EuroLega, 26ª giornata: un Real Madrid cinico e autoritario regola il Panathinaikos

L’anticipo del lunedì è sempre in mano agli uomini di Laso, con i verdi che ci provano ma devono soccombere di fronte alla superiorità del blancos

di Stefano Bartolotta

Il Real Madrid ottiene la ventesima vittoria della propria stagione di EuroLega in virtù di una prova cinica e autoritaria ai danni di un Panathinaikos che ci ha provato, ma che ha mancato troppe opportunità per mettere davvero in difficoltà gli uomini di Laso. Un Tavares dominante, un Campazzo frizzante ed efficace e un Thompkins micidiale sono stati i principali artefici del successo madridista. Il Pana ha dimostrato di avere tute le carte in regola per poter accedere ai playoff, ma di non essere ancora al livello delle squadre top della manifestazione.

La differenza principale tra le due squadre è stata la capacità di sfruttare le opportunità che si presentavano per, rispettivamente, mantenere il controllo psicologico sulla partita, oppure strapparlo ai rivali e prenderselo. Nel finale del secondo quarto e per quasi tutto il terzo, infatti, la partita è stata piuttosto equilibrata nel punteggio, ma ogni volta in cui il Pana aveva in mano la palla per portarsi a meno di 3 punti di ritardo, sbagliava sistematicamente il possesso, anche mancando tiri ben presi. Dall’altra parte, invece, quando serviva necessariamente segnare un canestro per non rischiare che il Pan completasse la rimonta, i punti arrivavano quasi sempre.

Questo è dovuto anche al fatto che il Real aveva molte più armi a disposizione, potendo colpire il Pana in tanti modi diversi, mentre invece gli ospiti avrebbero dovuto essere molto precisi da fuori, visto che la difesa di casa nel pitturato era semplicemente invalicabile. Invece, se si guarda la shooting chart, si noteranno tantissimi errori dei verdi non tanto da 3, visto che il 10/24 è rispettabile, ma soprattutto dal medio raggio, e questa è una cosa che contro questo Real non si può permettere nessuno.

Quintetto Real Madrid: Campazzo, Deck, Garuba, Carroll, Tavares
Quintetto Panathinaikos: Thomas, Papagiannis, Papapetrou, Fredette, Calathes

Insolito appuntamento di lunedì per questa classica del basket europeo che mette in palio punti importanti per la formazione del tabellone dei playoff. Si comincia con il Real che prova a far valere tutta la varietà del proprio gioco, mentre il Pana manovra principalmente sul perimetro. Le difese, nel corso dei primi possessi, prevalgono sugli attacchi e, dopo 2’ di gioco, entrambe le squadre hanno segnato un solo canestro a testa. Gli attacchi, allora, spingono sull’acceleratore e rendono difficile lo schieramento delle difese, ma quando ciò non succede e le difese si schierano, si continua a segnare pochissimo. Il real prova ad allungare sul 10-5 grazie a due giocate marchio di fabbrica della stagione, ovvero un intervento difensivo sul pallone di Tavares ad altezza ferro per allontanarlo dal canestro e una tripla di Campazzo in transizione. Il Pana sembra subire il colpo, così i padroni di casa si portano sul 13-5 e Pitino deve chiamare un time out e ripetere tante volte ai suoi “non abbiate paura e smettetela di lasciar libero Tavares”. Il problema per i verdi, più che la difesa sul totem madridista, è l’attacco davvero asfittico e incapace di creare alcun grattacapo alla difesa di casa. Il Real viaggia a velocità di crociera sui 10 punti comodi di vantaggio e gli ospiti iniziano a giocare con più pazienza e trovano la via del canestro con un po’ più di continuità. C’è comunque sempre la netta sensazione di superiorità a favore dei blancos, che continuano a controllare la partita con mano ferma e chiudono il quarto sul 27-16. Sono già 8 gli assist totali per i padroni di casa, di cui ben 6 a cura di Campazzo.

