EuroLega, 27ª giornata: Milano è troppo discontinua e il Real non perdona

EuroLega, 27ª giornata: Milano è troppo discontinua e il Real non perdona

Gli sconcertanti alti e bassi degli uomini di Messina si traducono in una sconfitta contro un Real che fa il minimo indispensabile ma che almeno è efficace nel momento giusto

di Stefano Bartolotta

Milano esce sconfitta dalla partita casalinga a porte chiuse, per colpa di una discontinuità inaccettabile a questi livelli. Certamente i parziali e i contro parziali sono ormai una costante in EuroLega, ma i momenti no milanesi sono stati talmente inguardabili da risultare a dir poco irritanti. Il Real è stato spesso svagato anche lui, ma almeno ha saputo girare la partita al momento giusto e torna a casa con una vittoria magari non meritata nel senso stretto del termine, ma comunque ineccepibile.

Moraschini, Micov e Gudaitis hanno offerto delle buone prove nel primo tempo, ma poi anche loro sono spariti quasi del tutto nella ripresa. Il Real si è appoggiato spesso e volentieri a Tavares, autentico dominatore statistico della gara e bravo a dare l’esempio quando troppi suoi compagni sembravano essere disinteressati alla partita, ma noi diamo la palma di MVP a Thompkins, che con le sue due triple ha messo la partita in mano ai suoi, che non l’hanno più mollata. Anche Fernandez, Garuba e Laprovittola hanno dato qualcosa alla causa, e Campazzo è stato negativo per quasi tutta la gara, ma nel finale ha fatto cose importanti.

Quintetto Milano: Micov, Moraschini, Roll, Tarczewski, Sykes
Quintetto Real Madrid: Campazzo, Garuba, Carroll, Tavares, Thompkins

Nell’atmosfera surreale del Forum deserto, Milano e Real iniziano subito con molta voglia e intensità. I primi possessi vengono quasi tutti sbagliati, probabilmente per la disabitudine dei giocatori a tirare con gli spalti vuoti, ma non ci sono palle perse e tutti i giocatori in campo ce la mettono tutta. È bello vedere tutto questo agonismo in campo, mentre è meno piacevole vedere 3 canestri totali in altrettanti minuti di gioco (6-3). Milano tira praticamente solo da fuori, mentre il Real ha più varietà di soluzioni, ma i padroni di casa hanno ragione perché i loro tiri entrano molto di più rispetto a quelli degli ospiti. A metà quarto siamo sul 12-7 e Milano ha già tirato 4 volte da 3, segnando in 3 occasioni. Gli uomini di Messina non possono certo continuare ad appoggiarsi così tanto al tiro da fuori, e per loro fortuna riescono a correre bene ogni volta che hanno la palla e a trovare buone conclusioni anche da più vicino al canestro. L’Olimpia tocca la doppia cifra di vantaggio sul 17-7, e potrebbe anche aumentare il vantaggio, ma manca alcune opportunità favorevoli. Il Real prova la zona, scelta insensata vista la mano calda milanese da 3, infatti Moraschini punisce subito. Onestamente, la sensazione è che, viste le diverse lamentele espresse su Twitter dai giocatori del Real, questi ultimi stiano mandando un messaggio all’EuroLega del tipo “ci costringete a giocare questa partita e noi facciamo sciopero bianco”. Entra anche Rodriguez, nonostante il doppio infortunio annunciato nei giorni scorsi, Il quarto si chiude con un eloquente 25-11.

