EuroLega 6ª giornata: l’Efes va sull’ottovolante ma esce vincitore dal Pireo

I turchi partono a mille in attacco, poi si bloccano e, nel momento critico, stringono le maglie in difesa e vincono

di Stefano Bartolotta
efes micic ataman

Partita dai mille scenari quella tra Olympiacos e Efes. I turchi hanno segnato 41 punti in poco più di 13′ di gioco, poi si sono paralizzati in attacco e hanno permesso ai greci di rimontare a passare in vantaggio. A quel punto, solo una maggior attenzione in difesa poteva aiutare gli uomini di Ataman, che, per loro fortuna, sono riusciti a stringere le maglie nella propria metà campo e hanno controllato senza grossi problemi nell’ultimo quarto.

La gara ha dimostrato che le due squadre hanno pregi e difetti ben definiti, e ha vinto chi ha fatto valere i propri pregi per più tempo. L’Efes è stato trascinato soprattutto da Micic e ha goduto di un buon rientro di Larkin, partito a rilento ma efficientissimo nel finale come di consueto. Anche Dunston e Simon hanno dato un contributo importante, mentre per gli sconfitti, nessuno è stato davvero continuo per 40’, e anche se in diversi giocatori hanno fatto cose positive, nessuno ha dato alla squadra la leadership e l’esempio che servivano.

Quintetto Olympiacos: Sloukas, Vezenkov, Papaniolaou, Ellis, McKissic
Quintetto Efes: Beaubois, Singleton, Micic, Dunston, Simon

Due club importanti nella storia dell’EuroLega si affrontano in un momento di rendimento altalenante per entrambi sul campo. Entrambi gli attacchi iniziano attaccando il ferro appena se ne presenta l’opportunità, e scaricando per gli esterni fermi sull’arco quando la strada verso il canestro è chiusa. L’equilibrio regna sovrano nei primi minuti, con Papanikolaou particolarmente ispirato per i padroni di casa e con gli ospiti che, invece, distribuiscono di più responsabilità e tiri. Non c’è quasi traccia di gioco dei lunghi sotto canestro, ed è tutto un penetrare, o almeno provarci, da parte degli esterni, che coinvolgono i big men solo quando proprio non ne possono fare a meno. Singleton, in particolare, sembra ancora un corpo estraneo nel sistema dell’Efes, e, a parte una tripla estemporanea arrivata a gioco rotto, l’ex Barcellona appare piuttosto spaesato su entrambi i lati del campo. Ciononostante, i turchi scollinano alla metà del quarto in vantaggio (12-17), e il punteggio così alto mostra inequivocabilmente quanto le difese fatichino a contenere le penetrazioni dei due attacchi. Dunston è l’unico che difende con efficacia e piazza due stoppate in pochi minuti, ed è anche grazie ad esse che gli ospiti continuano a condurre. Quando poi entra Spanoulis, la difesa di casa ha più buchi del groviera, e, con tutto il rispetto per la sua leggendaria carriera, è impensabile dormire così nella propria metà campo a questi livelli. Poi, certo, il numero 7 in attacco il suo lo fa, ma è piuttosto triste vedere due squadre così blasonate difendere così male. Il quarto si chiude con un pirotecnico 26-29 e con l’esordio in questa stagione europea di Larkin.

