EuroLega, le pagelle della finale: tutti pazzi per Melli, ma è Doncic-pigliatutto!

Analizziamo le prestazioni dei protagonisti della finale di Belgrado, che ha visto trionfare il Real Madrid, al termine di 40 minuti di fuoco.

di Francesco Strazzari

Il Real Madrid conquista la sua decima Eurolega, superando il Fenerbahce di Obradovic in finale a Belgrado. Sono stati Luka Doncic e Fabien Causeur i due trascinatori degli spagnoli, mentre ai turchi non sono bastati i 28 dell’azzurro Nicolò Melli. Ecco i voti della finale di ieri sera, terminata 85-80 per il Real.

REAL MADRID

FABIEN CAUSEUR 9: è il migliore dei suoi per valutazione (21). Parte subito forte con una tripla, facendo intuire che sarà una grande serata. Impatto convincente rispetto alla semifinale, non ha paura di prendersi le sue responsabilità. E’ il dominatore del terzo quarto, quando sale in cattedra, predicando basket nella metà campo offensiva. Nel finale sbaglia i due liberi che avrebbero chiuso il match, ma si rifà nell’azione successiva e recupera pure l’ultimo pallone. Vera anima del Real nella storica notte di Belgrado, il parziale decisivo lo firma lui, è il nostro MVP.

ANTHONY RANDOLPH 6: parte forte, segnando dall’angolo al primo tentativo. Poi però scompare, restando in campo solo 11′, anche perchè Tavares e Thompkins sono fondamentali.

RUDY FERNANDEZ 6.5: la faccia è quella giusta, il talento non si discute, ma stavolta bisogna andare oltre ai punti segnati.  5 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi, a dimostrazione della sua capacità anche di rendersi utile alla squadra.

LUKA DONCIC 8.5: i primi 6 del Real sono suoi poi, quando la difesa turca inizia a fare sul serio, riesce ad ispirare bene i compagni (4 assist). Prova a caricarsi i compagni sulle spalle nel finale, guadagnandosi 10 viaggi in lunetta (7 falli subiti) e chiudendo a quota 15 personali. Esce nell’ultimo minuto per problemi di falli, tirando non benissimo dal campo, ma disputando comunque una finale da protagonista.

FELIPE REYES 6.5: non sarà più giovanissimo, però la sua esperienza in campo non ce l’ha nessuno. Si fa sentire, come sempre, in difesa e a rimbalzo.

FACUNDO CAMPAZZO 5.5: parte in quintetto come in semifinale, ma la condizione fisica è quella che è, in più commette due falli quasi subito. Rientra nell’ultimo minuto dopo il quinto fallo di Doncic, ma chiude senza segnare.

GUSTAVO AYON 6: meno spazio per lui rispetto alla sfida col CSKA, anche perchè stavolta è Tavares il protagonista sotto i tabelloni. 4 punti e 2 rimbalzi in meno di 15″.

JAYCEE CARROLL 7.5: prende sempre le scelte giuste, senza forzare, sbagliando qualcosa all’inizio. Nel finale però piazza la bomba del massimo vantaggio Real, restando sul parquet nei momenti caldi della sfida. Ago della bilancia di questa squadra.

WALTER TAVARES 8.5: quando riceve vicino al ferro è impossibile da fermare, diventa un’arma tattica importante nell’economia della partita, perchè sui cambi difensivi del Fener si crea sempre un mismatch a favore del lungo di Laso. Chiude senza errori al tiro (3/3 dal campo e 2/2 ai liberi), 5 rimbalzi e 3 falli subiti. Un fattore.

SERGIO LLULL 5: segna e mette in ritmo i compagni in avvio, ma scompare nel prosieguo del match. Esce per falli troppo presto e non riesce mai ad entrare in partita. In ogni caso, è anche grazie a lui se questo Real è arrivato sul tetto d’Europa quest’anno.

TREY THOMPKINS 8: presente e determinante in alcune giocate sotto canestro su entrambi i lati del campo. Segna meno rispetto a venerdì, ma prende il rimbalzo decisivo, segnando il canestro che regala formalmente la vittoria ai blancos. 10 punti con 6/6 ai liberi e 5 rimbalzi. La vera sorpresa di queste Final Four probabilmente.

JEFFERY TAYLOR 6: non si fa notare per giocate particolari, ma fa il suo compitino, senza forzare mai.

