EuroLega, 8ª giornata: Milano crolla alla distanza e soccombe al cospetto del Khimki

Dopo aver condotto a lungo, gli uomini di Messina si spengono negli ultimi 15′ e danno via libera a Shved e compagni

di Stefano Bartolotta

Milano interrompe la propria striscia vincente in EuroLega per colpa di 15’ da incubo contro il Khimki: purtroppo per gli uomini di Messina, erano gli ultimi della partita, e hanno vanificato almeno 20’ di grande basket milanese. Rimasti sempre in vantaggio dopo un inizio complicato, i biancorossi avevano messo in mostra una grande varietà in attacco, con la capacità di far sentire tutti protagonisti, e una difesa che subiva più punti del solito solo per colpa del talento di Shved e compagni. Le circostanze della partita hanno fatto sì che il gioco fosse ad alto ritmo, e questo, alla lunga distanza, non poteva che favorire il Khimki, che, infatti, ha dapprima piazzato un terrificante parziale di 16-0, e quando Milano ha pareggiato in chiusura di terzo quarto, ha risposto con un altro 13-3 in apertura dell’ultima frazione. Troppo per chiunque, e infatti Milano, a parte un sussulto con due triple consecutive, ha alzato bandiera bianca.

Shved merita di essere considerato l’MVP della partita in virtù delle statistiche e della bellezza delle proprie giocate, sia per segnare che per mettere in ritmo i compagni (7 assist), ma anche Jerebko, Booker e Jovic hanno giocato un ruolo determinante per la vittoria. Milano è stata perfetta a livello di squadra quando le cose andavano bene, ma quando sono iniziati i problemi, è emersa la personalità di Rodriguez e Scola, che però non è bastata.

Quintetto Khimki: Shved, Booker, Monia, Gill, Jovic
Quintetto Milano: Micov, Rodriguez, White, Brooks, Scola

Senza Gudaitis e Della Valle, Messina ha praticamente il roster obbligato, visto che deve escludere solo un giocatore, e non può che essere Burns. L’inizio non è dei più facili per Milano, con Shved che fa il bello e il cattivo tempo in attacco (più con gli assist che con i canestri, in realtà), e una difesa russa che costringe gli uomini di Messina a prendersi tiri che non vorrebbero. Il bello di questo gruppo di giocatori così ben motivato da Messina, però, è che non mollano mai anche quando le cose sembrano girare storte, così, anche in questo caso, il Khimki non concretizza la superiorità, anche grazie a due canestri sulla sirena dei 24” di Brooks e Micov, e Milano mette il naso avanti con una tripla di Roll, salvo subire un 3+1 da parte del solito Shved. L’Olimpia, comunque, c’è, e fa capire ai padroni di casa che la vittoria se la devono sudare. Passano i minuti e l’equilibrio continua a regnare, entrambe le squadre fanno girare bene la palla e costruiscono situazioni favorevoli, ma non sempre segnano. Messina, comunque, sa che se si dovesse continuare a giocare ad alto ritmo, il Khimki è favorito, ma è anche ovvio che se i suoi hanno davanti la possibilità di un buon contropiede, non possono certo rallentare. La difesa di casa allenta le maglie col passare dei minuti, e, soprattutto dai due angoli, Milano può tirare liberamente. Il risultato è che Roll e Nedovic danno 6 punti di vantaggio a Milano (19-25), e il quarto si chiude sul 22-25. Come detto, è il terreno tattico teoricamente favorevole al Khimki, ma è davvero difficile per Milano decidere di rallentare con una difesa che invoglia così alla conclusione comoda e rapida.

Milano è abile a non puntare su un solo modo di attaccare o su uno o due giocatori, ma a coinvolgere tutti e a non far mai capire all’avversario cosa potrebbe fare. Così, tra un canestro di White e una penetrazione di Micov, i biancorossi confondono sempre di più la difesa di casa, e il Khimki rimane a contatto solo grazie all’estro di Shved, sempre più non solo tiratore, ma anche uomo assist. Alla lunga, però, il vantaggio esterno si fa importante (24-33), sempre perché ogni attacco è fatto in modo diverso e affidato a un giocatore diverso, e la difesa non può capirci niente. Shved prova a caricarsi sempre di più l’attacco sulle spalle, mentre Milano è più squadra, ma, si sa, la pallacanestro non è una scienza esatta, e arriva un 7-0 interno, perché purtroppo capita che ti costruisci i tiri benissimo e che giochi come vorrebbe il manuale e la palla non entra, mentre gli avversari sono più monotematici, ma fanno canestro. Certo, alla lunga non può continuare così, se continui a trovare uomini liberi con manovre imprevedibili, i punti prima o poi arrivano, e allora ecco un contro parziale di 0-6 con due triple di Micov e Nedovic. Milano non ha molto gioco interno in questa fase, ma anche qui, cosa si può fare quando, dopo la prima penetrazione, chi la fa ha sempre compagni liberi dietro l’arco? Certamente bisogna metterlo in ritmo, e così succede. Il Khimki riesce a non scendere più sotto i 7 punti di ritardo, sempre grazie al talento offensivo dei suoi giocatori (Jerebko e Jovic, oltre a Shved), ma gli ospiti mettono ancora più varietà nella propria ricetta offensiva servendo con continuità Scola dentro l’area. Si va all’intervallo lungo sul 47-51.