Dopo alcuni possessi di ambientamento, Larkin inizia a incidere con un bell’alley hoop per Pleiss, e, sul 26-33, l’Oly appare in confusione. Bartzokas ha bisogno estremo di un time out, ma Pleiss e Singleton fanno la voce grossa a rimbalzo offensivo e così la coperta difensiva dell’Oly è invariabilmente troppo corta. In attacco, gli ateniesi fanno ancora abbastanza bene, ma subire 9 punti in 2’30” dopo averne già incassati 29 in 10’ è troppo per chiunque. Quando si aggiunge anche la proverbiale tripla di Larkin per il 28-41 dopo 3’ di gioco nel quarto, la situazione si fa critica per l’Oly, e Jean-Charles prova a dare la scossa ai suoi con tre stoppate di prestigio su Larkin (2) e Micic. I due insistono stupidamente con le penetrazioni, l’Efes smette di segnare e l’Oly si ritrova sul 35-41 con un parziale aperto di 7-0. Gli ospiti provano con altre vie per concludere, ma né il tiro dalla media, né il tentativo di servire i lunghi in post sortiscono effetto. I padroni di casa, però, non ne approfittano, e la gara, improvvisamente, diventa molto difensiva, dopo che per almeno 14’ gli attacchi hanno imperversato. Il 35-41 rimane tale per diversi minuti, e si torna a segnare, con il contagocce, solo negli ultimi 90”, con Micic e Larkin che, dopo errori al tiro e ai liberi, stoppate subite e palle perse a ripetizione, segnano quanto basta per mandare la propria squadra all’intervallo lungo sul 38-44. Negli ultimi 6’47” è stato di 10-3, e negli ultimi 5’20”, di 3-3. Numeri che parlano da soli e mostrano l’improvvisa e prolungata sterilizzazione degli attacchi.

efes micic ataman
Getty Images

Il terzo quarto inizia con l’Efes che continua con il blackout prolungato in attacco e l’Oly che piazza un altro 7-0 e si trova incredibilmente in vantaggio. Nemmeno il time out di Ataman scuote i turchi: come aveva fatto contro Milano, l’Oly mette in campo una fortissima pressione difensiva sul perimetro e manda in tilt l’attacco avversario. L’Efes deve puntare necessariamente sul tiro da fuori, ma se dagli scarichi i canestri arrivavano facilmente anche dall’arco, con le uscite dai blocchi la situazione è diversa, e anche se due centri di Singleton e Simon tengono l’Efes a galla (50-50 a metà quarto), la sensazione è che siano canestri solo episodici, e che l’Oly in questo momento abbia più armi. L’unica cosa che può tenere in partita gli ospiti è la difesa, così gli uomini di Ataman danno tutto quello che hanno nella propria metà campo e tengono botta. I padroni di casa non segnano per quasi 3’, e tanto basta per riportare l’Efes su un vantaggio rilevante (50-58). A quel punto, gli ospiti sono abili nello sfruttare il raggiunto bonus di falli dei padroni di casa e chiudono il quarto sul 57-63 grazie ai ripetuti liberi messi a segno e a una difesa attenta.

I padroni di casa si rivolgono all’esperienza e alle qualità di Printezis, silente per quasi tutta la partita e protagonista, invece, in questa fase. Non c’è la necessaria continuità, però, per l’Oly, e anche se Micic e Larkin non sono perfetti, bastano le cose giuste che fanno per assicurare il controllo del punteggio all’Efes. In particolare, due triple di Larkin dal parcheggio segnano il 63-73 a meno di 6’ dal termine, e l’attacco di casa appare più confuso che mai. Sloukas e Martin non si arrendono, McKissic e Spanoulis segnano canestri che potrebbero essere importanti, ma dall’altra parte c’è sempre qualcuno che fa quello che serve per tenere a distanza i greci. Una tripla di Simon, un rimbalzo offensivo di Moerman, e le giocate clutch dei soliti Larkin e Micic bastano per non mollare il vantaggio fino alla fine. La gara termina sul 79-84.

OLYMPIACOS PIREO – ANADOLU EFES ISTANBUL 79-84

TABELLINO OLYMPIACOS: Harrison 7, Koniaris ne, Spanoulis 6, Sloukas 10, Martin 11, Vezenkov 5, Printezis 9, Papanikolaou 6, Jean-Charles, Jenkins 7, Ellis 8, McKissic 10

TABELLINO EFES: Larkin 15, Beaubois 15, Singleton 7, Balbay ne, Gazi ne, Moerman, Tuncer ne, Pleiss 6, Micic 20, Anderson 2, Dunston 8, Simon 11

PARZIALI: 26-29, 12-15, 19-19, 22-21

PROGRESSIVI: 26-29, 38-44, 57-63, 79-84

BASKETINSIDE MVP: Vasilije Micic

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