EuroLega, 28ª giornata: miracolo di Micov! Milano espugna Valencia col capolavoro del Professore

EuroLega, 28ª giornata: miracolo di Micov! Milano espugna Valencia col capolavoro del Professore

Partita bruttissima ma dall’overtime ricco di emozioni, risolta con la magia di Vlado Micov da 3 sulla sirena

di Stefano Bartolotta

La pallacanestro è un gioco talmente bello che, anche dopo 42-43’ di rara bruttezza, possono arrivare 2 o 3 che compensano tutto a livello di emozioni e danno un gran batticuore a spettatori e protagonisti in campo. Valencia e Milano fanno di tutto per dimostrare di non valere assolutamente un posto ai playoff di EuroLega, ma alla fine sulla carta rimane scritto il risultato, e quello dice che Milano è ancora in piena corsa per finire tra le magnifiche 8, e adesso ha lo scontro diretto favorevole almeno col Valencia, in attesa della sfida di capitale importanza con l’Olympiacos e delle due trasferte di Belgrado e Vitoria, veri crocevia della stagione milanese, nel senso che, se davvero si vuole andare in post season, bisogna vincerle.

Certo, se il livello è quello di oggi, chi sta in classifica con Milano e Valencia può dormire sonni tranquilli. La povertà di contenuti tecnico tattici è stata evidente, a parte un inizio in cui Messina aveva preparato bene la gara, e tutte e due le squadre, quando hanno avuto la partita in mano, l’hanno gettata via. Alla fine, nel più incredibile dei finali, il Valencia ha sbagliato gli ultimi 3 liberi dopo averne messi 16 su 16, e il Professor Micov ha punito come solo lui sa fare.

Quintetto Valencia: Ndour, Abalde, Tobey, Vives, Sastre
Quintetto Milano: Micov, Moraschini, Roll, Tarczewski, Sykes

Nonostante le prove negative dell’ultimo periodo, Milano ha ancora la possibilità di agganciare i playoff, visto quanto è corta la classifica in zona settimo-ottavo posto, con la sconfitta dello Zalgiris che dà un vantaggio in più. Certo non si può sbagliare, soprattutto negli scontri diretti, come lo è questo di stasera. Si gioca a porte chiuse, come al Forum due giorni fa, e Messina inizia col quintetto piccolo, con Tarczewski unico lungo di ruolo. La scelta paga con un bel 0-5 iniziale, grazie alla confusione totale dell’attacco di casa e all’abilità nello sfruttare le spaziature più ampie di quello ospite. Milano potrebbe anche aumentare il vantaggio, ma manca un paio di opportunità, però, in generale, gli uomini di Messina si prendono praticamente sempre delle buone soluzioni, proprio perché la difesa di casa non sembra in grado di occupare bene le zone lontane dal canestro, e così gli esterni milanesi hanno buon gioco nel trovare spazio. Dall’altra parte, invece, il Valencia non ne viene a capo, deve sempre forzare e, quando segna, lo fa in modo fortuito. Milano ha la grave colpa di non ottenere un vantaggio importante in una situazione tattica così favorevole, che però non può durare in eterno; arriva al 2-9, ma poi si blocca, e pian piano i padroni di casa tornano a contatto sul 7-9 e poi sorpassano con una tripla di Dubljevic. Il Valencia si trova meglio con lunghi dal raggio offensivo maggiore come Ndour e lo stesso Dubljevic, Milano gioca abbastanza bene ma sbaglia tiri fattibili, e non è precisa nemmeno dalla lunetta. Il punteggio, in un modo o nell’altro, rimane basso ed equilibrato, e qui sono i padroni di casa che hanno la colpa di non allungare. Nell’ultimo minuto, Gudaitis è abile nel trovare spazio nel pitturato e i compagni lo servono bene, così è Milano ad allungare, e il primo quarto si chiude sul 12-19. Il valencia ha un improbabile 5/17 dal campo, frutto di un attacco con poche idee anche quando le situazioni tattiche sarebbero favorevoli.

Dubljevic

 

Se possibile, i padroni di casa iniziano il secondo quarto su un livello ancora più basso. È assurdo il modo in cui Milano non ne approfitti: nella normalità dei casi, chi gioca come sta giocando il Valencia dovrebbe già essere sotto di una ventina di punti come minimo, invece Milano non arriva nemmeno alla doppia cifra di vantaggio. È ovvio che, così, basterebbero un paio di episodi per rovesciare l’inerzia, e infatti, detto fatto, bastano le prime due perse di Milano della partita per concedere altrettanti contropiede che non solo portano punti, ma soprattutto danno fiducia al Valencia. Milano prova a mettere ordine nella propria testa, torna a mettere molti uomini sul perimetro per spaziarsi in modo ampio, ma quando in tutta la stagione non hai mai giocato con continuità nei 40’, non puoi certo iniziare ora, e ormai la terza cosa sicura dopo la morte e le tasse è il passaggio a vuoto milanese nel secondo quarto. La buona notizia è che il parziale interno arriva giusto al 6-0, quindi niente di troppo dannoso, e nei minuti successivi lo spettacolo resta tecnicamente povero, ma almeno Milano torna a tre possessi di vantaggio sul 21-28. I padroni di casa continuano a fare più danni della grandine, e siamo sempre al punto di cui sopra, ovvero che Milano non può permettersi di avere così pochi punti di vantaggio a fronte di un gioco così misero da parte del Valencia. Ma la Milano di questa stagione è così e bisogna farsene una ragione, e intanto all’intervallo lungo il vantaggio degli ospiti è di 8 punti, sul 28-36.

