EuroLega, 9ª giornata: Shved e McCollum super, colpaccio Khimki nel derby russo

Il Khimki sbanca la Sibur Arena in una gara nella quale ha quasi sempre rincorso. Decisivi nel finale l’intensità difensiva e i punti di Shved e McCollum.

di Francesco D'Introno

Importantissimo successo esterno nel derby russo per il Khimki contro lo Zenit grazie ad un super Shved, in una sfida che rappresentava già una sorta di ultima spiaggia per una squadra che arrivava alla Sibur Arena di San Pietroburgo priva del lungodegente Jovic, di Jerebko e di Booker, con l’assenza di questi ultimi due a causare un buco non indifferente sotto le plance. Gli uomini di Kurtinaitis sbancano così la città sulle sponde della Neva con la grande prova da 24 punti del solito Shved ed i 19 (con 23 di valutazione) di un McCollum caldissimo nei momenti decisivi. Inutile, per lo Zenit, la pioggia di triple di Billy Baron (6/10 e 24 punti).

QUINTETTO ZENIT: Pangos, Hollins, Ponitka, Thomas, Gudaitis.

QUINTETTO KHIMKI: Shved, McCollum, Timma, Monia, Monroe.

Avvio tutto di marca Zenit, guidato da un ispiratissimo Pangos che dispensava assist (ben sei nel primo periodo), mentre il Khimki pareva più contratto e si affidava, come spesso accade ultimamente, a giocate individuali. Coach Kurtinaitis chiamava timeout dopo nemmeno tre minuti, ma questo non fermava la furia dei padroni di casa che aumentavano il vantaggio a otto lunghezze (13-5 al 4′). Ci pensava, quindi, Aleksej Shved ad attirare su di sé la difesa dello Zenit fornendo cioccolatini ai compagni, in particolare a capitan Monia che realizzava cinque punti in fila dallo stesso angolo, riportando il Khimki a -3. Due banali palle perse proprio di Shved sul finire della prima frazione consentivano ai ragazzi di Pascual di riprendere margine (27-19 al 10′).

Il secondo quarto iniziava con lo Zenit che pescava dalla panchina, con Zakharov, Zubkov e Baron in campo contemporaneamente; senza Pangos, però, la fluidità offensiva dei biancoblu veniva meno e cinque punti del solito Shved avvicinavano il Khimki (29-28 al 13′). Un provvidenziale gioco da quattro punti di Billy Baron ridava ossigeno ai padroni di casa, che con il rientro di Pangos tornavano pian piano a macinare gioco e portavano il proprio vantaggio per la prima volta in doppia cifra con la bomba di Austin Hollins (45-34 al 17′). Il Khimki aveva un sussulto d’orgoglio improvviso e piazzava in un amen un parziale di 10-0 firmato da McCollum, Timma e Mickey che rimetteva il match sui binari dell’equilibrio all’intervallo lungo (47-44 al 20′).

Al rientro dagli spogliatoi lo Zenit provava ad abbassare i ritmi, con il gioco che risultava più spezzettato. Il Khimki alzava l’intensità difensiva recuperando una grande quantità di palloni, mentre in attacco riusciva costantemente a far girare la palla e a trovare buone soluzioni, passando in vantaggio per la prima volta nella contesa con la bomba di Janis Timma (50-52 al 23′). I moscoviti, però, concretizzavano meno di quanto avrebbero meritato e venivano così puniti da due triple di un cinico Baron prima in uscita dai blocchi e poi in transizione, le quali costringevano Kurtinaitis a fermare la partita (63-57 al 28′). La situazione che sembrava in controllo per lo Zenit si complicava maledettamente quando Gudaitis e Poythress commettevano il loro quarto fallo nel giro di dieci secondi, con Pascual che richiamava in campo Pushkov. Nel finale Bertans e Shved accorciavano le distanze dopo l’ennesima tripla di Baron (67-63 al 30′).

La prima metà dell’ultimo quarto aveva un unico leit-motiv: lo Zenit provava a scappare con un incontenibile Baron, ma il Khimki non ci stava e sfruttava la mancanza in campo per i padroni di casa di un centro vero con cui Pangos potesse giocare a due e creare. Zubkov falliva il tiro dell’eventuale +9, e così prima Monia e poi Monroe, che si mangiava Gudaitis che non voleva spendere la sua quinta penalità, riportavano il Khimki a -1 (78-77 al 36′). Il quinto fallo del centro ex Milano arrivava però poco dopo, ma Monroe in lunetta graziava lo Zenit. Il canestro del +4 di Poythress illudeva gli uomini di Pascual, ma prima Monroe e poi un capolavoro di Shved firmavano il sorpasso moscovita proprio in vista dell’ultimo minuto (81-82 al 39′). Tre liberi di McCollum davano il +4 al Khimki, e un paio di difese importanti permettevano agli ospiti di completare il blitz.

ZENIT SAN PIETROBURGO – KHIMKI 83-88 (27-19; 47-44; 67-63; 83-88)

ZENIT SAN PIETROBURGO: Rivers 9, Zakharov, Pangos* 3, Fridzon n.e., Hollins*15, Thomas* 3, Baron 24, Pushkov 1, Zubkov 6, Poythress 5, Ponitka*7, Gudaitis*10. Coach: Xavi Pascual.

KHIMKI: Shved* 24, McCollum*19, Timma*8, Karasev 4, Zaytsev, Vialtsev n.e., Monia*8, Monroe*11, Voronov, Bertans 8, Mickey 6. Coach: Rimas Kurtinaitis.

 

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