Il Real ha un roster talmente sconfinato da potersi permettere di far entrare gente come Laprovittola e Mickey a inizio secondo quarto, come gli ultimi panchinari qualunque. Senza le superstar Campazzo e Tavares, comunque, gli uomini di Laso assumono quantomeno sembianze umane, e non da extraterrestri, e il Pana inizia il quarto con un 2-8 a suo favore. Il rientro di Tavares mette, almeno parialmente, le cose a post e, complici un paio di triple alla sua maniera di Fernandez, il parziale viene restituito nella propria interezza e, a metà quarto, il punteggio è un eloquente 40-26. In difesa, Tavares è l’intimidazione in persona, mentre in attacco, c’è troppa varietà nelle armi a disposizione perché una qualunque difesa possa davvero contenere il numero dei punti segnati. La squadra è in grado, con la stessa efficacia, di girare palla sul perimetro, giocare in post, mettere in scena giochi a due alto-basso, e se per caso la prima opzione non c’è, ci vuole un attimo a cambiare strategia in due secondi e a mettersi in modo che la difesa avversaria non possa contrastare. Il Pana ha il merito di non darsi per vinto e tornare sotto la doppia cifra sul 42-33, ma stiamo assistendo al gatto che gioca col topo. Al Pana, come detto, manca proprio la potenza di fuoco per star dietro a un ritmo simile. Si va all’intervallo lungo sul 48-41 e con il tabellino di Tavares che dice già 20 in valutazione statistica, grazie ai 10 punti, ai 5 rimbalzi e ai 5 falli subiti, senza contare, come detto, il modo in cui rende la vita difficile a chiunque nella propria metacampo.

Il Pana sa che, per rendere la ripresa più interessante, avrebbe bisogno di un bel parziale all’inizio della stessa, ma la difesa di casa nel pitturato è semplicemente troppo attenta e reattiva per far davvero rientrare in partita i verdi. Pitino ha chiaramente bisogno dei suoi tiratori da fuori, proprio perché da dentro può ottenere poco o nulla. Fredette porta i suoi a un solo possesso di distanza sul 51-48, ma l’azione in cui Campazzo ubriaca Calathes in modo da farlo cadere per terra e subire lo sgambetto è il simbolo di questa partita finora. Gli ospiti le avrebbero le opportunità per avvicinarsi nel punteggio con canestri dall’arco su tiri ben presi, ma sbagliano sistematicamente e il Real rimane in controllo. A metà quarto il punteggio è sul 60-55, e non sarebbe irrecuperabile per il Pana, ma, come detto, ogni volta che si presenta l’opportunità di segnare per andare a meno di 3 punti di svantaggio e prendersi un po’ di inerzia, c’è sempre un errore da parte dei verdi. Calathes capisce che serve tutta la sua leadership, ma il Real, al contrario dei rivali, le opportunità importanti per mantenere vantaggio e inerzia psicologica non le sbaglia, con un Reyes molto attivo in questa fase. I padroni di casa, in seguito, iniziano a sfruttare bene le doti in post di Thompkins, e il quarto si chiude sul 73-65 dopo che, ancora una volta, il Pana si era avvicinato a -3 sul 68-65, ma il Real si è dimostrato cinico nel gestire i possessi che servivano per non perdere il controllo.

Thomas è caldo in questa fase e può dare speranze di rimonta ai suoi, ma Thompkins è sempre più immarcabile in post e Campazzo piazza una tripla che abbatterebbe un elefante per il 78-67. Ancora Thompkins, dopo aver imperversato in post, piazza una tripla da casa sua, e l’83-69 sa già di sentenza. Il linguaggio del corpo dei giocatori ospiti dice che ancora non si vogliono dare per vinti, ma il Real sembra poter controllare agevolmente la situazione. Il vantaggio interno, infatti, si dilata progressivamente fino a un 96-78 forse un po’ troppo punitivo per Pitino e i suoi uomini, ma che dimostra in pieno tutta la forza di questo Real.

REAL MADRID – PANATHINAIKOS OPAP ATENE 96-78

TABELLINO REAL MADRID: Fernandez 11, Campazzo 14, Laprovittola 10, Reyes 4, Deck 13, Garuba 4, Nakic, Carroll 12, Tavares 15, Mickey, Thompkins 11, Mejri 2

TABELLINO PANATHINAIKOS: Thomas 11, rice 7, Papagiannis 6, Rautins 6, papapetrou 11, Pappas ne, Vougioukas 7, Johnson 4, Fredette 11, Calathes 13, Mitoglu, Bentil 2

PARZIALI: 27-16, 21-25, 25-24, 23-13

PROGRESSIVI: 27-16, 48-41, 73-65, 96-78

BASKETINSIDE MVP: Walter Tavares

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