EuroLega, 29ª giornata: il Punter show trascina l’Olimpia Milano a una splendida vittoria a Mosca!

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olimpia milano punter messina
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Avevamo detto che Milano non avrebbe avuto le forze per competere contro le squadre che occupano le prime posizioni nella classifica dell’EuroLega con il roster incompleto come nelle ultime partite, ed è bastato il rientro di LeDay per aiutare gli uomini di Messina a espugnare il campo del CSKA. In realtà, non è una mera questione numerica, ma il fatto che Messina abbia potuto allargare le rotazioni, anche grazie al fatto che Evans abbia dato il contributo in difesa che gli si chiede senza eccedere coi falli e che Brooks abbia fatto alcune cose importanti in fase di lavoro sporco, senz’altro ha aiutato. C’è poi da dire che, evidentemente, ormai Milano è in uno stato mentale per cui, invece di andare in sfiducia quando le cose non vanno, si compatta e certamente subisce colpi importanti, ma poi si rialza sempre e torna a essere lei quella che colpisce.

Punter ha trascinato la squadra in attacco, non solo coi punti, ma anche dando sempre l’idea di avere la mano ferma e i nervi saldi, e che quindi fosse giusto dare la palla a lui. La vittoria, però, è merito di tutti per via dell’atteggiamento di cui sopra, che, tra le altre cose, ha permesso agli uomini di Messina di superare anche un arbitraggio che, in alcuni momenti del terzo quarto e, soprattutto, negli ultimi minuti di partita, è stato tra i più casalinghi che si siano mai visti. Nemmeno gli aiuti dei fischietti, però, hanno consentito a un CSKA in evidente crisi di identità, di impensierire Milano, che ha meritatamente trionfato. Itoudis dovrà lavorare sodo per capire cosa fare con un Clyburn mentalmente assente, uno Shengelia discontinuo e soprattutto un James che è troppo Dr. Jekyll e Mr. Hyde all’interno della stessa partita.

Quintetto CSKA: Bolomboy, Hilliard, Hackett, Voigtmann, Kurbanov
Quintetto Milano: Punter, LeDay, Micov, Roll, Hines

Messina prova subito a mettere in campo il rientrante LeDay, mentre dei quattro ex complessivi, solo James inizia in panchina, mentre Hines, Hackett e Micov iniziano in quintetto. I padrini di casa partono contratti e senza idee, e con Milano sullo 0-5, Itoudis fa entrare proprio l’unico ex che non c’era, e James si fa subito sentire costringendo Roll a un’infrazione di 8” e poi guadagnando fallo per due tiri liberi. Si tratta, però, di un fuoco di paglia, perché l’attacco di Milano è molto più equilibrato e armonico, mentre i russi davvero procedono senza apparire in grado di costruire situazioni favorevoli. L’Olimpia arriva sul 4-10 e non scappa ulteriormente perché la mano di LeDay è ancora fredda al tiro. James è il giocatore che conosciamo: talvolta segna canestri apparentemente impossibili o smazza assist invitanti grazie solo al proprio talento, ma in altre occasioni forza in modo inspiegabile, e in difesa è ancora più discontinuo che in attacco. Il vantaggio esterno si dilata fino al 6-15, e Itoudis deve mettere gli altri realizzatori in campo, ovvero Clyburn e Shengelia. A questo punto, però, Messina può rispondere con Shields, ma la differenza abissale tra le due squadre è rappresentata dalle spaziature, eccellenti quelle milanesi, tragiche quelle moscovite. Sull’8-19, la difesa di casa prova ad aggiustarsi, ma è entrato anche Rodriguez e insomma la difesa di casa ha sempre le mani troppi piene e non ce la fa. Arriva l’8-23, poi l’8-25, la circolazione di palla degli uomini di Messina è paragonabile a quella sanguigna in quanto a fluidità, mentre dall’altra parte chi è senza palla non sa mai dove mettersi e anche quelle poche volte in cui ci sono gli spazi giusti per attaccare in 1 vs 1, la palla non entra. Arriva un incredibile 10-30, e anche Evans fa quello per cui è stato preso, ovvero difesa e presenza verticale, stavolta senza commettere falli. Il quarto si chude proprio su questo clamoroso 10-30.