Le squadre ricominciano coi motori a pieni giri anche nella ripresa, ma nei primi 4 possessi totali c’è solo una tripla di Rodriguez. Soprattutto l’attacco di casa è completamente senza idee: Shved conduce, ma si guarda intorno e non sa cosa fare, così arrivano un tiro forzato, un passaggio sotto a un compagno messo male e una palla persa per eccessiva esitazione. Milano arriva ancora a +9 (47-56), ma come la volta precedente, il Khimki ricuce con due triple e una buona dose di fortuna tra tiri milanesi che escono di un soffio e palle vaganti che potrebbero andare a chiunque. L’Olimpia sembra, per la prima volta nella partita, perdere un pochino di fiducia, smette di segnare per alcuni minuti, ma come sempre fa quando si imballa in attacco, mette in campo una difesa che non concede nulla. A metà quarto il punteggio è di 55-56, poi ci vuole il tipico tiro dell’ex Bertans da 3 uscendo dai blocchi per ridare il vantaggio al Khimki. Milano, con Mack in regia, è totalmente spenta in attacco, Messina forse chiama time out troppo tardi, il parziale è ormai sul 13-0, Rodriguez deve rientrare, ma ormai l’inerzia è totalmente dalla parte dei russi che arrivano al 16-0 di parziale per il 63-56. L’Olimpia non può che affidare le proprie sorti ai due uomini di maggior personalità, ovvero Rodriguez e Scola, ed è proprio il Chacho a prendersi alcune iniziative personali che portano Milano a ottenere il pareggio con cui si chiude il quarto (65-65).

Milano non segna nei primi possessi, ma è brava a far commettere subito 3 falli di squadra agli avversari. I punti, però, al momento li fa il Khimki, che si porta sul 71-68 facendo girare molto bene la palla e coinvolgendo diversi protagonisti, ovvero facendo ciò che faceva bene Milano nel primo tempo, mentre invece ora il gioco è decisamente basato sulle iniziative di Rodriguez. Probabilmente c’è anche un problema di condizione fisica, perché non è altrimenti spiegabile un calo così evidente nella qualità di circolazione della palla senza che i russi abbiano davvero cambiato il modo di difendere. Poco prima della metà del quarto arriva il primo vantaggio in doppia cifra per i padroni di casa (78-68), e l’ondata non accenna a diminuire di intensità. Gli uomini di Messina si prendono buoni tiri, che però non entrano mai, e questo è un altro segno che, probabilmente, la condizione fisica è lontana da quella ottimale. Roll prova a dare la scossa con una tripla frontale, Micov lo imita e, a meno di 3’ dal termine, sono solo 6 i punti di ritardo per Milano (80-74). Kramer, però, risponde con un 4-0 figlio di un tiro ben contestato dalla difesa, ma che entra, e di un contropiede nato da un attacco milanese ancora a corto di idee. Messina sceglie di rinunciare ai propri play per alcune azioni, nelle quali Milano non segna e una tripla di un Jerebko solidissimo mette l’Olimpia con le spalle al muro sull’87-74. Non c’è più tempo per recuperare, e il punteggio finale è di 87-79.

KHIMKI MOSCOW REGIONE – AX ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO 87-79

TABELLINO KHIMKI: Shved 24, Kramer 9, Booker 11, Karasev, Zaytsev ne, Jerebko 19, monia, Gill 9, Jovic 10, Valiev ne, Evans 2, Bertans 3

TABELLINO MILANO: Mack, Micov 11, Biligha ne, Moraschini ne, Roll 14, Rodriguez 13, Tarczewski 6, Nedovic 13, Cinciarini ne, White 2, Brooks 4, Scola 16

PARZIALI: 22-25, 25-26, 18-14, 22-14

PROGRESSIVI: 22-25, 47-51, 65-65, 87-79

BASKETINSIDE MVP: Alexey Shved

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