EuroLega, 27° giornata: all’Olimpia Milano non basta il Mike James show! Il Real vince nel finale

EuroLega, 27° giornata: all’Olimpia Milano non basta il Mike James show! Il Real vince nel finale

Un pazzesco primo quarto e la voglia di non mollare anche quando sembrava finita non bastano all’Olimpia per prevalere sui campioni

di Stefano Bartolotta

Come nella partita d’andata, Milano parte a mille, arriva fino al +18 e a un certo punto si gode addirittura gli applausi del pubblico del Real Madrid. Poi, però, gli uomini di Pianigiani dimostrano che manca ancora loro un po’ di forza mentale per competere a questi livelli, e di conseguenza perdono fiducia in se stessi e consentono ai campioni di mettere le mani sulla partita. Qui, però, la forza dei nervi e della disperazione ha permesso alla squadra milanese di mettere la partita in discussione fino alla fine, e i blancos non si sono sentiti al sicuro fino all’ultimo secondo.

Milano ha subito oltremisura l’impatto delle due armi più temute dei campioni in carica: la difesa e i rimbalzi offensivi. In certi momenti sembrava che i biancorossi giocassero bendati, e le carambole sotto al tabellone milanese catturate dai padroni id casa sono state una costante. Così, era davvero difficile vincere. Laso, però, deve preoccuparsi perché i suoi avrebbero dovuto mettere i titoli di coda molto prima, invece, anche nelle due volte in cui sembravano averlo fatto, Milano è tornata a contatto, grazie al sempre più fenomenale Mike James.

Tavares e Ayon sono stati gli uomini più importanti per il Real, proprio per lo strapotere sotto canestro. Molti altri, comunque, hanno contribuito alla vittoria, soprattutto Llull, Randolph, e, in determinati momenti cruciali, Carroll e Campazzo. Milano ha avuto un primo tempo eccelso da tutti e quattro i suoi esterni principali, e un Kuzminskas volitivo ed efficace. C’è da sperare che basti per la partita vitale contro il pana dopodomani.

Quintetto Real Madrid: Causeur, Randolph, Tavares, Llull, Deck
Quintetto Milano: James, Micov, Tarczewski, Nunnally, Brooks

Il mastodontico WiZink Center è abbastanza affollato per l’arrivo dell’Olimpia Milano al cospetto del grande Real. Siamo lontani dal sold out, ma il numero delle persone presenti è comunque buono in termini assoluti, e l’atmosfera giusta è assicurata. Il pre partita è ovviamente dedicato alla premiazione di Reyes quale nuovo detentore del maggior numero di incontri giocati in EuroLega, poi arriva il minuto di silenzio in memoria di Giannakopoulos, e si comincia. I primi minuti sono equilibrati, con le squadre che alternano bene penetrazioni e tiri da fuori, e il Real che si fa subito sentire a rimbalzo offensivo. Milano commette due falli in attacco banali ma il Real non ne approfitta e gli ospiti vanno sul 6-10 dopo meno di 4’ di gioco. Le mani degli esterni milanesi sono caldissime e solo un Randolph altrettanto preciso impedisce all’Olimpia di scappare. Sul 13-20 dopo poco più di 5’ di gioco, Laso deve chiamare time out perché ovviamente non può permettere che i suoi subiscano così tanti punti. La difesa di casa, in effetti, si sistema e impedisce tiri troppo facili a James, Micov e Nunnally, e il problema ulteriore per Pianigiani è il secondo fallo di Tarczewski dopo 7’ che comporta necessariamente l’ingresso di Omic. Llull prende in mano la squadra da leader qual è, ma dall’altra parte anche James fa lo stesso e con un’incredibile tripla dall’angolo dà l’inatteso +10 ai suoi (18-28). All’ennesimo canestro del candidato MVP per il 18-30, lo sportivissimo pubblico madridista applaude, e un’altra tripla di Nunnally sancisce un pazzesco 19-33 a fine primo quarto. I tre esterni titolari di Milano hanno combinato per 31 di questi punti, con James già a quota 17, e la percentuale dal campo è un luccicante 13/16, con 4/4 da oltre l’arco.

James e Nunnally non si fermano, e sul 19-37, la curva di casa incita i propri beniamini, ma il resto del pubblico è in silente ammirazione di quanto sta facendo Milano. Laso prova a sfruttare i punti di forza del proprio roster, giocando il più possibile sotto canestro, dove il gap fisico e dinamico è evidente. Ayon si erge a protagonista, e in difesa, il Real sfida Milano a dare la palla a Omic, confidando nell’inettitudine realizzativa del pivot. Pianigiani, dopo un paio di passaggi a vuoto per colpa di questo problema, riesce a far sì che i suoi allarghino il campo per avere opportunità, ma ormai il Real è lanciato e riduce lo svantaggio fino al 29-40. Nedovic prova a trascinare i suoi con James e Nunnally seduti a riposare, ma sotto canestro il Real è troppo dominante e Milano non può pensare di concedere così tanto. Nedovic, comunque, continua a infilare canestri anche difficili e anche a vedere bene il gioco mettendo in ritmo i compagni quando serve, così a metà del quarto il vantaggio esterno è ancora di 15 punti (34-49). Purtroppo, sul più bello, proprio la guardia serba si fa dare un tecnico evitabile, che è anche il suo terzo fallo, e i padroni di casa sfruttano l’onda psicologica per accorciare nuovamente le distanze. Invece di stare calmi, gli uomini di Pianigiani si atteggiano a vittime ogni volta che c’è un fischio a loro sfavorevole, e questo non può che comportare sfiducia in se stessi e dare ulteriore carica psicologica al Real. A 3’ dall’intervallo lungo il punteggio è di 42-49, che significa un 8-0 di parziale, e Milano continua a sbagliare, a commettere fallo e a far capire al mondo intero che si ritiene vittima di ingiustizie cosmiche, invece di pensare a giocare. Ayon, invece, gioca a basket e non sbaglia mai, e gli ospiti rimangono aggrappati al vantaggio solo grazie alla prontezza di Kuzminskas. Si va all’intervallo lungo sul 50-56, con il festeggiato Reyes che aiuta bene Ayon sotto canestro.

