Eurolega, 32ª giornata: il Valencia si sveglia troppo tardi e l’Olympiacos resiste alla rimonta

0

L’inaspettata vittoria esterna dell’Olympiacos in quel di Valencia potrebbe assurgere allo status di caso di scuola per quanto riguarda l’importanza dell’aspetto psicologico nello sport. Si affrontavano, infatti, una squadra che aveva un disperato bisogno di vincere e una già eliminata. Ebbene, la tensione ha stritolato chi doveva vincere, mentre chi era già eliminato ha giocato tranquillo e ha dominato per almeno due quarti me mezzo di gioco, a partire dalla metà del primo fino al termine di una terza frazione imbarazzante per i padroni di casa. Ma ciò che fa capire ancor di più quanto sia fondamentale la psicologia è lo svolgimento dell’ultimo quarto, nel quale il Valencia, partito dal 41-74, si è trovato sul 77-84 e palla in mano a un minuto dal termine, e quindi con tutte le possibilità di completare una rimonta da scrivere negli annali. Ciò non è successo, però, e ora le speranze playoff dei taronja sono ridotte al lumicino.

L’Oly ha sfruttato nel primo tempo l’energia prima di Ellis e poi di McKissic e, nella ripresa, ha cavalcato un Printezis in formato vintage. A nulla è servito lo sforzo collettivo degli spagnolo nell’ultimo quarto, con Prepelic a suonare la carica dopo essere stato il peggiore in assoluto. Ripetiamo, la gara si è svolta tutta in conseguenza dell’attitudine mentale delle due squadre, e ogni discorso tecnico o tattico avrebbe poco senso.

Quintetto Valencia: Prepelic, Tobey, Kalinic, Vives, Williams
Quintetto Olympiacos: Sloukas, Vezenkov, Printezis, Jenkins, Ellis

Il Valencia deve disperatamente rimanere attaccato al treno playoff, mentre l’Oly è già eliminato, però non si notano differenze nell’approccio iniziale alla gara da parte delle due squadre, con entrambe che cercano di attaccare in modo dinamico e sempre propositivo e le difese che non mettono molta pressione su chi ha la palla ma stanno molto attente a mantenere le posizioni. Ne consegue un inizio di gara piacevole, nel quale chiunque ha la palla in mano cerca sempre di fare qualcosa di decisivo. Kalinic da una parte e Ellis dall’altra si distinguono e non c’è mai più di un possesso pieno di vantaggio per nessuna delle due squadre. Dopo il primo time out, i padroni di casa iniziano a proporre raddoppi per mettere in difficoltà gli attaccanti ospiti, ma ottengono l’effetto contrario e mandano in vantaggio l’Oly per la prima volta di più di un possesso (12-17 dopo 7’). I greci sono bravi a controllare il ritmo in modo da impedire le transizioni agli spagnoli, che, quando attaccano a difesa schierata e devono ragionare, fanno molta fatica, al contrario dell’Oly che trova sempre buone spaziature per costruire gioco con ognuno dei propri uomini in campo. Gli ospiti, allora, portano la strategia all’estremo mettendo in campo la zona, ma Sastre li punisce con la tripla e Bartzokas torna prontamente a uomo. L’Oly chiude comunque in vantaggio il quarto sul 19-23.

La gara si fa più difensiva all’inizio del secondo quarto, ma sono sempre gli ospiti a fare un’impressione migliore, e il Valencia si tiene a galla solo grazie a un’altra tripla di Sastre. McKissic fa valere la propria esplosività dal palleggio o in transizione, e i greci tornano al massimo vantaggio di 7 punti (22-29). Più passano i minuti, più i padroni di casa appaiono paralizzati psicologicamente dalla tensione di dover vincere per forza, mentre l’Oly è la classica squadra che gioca senza pressioni e quindi bene proprio perché non ha niente da perdere. Arriva il primo vantaggio in doppia cifra sul 22-33, con McKissic che infonde sempre più energia ai suoi, e il Valencia che sbaglia anche i liberi. Sul 23-36, gli ospiti pagano il raggiunto bonus e concedono altri liberi ai padroni di casa, ma c’è ancora un po’ di imprecisione dalla lunetta. Sloukas sbaglia una tripla in transizione sul 26-38 che avrebbe dato un colpo psicologico notevole al Valencia, e questo ci ricorda perché una squadra così talentuosa e spesso bella da vedere sia già eliminata, ovvero per la mancanza del killer instinct. Nemmeno questo, però, pare poter salvare un Valencia sempre più invischiato in una spirale discendente il cui effetto non accenna a dissiparsi. Il massimo vantaggio si amplia fino al 27-42, ed è ancora Sloukas a mancare da 3 l’opportunità di infierire sul morale valenciano ormai a terra. E visto che le disgrazie non vengono mai sole, Tobey si infortuna cadendo malamente su un rimbalzo conteso e gli ospiti vanno all’intervallo lungo con un consistente vantaggio sul 31-44. Il Valencia ha una improponibile 10/26 dal campo e un ancor più impresentabile 7/12 ai liberi, e certamente deve usare l’intervallo per sciogliere la tensione, che altrimenti rischia di stritolare gli uomini di Ponsarnau.

