la propria capacità di servire sotto canestro i compagni che tagliano, mentre il gioco del Khimki è perimetrale, senza disdegnare l’attacco al ferro se ce n’è la possibilità. Anche quando Scola non può innescare i compagni, si cerca sempre il pitturato in casa milanese, con risultati, in realtà, alterni. Il Khimki, comunque, fa peggio, infilando una sola tripla in 3’ di gioco, e mettendo in mostra una scarsa fluidità d’esecuzione. La partita rimane equilibrate, e livellata verso il basso, e gli ospiti cercano una maggior varietà offensiva, andando a concludere anche da più vicino a canestro. La mossa porta a buoni risultati, mentre l’attacco milanese rimane sempre un po’ discontinuo, così la metà del quarto vede il Khimki in leggero vantaggio (8-10). Cinciarini difende bene sul pericolo pubblico numero 1 Shved, e una fiammata del Professor Micov ridà il vantaggio a Milano. Shved, però, tra le tante cose in cui eccelle, è in grado di stare nascosto per molto tempo e colpire all’improvviso, e così fa, con una tripla e un assist perfetto per Jerebko, e la sensazione è che, con l’uscita del Cincia, il fuoriclasse russo possa fare ancora più male. Micov prova a stancarlo in difesa o comunque a fargli commettere fallo, ma gli arbitri non fischiano anche quando dovrebbero, come purtroppo succede troppo spesso coi giocatori di nome, e in generale il Khimki può fare quello che vuole sotto al proprio tabellone rimanendo impunito, mentre lo stesso metro non è utilizzato dalla parte opposta. Per fortuna, Gudaitis, riposato dal mancato impiego a Pesaro, appare reattivo e sveglio, e il quarto si chiude con uno svantaggio accettabile per Milano, sul 16-21.

Inizia il secondo quarto e gli arbitri sono sempre più pro Khimki, soprattutto sotto al tabellone dei moscoviti, dove loro possono, appunto, mettere le mani addosso impunemente, mentre appena uno di loro cade per terra, viene fischiato fallo in attacco. Milano, che già non è certo in un periodo in cui si sente in fiducia, subisce questo trattamento e perde in lucidità non solo in attacco, ma anche nel marcare gli avversari in difesa. Si arriva, così, sul 18-27, propiziato da due triple di Timma, fino a quando, alla terza volta, Micov decide che così è abbastanza, ruba la palla all’avversario e avvicina i suoi sul 22-27. Il Professore capisce che deve prendere per mano la squadra, ma in attacco il Khimki accelera il gioco e i padroni di casa devono continuamente ricorrere al fallo. Si arriva a un punto in cui l’arbitro più vicino al tabellone ospite non fischia un fallo evidentissimo e lo fischia quello più lontano solo perché si è sentito chiaramente il rumore dello schiaffo, e davvero così non è possibile continuare. Milano ci mette anche del suo, con manovre offensive che sembrano campare in aria e una difesa in cui troppo spesso gli avversari possono far girare bene palla per trovare l’uomo più libero. C’è anche una buona abilità dei lunghi del Khimki ad andare a rimbalzo offensivo e, in generale, si vede una scarsissima personalità in troppi giocatori di Milano, con almeno metà squadra che gioca sì, ma senza dare alcun senso di pericolosità all’avversario e agli spettatori. A meno di 2’ dall’intervallo lungo, comunque, Della Valle (uno dei pochi che, invece, la personalità ce l’ha, almeno stasera) e Rodriguez confezionano un parziale che riposta Milano avanti 34-33. Il Khimki si disunisce, come accade molto spesso in queste situazioni, e Milano potrebbe piazzare un allungo, ma, come detto, ci vorrebbe personalità e ce n’è troppo poca tra le fila biancorosse. Si va, quindi, all’intervallo lungo sul 38-39.

