EuroLega, 5ª giornata: un Barcellona sornione finisce il Valencia nell’ultimo minuto

EuroLega, 5ª giornata: un Barcellona sornione finisce il Valencia nell’ultimo minuto

Gli uomini di Pesici giocano al gatto col topo per 39′ e nell’ultimo giro di orologio si sbarazzano dei valenciani

di Stefano Bartolotta

Il Barcellona resta l’unica squadra imbattuta dopo 5 giornate di EuroLega al termine della gara contro il fanalino di coda Valencia, nella quale il punteggio è rimasto equilibrato per 39’ ma la sensazione era quella per cui i padroni di casa potessero imporre la propria legge in qualunque momento. Hanno aspettato gli ultimi 60”, con un 2/2 dalla lunetta di Davies, un’ottima difesa dello stesso Davies e di Hanga su Loyd e una tripla di Higgins, e a Pesic va sicuramente bene così, soprattutto perché diversi giocatori hanno dato un contributo importante alla vittoria, su entrambi i lati del campo. Mirotic è stato il migliore in virtù di una serie di giocate di classe superiore, ed è stato ben aiutato dall’abilità difensiva di Hanga e Kuric, bravi anche a colpire da 3 in un momento importante, e dall’ultimo minuto da star ciniche e spietate di Davies e Higgins.

Il Valencia ha giocato al meglio delle proprie possibilità, facendosi valere a rimbalzo offensivo, mettendoci più attenzione nel non perdere il pallone e cavalcando l’ispirazione di Loyd e Dubljevic. Ma mai, nemmeno quando erano in vantaggio, gli ospiti hanno dato la sensazione di poter vincere questa partita, il cui risultato era chiaramente dettato unicamente da quanto il Barcellona avesse voglia di affondare il colpo. Milano, che ospiterà i capoclassifica venerdì, dovrà stare molto attenta e non illudersi nel caso in cui la partita dovesse rimanere a lungo in equilibrio, perché è evidente che questo Barcellona può fare letteralmente quello che vuole e sferrare la mazzata decisiva anche aspettando l’ultimo minuto.

Quintetto Barcellona: Davies, Hanga, Higgins, Claver, Mirotic
Quintetto Valencia: Loyd, Ndour, Labeyrie, Vives, San Emeterio

Quello che, formalmente, è un classico testa-coda secondo la classifica, potrebbe essere in realtà una partita più equilibrata di quanto dica la graduatoria, dato che, nella partita di campionato di sole due settimane fa, i catalani hanno vinto di soli 3 punti. I primi minuti, in effetti, corrono sul filo dell’equilibrio, con un gioco molto perimetrale da parte di entrambe le squadre, che quasi rinunciano ad andare a rimbalzo offensivo. La scelta sembra oculata, perché la prima transizione della partita porta a una tripla di Loyd. In realtà, anche quando Dubljevic prende coraggio e va a lottare sotto al tabellone avversario torna a casa con due punti, ma in realtà il Barcellona non ha problemi a rimanere attaccato all’avversario nel punteggio, con le innumerevoli armi a disposizione. A metà quarto il punteggio è di 9-10 ed entrambi gli allenatori mostrano una grande versatilità di idee, sia in attacco che per le scelte di come difendere. La seconda metà del quarto vede entrambe le squadre giocare con più decisione e, di conseguenza, si vedono più transizioni, più falli e, in generale, un maggior livello di intensità. Mirotic mette in mostra la propria classe superiore, mentre dall’altra parte è Loyd il più ispirato. Negli ultimi due minuti, però, emerge la maggior qualità della panchina catalana, perché è molto divrso poter far riposare i titolari con, ad esempio, Albrines e Tomic piuttosto che con Colom e Motum. Proprio due triple di Albrines permettono ai padroni di casa di chiudere il quarto in vantaggio per 21-19.