Itoudis prova a usare James da guardia accanto a Hackett, e prevedibilmente i padroni di casa danno tutto il possibile per ridurre in fretta lo svantaggio. La difesa pressa ferocemente sul perimetro, e in attacco chi è senza palla fa quantomeno dei movimenti che aiutano chi ce l’ha, segnatamente James che può finalmente attaccare fronte a canestro come gli piace fare con gli spazi giusti. Milano deve quasi sempre forzare, e in difesa subisce la maggior forza a rimbalzo degli avversari. Il risultato è un prevedibile 9-2 con James in uno dei suoi momenti in cui vede il canestro come una piscina, e anche dopo il time out, si capisce che è ormai un’altra partita, e lo capisce anche Messina che è nervoso e prende un tecnico immotivato. I padroni di casa rimontano fino al 21-32, poi però Milano riesce a rinfrescarsi le idee e a tenere botta, iniziando a costruire dei buoni attacchi, ma sbagliando qualche tiro aperto ad alta percentuale. Così, dopo alcuni minuti in cui non era più successo, il CSKA ricomincia a mietere rimbalzi offensivi. Il divario si riduce fino al 29-37, e il dominio a rimbalzo del CSKA è imbarazzante come nella gara d’andata, e stavolta non si può ridurre la questione al confronto Milutinov-Tarczewski, dato che il primo non c’è e il secondo non ha ancora visto il campo. Milano è in totale sfiducia e continua a sbagliare tiri che normalmente dovrebbero entrare con facilità, e, come sempre succede in queste situazioni, più le cose vanno male, e peggio continuano ad andare, così Milano smette di sbagliare i tiri semplicemente perché non li fa neanche dato che perde una palla dietro l’altra. Arriva il 34-39 e il divario potrebbe anche ridursi ulteriormente, ma il CSKA sbaglia alcune buone opportunità. Milano ne approfitta in pieno e inaspettatamente piazza uno 0-8 in chiusura di tempo, con Punter protagonista, per il 34-47 dell’intervallo lungo.

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Il CSKA inizia la ripresa ancora con Hackett e James insieme, e soprattutto sfruttando la maggior abilità vicino a canestro, mentre Milano tiene la palla troppo ferma e così deve spesso forzare. I rimbalzi sono sempre tutti dei padroni di casa, e Shengelia in questa situazione prende fiducia e diventa inarrestabile. Milano prova a non arrendersi, tra una stoppata di Hines e un canestro acrobatico di LeDay, ma la corrente va tutta dalla parte dei moscoviti. Il 46-56 di metà quarto non rispecchia ciò che sta mostrando la partita a livello di sensazioni, e ci si aspetta un rientro definitivo dei padroni di casa entro il termine del quarto, anche perché l’arbitraggio li aiuta in almeno un paio di occasioni. Punter non ne vuole sapere, però, e appena ha un minimo di spazio (leggi, Hackett non lo francobolla) fa sempre qualcosa di positivo. Il CSKA commette l’errore di tornare a giocare in modo troppo individualistico, e in difesa paga troppo la scarsa intensità di James, così Milano mantiene sempre almeno 3 possessi di vantaggio e chiude il quarto sul 55-70 grazie a un’idiozia di Clyburn che non tiene la palla fino al termine e attacca il canestro sbagliando e lasciando il tempo per la magnifica tripla di Datome sulla sirena.

Milano inizia l’ultimo quarto prendendo addirittura alcuni rimbalzi offensivi, e dall’altra parte James non trova di meglio che prendere due tiri dal parcheggio, e anche se uno dei due entra, non può certo essere questo il modo di giocare. Milano sbaglia alcuni tiri aperti, e il CSKA, sul primo rimbalzo offensivo del quarto si rimette in singola cifra di svantaggio sul 64-72 a 7’ dal termine. Milano ha solo bisogno di crederci, perché in attacco costruisce abbastanza bene, e deve solo finalizzare, anche se nuovamente gli arbitri la penalizzano ingiustamente ogni tanto. Gli uomini di Messina entrano negli ultimi 5’ sul 68-76, ma la missione è ancora difficile, anche perché gli arbitri ne fanno una peggio dell’altra, ovviamente sempre a vantaggio del CSKA. Ci deve pensare Punter, è lui che si è ormai preso sulle spalle l’attacco, e infatti segna una tripla chiave a 3’ per il 70-79 a 3’ dal termine. Gli arbitri decidono sempre di più in favore dei russi ma Milano deve fare di tutto per non farsi condizionare. Punter ne mette un’altra da 3 per il suo trentesimo punto, e ora Milano ha ancora 9 punti di difendere (73-82) a soli due giri di orologio dalla sirena. Il CSKA ricomincia a macinare rimbalzi in attacco, ma anche Hines ne prende uno, e Milano può provare a giocare col cronometro. Un altro rimbalzo offensivo può aiutare Milano, anche se non arrivano punti, gli arbitri permettono a Kurbanov di menare impunemente tutti, sia in difesa che in attacco, e in tutto questo Milano è ancora sopra di 6 a 15” dalla fine palla in mano. Ovviamente la tiene Punter, che ubisce fallo e dalla lunetta mette fine alla contesa. Finisce 76-84

CSKA MOSCA – A|X ARMANI XCHENGE OLIMPIA MILANO 76-84

TABELLINO CSKA: Lundberg, Bolomboy 6, James 21, Hilliard 2, Ukhov ne, Hackett 8, Antonov ne, Voigtmann 6, Clyburn 10, Shengelia 20, Kurbanov 3, Eric ne

TABELLINO MILANO: Punter 32, LeDay 12, Micov 4, Moraschini ne, Roll 5, Rodriguez 7, Tarczewski ne, Shields 14, Brooks, Evans, Hines 7, Datome 3

PARZIALI: 10-30, 24-17, 21-23, 21-14

PROGRESSIVI: 10-30, 34-47, 55-70, 76-84

BASKETINSIDE MVP: Kevin Punter

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