L’Olimpia inizia la ripresa col piglio giusto, ma il terzo fallo di Scola potrebbe complicare le cose. Rodriguez mette bene i lunghi in ritmo, ma il Khimki reagisce e non sempre gli assist del Chacho vengono trasformati in canestro, con momenti tragicomici come una schiacciata sbagliata da Tarczewski. L’inerzia è tutta dalla parte del Khimki, con i vari Shved, Booker e Jerebko che colpiscono con precisione chirurgica ogni spiraglio lasciato dalla difesa milanese. C’è, come detto più volte, maggior personalità tra le fila del Khimki, e l’impressione è che siano molti di più rispetto a quelli dell’Olimpia i giocatori in grado di essere pericolosi e di effettuare giocate importanti. Poi, certamente, non aiuta un pubblico di casa a cui probabilmente hanno detto che nel basket funziona come nel tennis e bisogna stare zitti ogni volta che la palla è in gioco, altrimenti non si spiega questo silenzio assordante in una gara così delicata. Il 42-51 a metà quarto porta con sé pessimi presagi, e non può essere un caso che le rotazioni di Messina siano sempre più ristrette e che Sykes e Crawford non vedano il campo. Gudaitis combina qualcosa a rimbalzo offensivo e dà una bella stoppata che potrebbe risvegliare un po’ di amor proprio anche nei compagni, ma il punto è che se nel Khimki entrano Kramer e Robinson, c’è comunque un atteggiamento positivo e si percepiscono pericolosità e voglia di vincere, se invece Messina mette dentro Sykes e Brooks, è come giocare in tre più due che fanno la sponda. Della Valle prova a dare una scossa, ma Shved risponde da campione, con una tripla difficilissima, che lui tira e segna perché sa quello che vale, mentre i Roll, i Sykes e i Crawford visti stasera non la penserebbero neanche, perché convinti di valere poco. Roll si prende un paio di tiri nel finale del quarto, ma li sbaglia proprio perché non è convinto di segnare, e la frazione si chiude sul 51-59, non un divario incolmabile, ma bisogna crederci.

Roll finalmente segna in apertura di quarto, e chissà che non sia il segno di un’inversione di tendenza. Invece, è un fuoco di paglia, e si vede benissimo che, in attacco, Rodriguez e Micov avrebbero bisogno di un terzo compagno davvero pericoloso sul perimetro, ma non ce l’hanno. Messina prova allora di metterne quattro, di piccoli, forse per dare appunto più linee di passaggio sul perimetro, o forse per adattarsi a un quintetto avversario che anch’esso non vede troppi giocatori alti in campo. Il punto è che, se hai in campo insieme Rodriguez, Micov, Della Valle e Sykes, e gli avversari hanno Booker e Jerebko, quest’ultimo non ha nessuno che possa marcarlo, e infatti l’ex Biella colpisce senza pietà. Allora Messina mette Scola, che non può marcare Jerebko comunque, ma almeno è un po’ più grosso e dà anche la possibilità di far girare palla con meno prevedibilità in attacco. Comunque la coperta milanese è corta, mancano troppi pezzi al puzzle nelle mani di Messina, come ad esempio un 3-4 che lo possa marcare sul serio Jerebko, ma non solo quello. Il simbolo di questa Milano è Rodriguez che ruba palla sul -10 e sbaglia un layup elementare, nel senso che la squadra sa fare cose buone, ma non concretizza fino in fondo. L’Olimpia non affonda e si impegna al massimo per rimanere in partita, ma è solo orgoglio, che da solo non può bastare, Shved e Jerebko, sempre loro, mettono le pennellate finali a una vittoria del Khimki ineccepibile. Finisce 69-78.

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – KHIMKI MOSCOW REGION 69-78

TABELLINO MILANO: Della Valle 9, Micov 15, Biligha ne, Gudaitis 5, Roll 4, Rodriguez 18, Tarczewski 12, Cinciarini, Crawford, Sykes, Brooks 2, Scola 4

TABELLINO KHIMKI: Robinson 2, Shved 18, Kramer 3, Booker 12, Timma 8, Zaytsev ne, Vialtsev, Jerebko 16, Monia ne, Jovic 10, Barashkov ne, Bertans 9

PARZIALI: 16-21, 22-18, 13-20, 18-19

PROGRESSIVI: 16-21, 38-39, 51-59, 69-78

BASKETINSIDE MVP: Alexey Shved

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