PABLO LASO 10: 10 come i trofei continentali del Real Madrid. Alzi la mano chi avrebbe detto che sarebbe riuscito a portare il Real a questo risultato un paio di mesi fa. Una squadra falcidiata dagli infortuni per tutta la stagione, la pressione di una piazza come Madrid, eppure alla fine ha vinto lui. Il recupero di Llull ha sicuramente dato una grossa mano, ma stasera per 3 quarti è riuscito ad imbrigliare il gioco di Obradovic, superandolo forse in quella che è la sua caratteristica migliore, la difesa. La squadra, quando riesce a correre e ad alzare il ritmo, gira a meraviglia. Riesce a tirare fuori dalla panchina ancora una volta l’asso Thompkins, che si rivela decisivo, ma ieri sera più che mai è stata una vittoria di squadra. Capolavoro.

FENERBAHCE ISTANBUL

JASON THOMPSON sv: 4 minuti in campo, ma non si vede, Final Four da dimenticare per lui.

NICOLO’ MELLI 9: ne mette 11 praticamente in fila nel primo momento di difficoltà dei suoi, riportandoli a contatto. In difesa è da manuale, anche in situazioni di emergenza su alcuni cambi. Sfiora la giocata del match tentando l’inchiodata nel terzo quarto. E’ il faro dell’attacco del Fenerbahce, ma non può vincerla da solo. Chiude con il career-high da 28 punti, 6 rimbalzi e 4 falli subiti (27 di valutazione).

MELIH MAHMUTOGLU sv: non entra in campo neppure stavolta.

BRAD WANAMAKER 8: silenzioso nel primo tempo, dove smazza comunque 4 assist. Si sblocca offensivamente nel secondo tempo, chiudendo a quota 14 (10/11 dalla lunetta), sbagliando però molto dal campo. Aggiunge anche 5 rimbalzi, 3 recuperi e 10 falli subiti, dimostrandosi una pedina fondamentale nello scacchiere di Obradovic.

KOSTAS SLOUKAS 6: chirurgico nelle sue giocate, prezioso con le sue penetrazioni, leader emotivo dei turchi nel primo tempo. Nella ripresa però si spegne, un po’ come tutti gli altri, ma resta uno dei più utilizzati dal suo coach.

JAMES NUNNALLY sv: entra per la prima volta nel terzo quarto, ma non è la sua partita.

MARKO GUDURIC 5.5: parte in marcatura su Doncic, ma la scelta non viene ripagata. Solo 9′ in campo per lui, Obradovic si affida ad altri protagonisti.

JAN VESELY 4.5: 2 falli subito in 2 minuti, rientra nel corso del match, ma si capisce subito che non è serata. L’antisportivo del quarto periodo lo toglie definitivamente dal match. Sbaglia un canestro già fatto, a dimostrazione del fatto che l’approccio probabilmente non era stato dei migliori. Dannoso per i suoi.

NIKOLA KALINIC 5.5: parte bene, poi è il designato per incollarsi a Doncic nella metà campo difensiva. 3 palle perse sporcano il suo tabellino, ma non dimentichiamoci dei tanti problemi fisici che ha avuto il giocatore in questa stagione.

ALI MUHAMMED 6.5: si ha sempre la sensazione che possa accendersi da un momento all’altro, spaccando la partita come con lo Zalgiris. Per questo Obradovic lo tiene in campo nella rimonta finale. La bomba a pochi secondi dal termine illude i tifosi turchi, ma stavolta non riesce a portare alla vittoria i suoi. 7 punti, 6 falli subiti e 14 di valutazione in 13 minuti.

AHMET DUVERIOGLU 6: grande impatto nel primo tempo, dove non sbaglia nulla in attacco. Ha però problemi di falli (già a quota 4 in avvio di ripresa), non rientra più nel finale.

LUIGI DATOME 6: non è ispirato come contro lo Zalgiris, lo si capisce subito. E’ in campo quando conta nel finale, senza riuscire però a trovare il ritmo. Esce anche lui per 5 falli.

ZELJKO OBRADOVIC 5.5: superato dal suo ex giocatore Pablo Laso, che non gli permette mai di prendere il controllo della gara. Nel primo tempo riesce a limitare il talento di Doncic, ma nella ripresa non trova contromisure alle giocate di Causeur. Non trova armi per proteggere l’area da Tavares e Thompkins , col Fenerbahce che ieri sera ha concesso troppi extra-possessi agli avversari, soprattutto nei momenti decisivi della partita. 12 palle perse per una sua squadra sono davvero troppe in una finale di Eurolega. Offensivamente i suoi non riescono ad ingranare ed è soprattutto merito di Melli se i turchi restano attaccati nel punteggio.

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