 

Il secondo tempo inizia con un 9-2 propiziato principalmente da Colom, con l’attacco di Milano statico e anemico. Gli ospiti tirano solo da fuori, mentre Colom è molto più imprevedibile e, acanto a lui, Dubljevic è bravo a caricare di falli gli avversari. Ci vuole una tripla di pura classe di Rodriguez, ma ormai l’attacco di casa ha capito come piazzarsi per prendersi finalmente buoni tiri con continuità. Alcuni di essi non entrano, ma dall’altra parte Milano è sempre più bloccata in attacco, e prima o poi il vantaggio interno deve arrivare, e succede sul 45-44. Colom ha la colpa di sentirsi ancora caldo nonostante il mirino che ora è sballato, così Milano tiene botta e il terzo quarto si chiude in parità sul 48-48.

Colom

 

Rodriguez prova a prendere in mano la situazione all’inizio dell’ultimo quarto, con due canestri bellissimi che possono fare molto anche dal punto di vista psicologico. L’attacco del Valencia torna a essere confusionario e Rodriguez è sempre più padrone, anche dando assist e soprattutto aprendo in due la difesa di casa sul pick n roll. Lo 0-6 che ne consegue viene in parte rintuzzato da una tripla di Sastre, e finisce come quando un ciclista scappa a una decina di km dal traguardo ma viene ripreso e si deve ricominciare da capo. A 5’ dalla fine il punteggio è di 58-56, e i padroni di casa sembrano avere più gambe e in generale una miglior condizione atletica. Ma quando il livello complessivo è così basso, i fattori che possono risultare decisivi sono molteplici, così si continua a sbagliare da entrambe le parti e, per continuare la metafora ciclistica, i due concorrenti si studiano andando entrambi lentissimi prima che nell’ultimo km succeda qualcosa. Prima degli ultimi due minuti, Micov piazza un gran canestro in penetrazione e Gudaitis prende un bello sfondamento, poi Roll piazza una gran tripla dal palleggio e i 5 punti con cui Milano entra nell’ultimo minuto assomigliano molto allo scatto decisivo del passista prima del fatidico triangolo rosso. Abalde trova un 2+1 di capitale importanza, Moraschini sbaglia e Milano deve difendere a 25” dal termine sopra di 2. Dubljevic va in lunetta a 14” dalla conclusione, non sbaglia, poi Micov non tiene la palla fino al termine ma tira, e segna, a 7”. Ancora Abalde segna in penetrazione a 2”6, poi Rodriguez non ha tempo per tirare e si va all’overtime sul 65-65.

 

Micov sbaglia prima un libero e poi una tripla, ma Roll rimedia e le due squadre sono ancora in parità a 3’ dal termine. Dubljevic rimette i suoi avanti con un’altra tripla e Colom trova lo stesso pivot nel pitturato per il 74-69 a 1’50”. Scola accorcia dalla lunetta, ma è sempre Dubljevic l’uomo in più del Valencia in questa fase, visto che, anche se non segna dal campo, subisce fallo e punisce dalla lunetta. Arriva, però, il 2+1 di Scola, ma poi Roll sbaglia la tripla del pareggio a 50” e un altro canestro di Abalde risulta pesantissimo. Rodriguez, però, non ne vuole sapere, segna rapidamente da 3, ma Milano deve comunque cercare di rubare palla o far sbagliare il Valencia. Abalde sbaglia un libero e Milano ha la palla in mano sull’81-78. Parte il fallo sistematico da entrambe le parti, fino a quando Colom fa 0/2 dalla lunetta e i 6” rimanenti bastano a Milano per gestire al meglio il contrattacco, con Rodriguez che arma il braccio di Micov in pieno ritmo e il Professore che non perdona a fil di sirena da dietro l’arco. Finisce 81-83.

 

 

VALENCIA BASKET – AX ARMANI EXCHENGE OLIMPIA MILANO 81-83 OT

TABELLINO VALENCIA: Colom 8, Marinkovic 2, Ndour 12, Abalde 21, Labeyrie, Van Rossom ne, Tobey 7, Dubljevic 19, Vives, San Emeterio 9, Sastre 3, Doornekamp

TABELLINO MILANO: Della Valle, Micov 13, Biligha ne, Gudaitis 6, Moraschini 6, Roll 11, Rodriguez 16, Tarczewski 8, Crawford 7, Sykes 5, Brooks, Scola 11

PARZIALI: 12-19, 18-17, 20-12, 17-17, 16-18

PROGRESSIVI: 12-19, 28-36, 48-48, 65-65, 81-83

BASKETINSIDE MVP: Vlado Micov

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