I primi 3 minuti del secondo quarto raccontano la stessa storia del finale di quello precedente: il punteggio rimane in formale equilibrio (25-223), ma il Barcellona gioca con molta più facilità, mentre il Valencia dà la sensazione che prima o poi subirà un tracollo. Gli ospiti, comunque, continuano a rimanere in partita e, a 5’ dall’intervallo lungo, il punteggio è ancora in parità (29-29). I catalani vanno in bonus a 4’ dal termine del quarto, e questo potrebbe continuare a permettere al Valencia di non perdere contatto. È esattamente ciò che succede, nel senso che, da un lato, i blaugrana mettono in moto, a turno, tutti i propri giocatori importanti, mentre dall’altro c’è un gioco più operaio che però trova efficacemente gli 1 vs 1 e sfrutta anche una buona intensità a rimbalzo offensivo. Il Valencia mette anche il naso avanti con Loyd, e Pesic teme che i suoi la stiano prendendo sottogamba, così chiama time out. Anche il pubblico di casa si scuote dal torpore e fa un tifo degno di questo nome, ma ormai gli ospiti hanno preso le misure a rimbalzo offensivo e iniziano a crederci. Ci vuole il miglior Mirotic per spegnere le velleità valenciane, e si va all’intervallo lungo sul 44-41, anche per via di un ingenuo antisportivo di Loyd. Il gioco corale del Barcellona si vede dai 9 assist contro i 4 avversari, ma il Valencia, oltre ad avere ben 8 rimbalzi offensivi, va molto meglio anche nelle palle perse (2 contro 5).

Il Barcellona inizia il secondo tempo cercando il più possibile di giocare vicino a canestro coi propri lunghi, forse per cariare di falli quelli avversari e renderli più timidi a rimbalzo offensivo. Dall’altra parte, il Valencia prova a giocare in modo più ragionato possibile, per non alzare troppo il ritmo della partita. La precisione da dietro l’arco consente agli ospiti di mantenere l’equilibrio (49-49 dopo 3’), e anche al passaggio di metà quarto la partita non ha ancora un padrone, quantomeno per quanto riguarda il punteggio (52-54). La sensazione è sempre quella per cui il Barcellona, se volesse, potrebbe dare uno scossone alla partita, e che, invece, il Valencia stia giocando al massimo delle proprie possibilità, ma alla fine ciò che conta sono i punti segnati e subiti, e da questo punto di vista l’equilibrio continua a regnare sovrano (54-54 a 3’ dal termine del quarto). Gli ospiti provano ad allungare la difesa, ma quello che ottengono è una micidiale transizione, come a dire “statevene lì nel vostro brodo e non crediate di poterci disturbare”. I valenciani capiscono l’antifona e ricominciano a giocare da squadra operaia e secondo i più classici principi dell’immaginario manuale della pallacanestro. Una tripla di Colom sull’ultimo possesso del quarto dà agli ospiti il vantaggio per 62-65, mentre Dubljevic sta mettendo insieme una prova da 12 punti e 8 rimbalzi.

I catalani provano a sfruttare la propria teorica miglior condizione fisica data dalla maggior ampiezza delle rotazioni, accelerando il ritmo il più possibile all’inizio dell’ultimo quarto. Il Valencia prova a rimanere compatto, e le triple giuste nei momenti giusti lo tengono a galla. La difesa di casa lascia in effetti troppi spazi sul perimetro, e al Valencia basta un passaggio senza blocchi per costruirsi un tiro aperto da fuori. A 7’ dal termine, però, gli ospiti iniziano a commettere alcuni errori gratuiti, chiari segni di mancanza di lucidità, anche perché il Barcellona decide che è ora di difendere seriamente, soprattutto con Hanga e Kuric, che colpiscono anche da 3 per il 74-68 a poco più di 5’ dal termine. I blaugrana non azzannano la partita nemmeno in questa circostanza, ma, a meno di 4’ dal termine, Mirotic realizza un canestro da circo e il Valencia segna davvero pochissimo. Loyd, però, non ci sta e piazza la tripla del 76-75 negli ultimi 2’, e questo è il punteggio in cui si entra nell’ultimo minuto. Davies fa 2/2 dalla lunetta a 48” dal termine, e insieme a Hanga difende benissimo su Loyd nell’azione successiva. Higgins segna la tripla della staffa a 18” dal termine. Finisce 83-77.

FC BARCELONA – VALENCIA BASKET 83-77

TABELLINO BARCELLONA: Davies 8, Hanga 13, Smits ne, Pustovyi ne, Oriola, Albrines 8, Higgins 20, Kuric 9, Claver 3, Bolmaro 2, Mirotic 17, Tomic 3

TABELLINO VALENCIA: Colom 9, Marinkovic 5, Loyd 17, Ndour 11, Abalde ne, Labeyrie 2, Motum 8, Dubljevic 12, Vives, San Emeterio 11, Sastre ne, Doornekamp 2

PARZIALI: 21-19, 23-22, 18-24, 21-12

PROGRESSIVI: 21-19, 44-41, 62-65, 83-77

BASKETINSIDE MVP: Nikola Mirotic

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