Il Real sa che ora non può più scherzare e deve mordere in difesa. Il primo possesso milanese è un’infrazione di 24”, un messaggio forte e chiaro dei campioni. I biancorossi, oggi nero e oro, cercano di non perdere la testa e sono bravi a far commettere subito due falli agli avversari, ma il Real è ormai nello stato mentale giusto, che gli permette di fare le cose con convinzione e di arrivare sempre primo sulle palle vaganti. L’area avversaria è sempre più terra di conquista per i blancos, ma la vera differenza il Real la fa in difesa, così il cambio di leadership sul 62-60 è inevitabile. Poco prima di metà quarto i padroni di casa esauriscono il bonus di falli, e questo potrebbe essere un vantaggio per Milano, che però è ormai chiaramente in bambola e in balia degli eventi. Tarczewski tenta un moto d’orgoglio con un rimbalzo offensivo e conseguente 2+1, ma ormai l’inerzia è tutta dalla parte del Real, e anche quando Milano riesce a prendersi tiri aperti, li sbaglia proprio perché è finita chiaramente sotto a livello mentale. Quando Tarczewski commette il quarto fallo contro un Taveres che prende tutti i rimbalzi che gli capitano a tiro, e deve entrare ancora Omic, verrebbe voglia di dare la partita per finita. Llull scava il primo solco importante a favore dei suoi sul 73-65, ed è difficile immaginare che la partita possa cambiare ancora padrone da qui alla fine. James, però, prova a scrivere una storia diversa, sfruttando la marcatura di un Carroll che non può certo tenerlo fisicamente, e una tripla di Nunnally ridà un insperato vantaggio a Milano al termine del quarto sul 74-75.

Milano non segna per quasi 3’ nell’ultimo quarto, e ogni suo attacco è a dir poco faticoso. Nonostante ciò, il Real non riesce ad azzannare la partita, e a poco meno di 6’ dalla fine il punteggio è di 82-80, con entrambi gli attacchi che sbagliano ripetutamente. Il Real, a questo punto, guadagna un vantaggio importante con quella che è stata la sua arma più letale, ovvero i rimbalzi offensivi (ben 13 in 35’ di gioco), e Milano non può pensare di vincere segnando solo 6 punti in altrettanti minuti e mostrando di fare una fatica bestiale in attacco. A 3’50” dal termine sull’86-81, un solo uomo può far vincere Milano, ed è ovviamente Mike James. Arriva subito una tripla proprio da parte sua, ma la successiva esce, e dall’altra parte Carroll e Tavares non sbagliano, ben orchestrati da Campazzo. Quando proprio il n. 7 argentino ruba palla a James e serve Thompkins in contropiede per il 92-84 a poco più di 2’ dalla fine, sembra davvero che per Milano non ci sia niente da fare. Ma James non ne vuole sapere, piazza un 5-0 e rimette per l’ennesima volta tutto in discussione (92-89 a 1’39”). Brooks sbaglia una tripla apertissima per il pareggio, e lo stesso fa Nunnally, ma qui il tiro era molto più difficile. Nedovic ha un’altra possibilità, e mentre corre verso il canestro a pochi secondi dalla fine per tentare il tiro dall’arco, sembra subire fallo, lancia la palla verso il canestro, ma gli arbitri non ravvisano nulla e danno la rimessa al Real. Finisce così proprio 92.89 e il pubblico di casa non esulta nemmeno troppo, segno che probabilmente ha tirato un bel sospiro di sollievo e se l’è vista brutta fino alla fine.

REAL MADRID – AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 92-89

TABELLINO REAL MADRID: Causeur 2, Randolph 15, Fernandez 9, Campazzo 7, Reyes 4, Ayon 11, Carroll 7, Tavares 9, Llull 11, Deck 2, Thompkins 9, Taylor 5

TABELLINO MILANO: Della Valle ne, James 35, Micov 8, Tarczewski 7, Nedovic 16, Kuzminskas 7, Cinciarini ne, Nunnally 15, Burns ne, Brooks, Jerrells, Omic

PARZIALI: 19-33, 31-23, 24-19, 18-14

PROGRESSIVI: 19-33, 50-56, 74-75, 92-89

BASKETINSIDE MVP: Walter Tavares

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