Euroleague.net

Nemmeno l’inizio della ripresa arride al Valencia, che sbaglia i primi tre possessi e sprofonda sul 31-51. Ponsarnau non chiama nemmeno time out, tanto evidentemente è disperato e distrutto dalla pressione pure lui, e la difesa di casa inizia a fare acqua da tutte le parti. Solo sul 36-56 il coach di casa chiama il minuto, ma l’effetto ottenuto è una tripla di Printezis per il nuovo massimo vantaggio sul 36-59, subito aggiornato da un 2+1 di Vezenkov per il 36-62. Il Valencia reagisce, si fa per dire, con due perse e un canestro sbagliato da Prepelic da zero metri, e l’Oly si comporta come il killer che decide di non infierire sul cadavere, a parte Printezis che ha voglia di divertirsi. Arriva il +30 sul 36-66, ormai il Valencia è completamente allo sbando e questa partita è chiaramente già ai titoli di coda. Il quarto si chiude sul 41-74 con un parziale di frazione di 10-30 e la percentuale dal campo dei padroni di casa che segna un misero 4/15, e non è nemmeno l’aspetto peggiore, perché, come detto, è stata la difesa ad essere crollata completamente.

Giocare questi ultimi 10 minuti non avrebbe alcun senso in teoria, ma i padroni di casa piazzano subito un parziale di 11-0 nei primi 3’, cosa che difficilmente permetterà loro una rimonta, ma intanto l’Oly non segna nemmeno un punto per tre minuti e mezzo, fino a un canestro di Spanoulis con fallo ma con libero sbagliato. Prepelic, disastroso per tre quarti, ora che non serve è indemoniato e il parziale si allunga sul 18-2. L’Oly entra comunque negli ultimi 5’ con un comodo vantaggio di 59-76, e davvero questa partita è, una volta di più, la dimostrazione di quanto possa contare l’aspetto psicologico nello sport. I padroni di casa continuano a segnare e l’Olyu si rilassa troppo, così arriva addirittura la singola cifra di vantaggio a quasi 3’ dal termine sul 70-79. La clamorosa rimonta non è più così impossibile, l’Oly continua a sbagliare tiri su tiri, ma una tripla di Vezenkov arriva nel momento giusto per dare respiro agli ospiti sul 71-82. I padroni di casa non mollano, entrano nell’ultimo minuto sul 77-84, ma Marinkovic sbaglia la tripla del -4 a 40” dal termine, e Spanoulis è freddo dalla lunetta sul fallo immediato. Una rubata di Larentzakis pone fine alla contesa, e l’Olympiacos vince 79-88.

VALENCIA BASKET – OLYMPIACOS PIREO 79-88

TABELLINO VALENCIA: Marinkovic 10, Prepelic 12, Pradilla, Labeyrie 8, Van Rossom 8, Tobey 4, Kalinic 8, Dubljevic 2, Vives 4, San Emeterio 11, Williams 2, Sastre 10

TABELLINO OLYMPIACOS: Charalampopoulos ne, Larenzakis 8, Spanoulis 4, Sloukas 8, Vezenkov 19, Printezis 18, Jean-Charles 8, Jenkins, Koufos 8, ellis 11, McKissic 4

PARZIALI: 19-23, 12-21, 10-30, 38-14

PROGRESSIVI: 19-23, 31-44, 41-74, 79-88

BASKETINSIDE MVP: Georgios Printezis