Eurolega, Gruppo F: Siena torna in testa, Barça e Oly corsare, ok il Fenerbahce

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Grande successo di Siena che sconfigge il Caja Laboral e resta in lotta per il primo posto nel girone. Ok anche il Fenerbahce di Simone Pianigiani che, in rimonta, ottiene i due punti contro i rivali turchi del Besiktas (78-72) Vittoria esterna per i Campioni d’Europa dell’Olympiacos, capaci di essere la prima squadra in questa stagione a vincere in casa del Khimki: Spanoulis e compagni, dopo aver rincorso per 30 minuti (arrivando anche a -12), realizzano un ultimo periodo quasi perfetto, portando a casa i due punti: 82-87 il risultato finale.
Ieri, nel big match della 7^ giornata delle Top 16 di Eurolega, il Barcellona aveva espugnato la Nokia Arena di Tel Aviv, battendo il Maccabi per 77-82. Gli uomini di Xavi Pascual mantengono così la testa nel girone, a prescindere da cosa farà Siena contro il Caja Laboral. Situazione critica invece per il Maccabi, giunto così alla quinta sconfitta: allo stato attuale delle cose, infatti, i giallo-blu sarebbero fuori dalle prime 4 posizioni utili per ottenere l’accesso ai quarti di finale.

MONTEPASCHI SIENA 85-74 CAJA LABORAL VITORIA (a cura di Emanuele Pianigiani)



FENERBAHCE ULKER ISTANBUL 78-72 BESIKTAS JK (19-15, 32-42, 48-55)

Nell’atteso derby turco, il Fenerbahce sconfigge il Besiktas 78-72 al termine di una partita dalle mille emozioni, culminata con l’inattesa rimonta dei padroni di casa che nell’ultimo e decisivo quarto hanno piazzato un sontuoso 30-17 che ha chiuso ogni speranza alla squadra allenata da Erman Kunter.
Nel primo periodo il Fener, trascinato dall’inedito asse Bogdanovic (11 punti nei primi 5 minuti di gioco) – Savas, iandava al primo riposo avanti 19-15.
La reazione degli ospiti non si faceva attendere: sfruttando la buona vena di Cristopher (7 punti consecutivi) e la dinamicità sotto le plance di Markota e Vidmar, il Besiktas a 60″ dall’intervallo si trovava incredibilmente sul +13 (28-41). Kaya Peker ed il solito Bogdanovic provavano a ricucire il gap negli ultimi istanti di periodo: al 20′ lo svantaggio del Fenerbahce toccava, comunque, la doppia cifra (32-42).

Tornati sul parquet di gioco, Pianigiani si affidava ai suoi ‘fedelissimi’ McCalebb ed Andersen e riusciva così a limare, seppure di misura, il distacco sul tabellone. Le triple di Ewing e Jerrells ridavano ossigeno agli ospiti ma il Fenerbahce riusciva a rimanere a galla per merito di Bogdanovic ed Andersen, eccellente protagonista nel terzo quarto (48-55).
Si giungeva, così, all’ultimo e decivo periodo: Ozer lanciava i suoi sul +8, ma i gialloneri rispondevano all’istante con i lunghi Andersen e Savas (55-58). Jerrells firmava la bomba del +6 (60-66), ricacciando il Fener a debita distanza. Saliva in cattedra Preldzic, protagonista di ottime assistenze che permettono facili canestri ai suoi compagni di squadra: la rimonta del team di Pianigiani si concretizzava con la realizzazione di Savas. Gli ultimi 120″ erano davvero concitati: Savas piazzava un personale break di 4-0 mandando in delirio l’Arena di Istanbul. Markota commetteva infrazione di passi a 31″ dal termine e Bogdanovic chiudeva i conti dalla lunetta per il definitivo 78-72.

Fenerbahce Ulker Istanbul: McCalebb 10, Onan, Ermis 7, Sato 4, Tripkovic ne, Andersen 13, Peker 2, Savas 12, Batiste 2, Karaman 3, Bogdanovic 25, Preldzic.

Besiktas JK: Ewing 11, Guler ne, Akin, Acik 3, Vidmar 10, Falker 2, Cetin, Markota 15, Cristopher 9, Nalga ne, Ozer 8, Jerrells 14.

 

KHIMKI 82–87 OLYMPIACOS (23-19, 43-35, 60-54)

L’inizio di primo quarto può essere riassunto in una sfida 1 vs 1 tra Loncar e Papanikolaou: sono loro due i principali protagonisti dell’11-7 con cui si arriva a metà della prima frazione. Il greco segna tutti i punti dei biancorossi, Loncar ne mette a referto già 8 in 5 minuti. È una gara che vive in sostanziale equilibrio e che si chiude, dopo 10 minuti, sul 23-19 per il Khimki, grazie anche alla sapiente regia di Zoran Planinic, autore già di 4 assist nel solo primo quarto.
Come pungolato nell’orgoglio, ecco che Vasilis Spanoulis reagisce al talento del suo omologo ed inizia a salire in cattedra per l’Oly: punti ed assist per i suoi lunghi, soprattutto Hines e Pero Antic, ma è ancora la formazione russa a tenere il comando ed addirittura ad allungare, vincendo lo sfida sotto le plance (nonostante le ottime prove, come appena detto, di Hines e Antic) con l’aiuto del solito Paul Davis, autore di 12 punti nel solo secondo periodo e dominatore anche in difesa. L’Olympiacos è in difficoltà, il Khimki ne approfitta ed allunga fino al +12, prima di chiudere sul 43-35 all’intervallo.

