EuroLega, 7ª giornata: l'Olympiacos vince a San Pietroburgo domando il tentativo di rimonta nell'ultimo quarto

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Dopo i problemi relativi al Covid-19, torna a giocare in Eurolega lo Zenit di San Pietroburgo, in casa contro un Olympiacos non al meglio, reduce da due sconfitte consecutive contro Efes e Bayern. C’è tanta curiosità di veder giocare i russi, che prima del periodo di inattività avevano iniziato come meglio non si potesse fare, vincendo con Barcelona e Anadolu. L’esito della sfida è tutt’altro che scontato.
Quintetti iniziali:
Zenit San Pietroburgo: KC Rivers; Kevin Pangos; Austin Hollins; Will Thomas; Alex Poythress
Olympiacos: Kostas Sloukas; Hassan Martin; Kostas Papanikolaou; Jean Charles; Charles Jenkins
Approccio diverso quello delle due compagini: più paziente e organizzato l’attacco dell’Olympiacos, decisamente più rapido e aggrappato ad isolamenti quello dello Zenit. Ad ogni modo, ambedue le parti riescono a trovare il canestro con continuità, nonostante difese ben attente a chiudere le linee di penetrazione, ma punite sugli scarichi. Austin Hollins e le sue triple (3 a poco più di metà quarto) da un lato, i punti prodotti da Martin in post basso dall’altro, rendono la partita equilibrata e ad alto ritmo, con lo Zenit che ritrova il vantaggio a seguito di due palle perse consecutive da parte dei greci, prima di Martin e poi di uno Sloukas che nel primo quarto fa sia il bello che il cattivo tempo. Su in infrazione di passi sotto canestro di Octavius Ellis si chiude il primo quarto, sul punteggio di 20 a 19 per i padroni di casa.
Comincia in maniera totalmente differente rispetto al precedente il secondo periodo, stavolta sono le difese a farla da padrone, impedendo ai due attacchi di trovare la via del canestro per ben due minuti e mezzo. L’entrata in partita di Ellis da un lato e di Rivers dall’altro cominciano a muovere il punteggio e l’Oly torna avanti iniziando a giocare sul ritmo imposto da Spanoulis. Costretto ad uscire dalla partita Aaron Harrison a seguito di un problema alla caviglia, fa l’ingresso in campo Shaquille Mckissic che manda a referto 4 punti consecutivi, dando ai suoi un vantaggio di 6 lunghezze implementato dalla penetrazione di Spanoulis e dal gancio in post di Printezis. Ospiti che continuano a dilagare nel finale mentre i sanpietrini non riescono più né ad arrivare al ferro né a convertire in punti i tiri dall’arco. Con gli errori di Pangos e Rivers si chiude un secondo quarto da soli 7 punti per lo Zenit, consentendo agli ospiti di completare un parziale di 18 a 2, che fissa il punteggio sul  27 a 41.
Si muove finalmente la retina per i padroni di casa, anche se con un po’ di fortuna, grazie alla tripla di Kevin Pangos che apre il terzo periodo. Zenit che ritrova tutto quello che è mancato nei 10 minuti precedenti, a partire da una difesa più aggressiva e convinta sui closeout, fino ad un attacco che comincia ad essere organizzato e con idee più chiare, arrivando a -8 grazie ad un 9 a 3 messo a referto nei primi 5 minuti di frazione. Fondamentale però il gioco da 3 punti convertito subito dopo da Jean Charles che, seguito dal canestro in contropiede di Martin, riportano Atene in pieno controllo della gara. Domato il primo parziale di secondo tempo, per l’Oly diventa tutto più facile e con la tripla di McKissic viene raggiunto il nuovo massimo vantaggio (+16). Un segno di vita da parte dello Zenit arriva nell’ultima azione di quarto, con una bella stoppata in contropiede di Hollins su Papanikolaou, ma il punteggio di fine quarto recita comunque +15 Olympiacos, che ha il destino della partita nelle proprie mani.

Al canestro in post di Martin risponde immediatamente con due triple consecutive Billy Baron, rimettendo a -11 i suoi. Non si fermano i padroni di casa dopo il timeout di Bartzokas, che con una difesa arcigna e un attacco spettacolare (degna di menzione l’alzata di Pangos per Poythress) ritrovano la speranza col volume del palazzetto che inizia ad alzarsi a dismisura. Ferma l’emorragia un’importantissima tripla dal palleggio dell’immortale numero 7 biancorosso, ma Billy Baron continua il momento di grazia segnando un gran canestro in faccia a Printezis, portando il punteggio sul 57 a 63. Passa a zona lo Zenit che continua a non fare ragionare un impaurito Olympiacos e trova addirittura il -3 con una tripla di Zubkov, replicata immediatamente da Vezenkov, che potrebbe aver messo il tiro più importante della gara. Una straordinaria schiacciata in penetrazione di McKissic ridà ossigeno ai suoi, riprendendo le sorti della partita tra le mani. Baron è l’ultimo a darsi per vinto e continua a dare speranza i suoi a suon di triple, ma il vantaggio degli ospiti comincia a diventare troppo complicato da recuperare con i secondi che passano inesorabili.
La partita si chiude sul punteggio di 66 a 75, una partita strana quella andata in scena a San Pietroburgo, con gli ospiti che dilagano nel secondo quarto, controllano nel terzo e rischiano di buttare tutto all’aria nel quarto, complice un super periodo giocato da Billy Baron, che è stato l’ultimo ad arrendersi. Tanto da rivedere comunque per l’Olympiacos, con coach Bartzokas che non sarà sicuramente soddisfatto al 100% della prestazione.
Tabellini
Zenit San Pietroburgo: Baron 13, Hollins 12, Pangos 9, Poythress 7, Thomas 7, Gudaitis 6, Rivers 5, Pontika 4, Zubkov 3
Olympiacos: Martin 16, McKissic 10, Vezenkov 9, Spanoulis 9, Papanikolaou 8, Jean Charles 7, Printezis 4, Ellis 4, Sloukas 3, Jenkins 3

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