I nostalgici possono godere di un duello vintage Reyes contro Scola, ma per il resto il Real è sempre più dimesso e poco concentrato, come quando Taylor commette un fallo evitabilissimo su Nedovic mentre tira da 3. Ancora Reyes e Scola si affrontano per ricordare i bei tempi andati, e l’unico altro in maglia bianca che ha voglia di giocare è Tavares. Sul 30-13, però, Milano ha uno di quei passaggi a vuoto che sono una costante della stagione, così arriva uno 0-10, propiziato sempre da Tavares, con rimbalzi in attacco e stoppate di cui i compagni approfittano. I padroni di casa escono in modo orribile dal time out, e ormai sembra che il Real abbia lasciato da parte i propositi di non giocare perché contro una Milano così è praticamente impossibile non banchettare allegramente. Tavares è sempre più dominante, i rimbalzi in attacco del Real sono tantissimi, ed è così fisiologico che il parziale arrivi a 0-15 per un 30-28 che era davvero difficile prevedere visto l’atteggiamento che stavano mostrando i blancos. Milano è inguardabile, senza idee in attacco e senza attenzione in difesa, solo Moraschini ci crede e subisce un fallo mentre segna da 3 che potrebbe ancora girare l’inerzia della partita. Purtroppo, però, i due ultimi arrivati Sykes e Crawford sono altrettanti corpi estranei, e, con Rodriguez chiaramente a mezzo servizio, è difficile pensare che i soli Roll, Micov e Moraschini possano reggere il peso del reparto esterni. Ci prova allora Della Valle a dare una mano con una tripla (Milano arriva a 7/11 da dietro l’arco) e poi Gudaitis è bravo ad approfittare della presenza in campo di Mejri. Il vantaggio interno torna in doppia cifra sul 43-33, e si va all’intervallo sul 45-35. Micov, Gudaitis e Moraschini dominano statisticamente la partita, e solo Tavares sta al loro ritmo.

Messina mette subito Della Valle in apertura di ripresa, avendo probabilmente capito che una mano la può dare, ma in realtà le due squadre ricominciano allo stesso modo in cui avevano iniziato la partita, ovvero provando a correre ma sbagliando a ripetizione. Milano sbaglia un po’ meno e si trova nuovamente con un vantaggio importante sul 49-35, ma ancora Tavares non ci sta e dà l’esempio a tutti i suoi compagni. Sykes combina qualcosa in più rispetto a un abulico primo tempo, ma il Real inizia a segnare con continuità dal pitturato, soprattutto, come detto, con Tavares, ma non solo. Milano ha ancora 10 punti a metà quarto (51-41), ma subito dopo arriva un altro passaggio a vuoto come quello del secondo quarto, con la differenza che anche il Real è altrettanto scarico e così l quarto si chiude sul 55-46, il che significa che il parziale degli ultimi 5’ di gioco è un tristissimo 4-5.

Anche l’inizio dell’ultimo quarto è un incubo per Milano, e il Real non può che approfittarne e ridurre lo svantaggio fino al 55-54. La discontinuità della squadra di Messina è sconcertante, e ancor di più è la bassezza del livello a cui è capace di scendere in una partita tanto delicata e dopo non aver giocato in campionato. Il Real trova il primo vantaggio sul 55-56, Thompkis piazza la seconda tripla del quarto per il 55-59 e davvero è inconcepibile e inaccettabile il modo in cui Milano si è bloccata. Thompkins distribuisce bene anche il gioco oltre a segnare quando serve, e sul 55-61 sembra davvero che Milano non ne abbia più. Ancora Moraschini prova a reagire, coadiuvato da Roll, ma il Real è un fiume in piena e arriva a metà quarto segnando ben 20 punti nella frazione (60-66). È sempre Moraschini a mettere in campo le giocate giuste, in attacco e in difesa, per tenere i suoi in partita, ma basta una tripla ben assestata di Fernandez a tenere il Real a più di un possesso di vantaggio. Negli ultimi minuti le due squadre accusano un po’ di tensione, e naturalmente ne guadagna la squadra in vantaggio. Come succede alle squadre perdenti, Rodriguez e Sykes trovano due triple che danno la possibilità di una rimonta, ma perché essa avvenga, bisogna anche difendere, e Milano non lo fa. Nonostante tutto, i padroni di casa attaccano a 18” dalla fine sotto di 3, e quindi con la teorica possibilità di pareggiare, ma il tutto si chiude con un misero airball di Micov a metri dal ferro. Finisce 73-78.

AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO – REAL MADRID 73-78

TABELLINO MILANO: Della Valle 5, Micov 13, Gudaitis 9, Moraschini 21, Roll 5, Rodrigue 5, Tarczewski 2, Nedovic 3, Crawford, Sykes 10, Brooks ne, Scola

TABELLINO REAL MADRID: Fernandez 16, Campazzo 8, Laprovittola 13, Reyes 4, Garuba 4, Nakic ne, Carroll 2, Tavares 13, Thompkins 13, Taylor 5, Mejri

PARZIALI: 25-11, 20-24, 10-11, 18-32

PROGRESIVI: 25-11, 45-35, 55-46, 73-78

BASKETINSIDE MVP: Trey Thompkins

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