Al ritorno in campo il Khimki cerca di allungare ancor di più, con un 7-0 che vede protagonista ancora una volta Kresimir Loncar; stavolta l’Olympiacos però non affonda e con Papanikolaou prima ed Hines dopo riesce a rifarsi sotto, fino al 54-49 a poco meno di 3’ dalla fine del terzo quarto. Spanoulis avvicina ulteriormente i suoi sul -4, ma Davis torna in campo e torna a dominare sotto canestro: 6 punti di fila e Oly rispedito indietro, ma solo fino al -6: 60-54 dopo 30 minuti.
A suon di triple prende avvio l’ultimo periodo: Planinic da una parte, Antic ed un “appena svegliato” Sloukas accendono il finale di gara. L’Olympiacos, proprio grazie ad una tripla di Sloukas, agguanta anche il pareggio, a quota 68, a 5 minuti dalla fine della gara, prima di sorpassare Davis e compagni con una tripla ed un lay-up di Acie Law. Mentre Loncar e Planinic cercano di riportare avanti i moscoviti, ancora Sloukas trova la via del canestro accompagnando l’Olympiacos nell’ultimo minuto di gioco sul 76-80: inizia quindi la consueta routine dei tiri liberi, ma la gara ormai è segnata: per la prima volta in tutta l’Eurolega il Khimki è costretto a cedere in casa e lo fa al cospetto dei Campioni d’Europa.

Khimki: Augustine 7, Fridzon 5, Koponen 8, Vyaltsev n.e., Loncar 19, Rivers 0, Monya 4, Khvostov n.e., Zhukanenko n.e., Planinic 17, Davis 20, Nielsen 2.

Olympiacos: Hines 19, Law 5, Antic 11, Spanoulis 19, Perperoglou 1, Shermadini 4, Sloukas 10, Powell 0, Gecevicius n.e., Printezis 4, Papanikolaou 14, Katsivelis 0.

MACCABI TEL AVIV – REGAL BARCELONA 77 – 82 (22-20, 17-21, 14-26, 24-15)

Primo quarto all’insegna dell’equilibrio, con il Maccabi che cerca un allungo immediato entrando molto forte in partita e portandosi sul 9-2 dopo poco più di 2 minuti; il Barça però reagisce e con Mickael e Tomic tiene botta, accorciando immediatamente. Un Pete Mickael costretto però a lasciare il campo dopo meno di 6 minuti per 3 falli. Planinic da una parte e Jasikevicius dall’altra chiudono il primo periodo sul 22-20.
Tutt’altro che equilibrato l’avvio di seconda frazione, con gli uomini di Xavi Pascual che aprono il periodo con un 3-10 di parziale sotto la guida, ancora una volta, dell’intramontabile Sarunas Jasikevicius, bravo sia a segnare 7 punti pressochè consecutivi, sia ad innescare il buon C.J.Wallace. Shawn James tiene a contatto gli israeliani, prima che “Jasi” trovi la bomba del 31-37. Come spesso avviene nei momenti di difficoltà, Blatt si affida al talento di Ricky Hickman, che con un paio di invenzioni riporta in parità la sfida sul 39-39 al 19’. Si va al riposo sul 39-41 dopo il canestro di Juan Carlos Navarro.

Si torna a giocare e si riprende con lo stesso protagonista che aveva chiuso il primo tempo: Juan Carlos Navarro. È “la Bomba” a guidare i suoi in avvio di ripresa, segnando 10 dei 12 punti (gli altri due sono di Sada) con cui il Barça si spinge fino al 42-53 dopo 3’30’’ (grazie ad un 3-12 di parziale). Il Maccabi cerca di non perdere il treno catalano e con James ed Hickman ricuce parzialmente il gap. Ma i blaugrana non vogliono perdere l’opportunità di azzannare la gara e sfoderano la miglior artiglieria pesante possibile: ecco che Tomic e Lorbek portano il Barça fino al +12 a 1’30’’ dalla fine del terzo periodo, che si chiuderà poi sul 53-67.
Nell’ultimo periodo il Maccabi prova a riaprire incredibilmente la gara, partendo con un 4-0 firmato Ohayon e Hickman (tanto per cambiare). Peccato che il Barça abbia in mente piani ben differenti, quali ad esempio la chiusura immediata della gara. Huertas finalmente si sveglia e lo fa per mettere al sicuro il risultato (insieme con Lorbek). Ancora Hickman prova a tenere a galla i suoi, riportando il Maccabi fino al -5 dell’ultimo minuto (75-80), con un Barça quasi annichilito: ma è troppo tardi e non c’è più nulla da fare, il Barcellona espugna la Nokia Arena per 77-82.

Tabellini:
Maccabi Tel Aviv: Logan 8, James 16, Smith 11, Hickman 19 Roth n.e., Pnini 3, Caner-Medley 0, Ohayon 11, Planinic 7, Segev n.e., Landesberg 2, Zalmanson n.e..

Barcellona: Sada 6, Huertas 5, Abrines 0, Navarro 14, Jasikevicius 14, Wallace 5, Ingles 0, Rabaseda 0, Lorbek 7, Jawai 6, Mickael 7, Tomic 18.

Classifica

Barcellona 12 (6-1)
Siena 12 (6-1)
Caja Laboral 8 (4-3)
Olympiacos 8 (4-3)
Khimki 8 (4-3)
Maccabi 4 (2-5)
Fenerbahce 4 (2-5)
Besiktas 0 (0-6)