EuroLega: Milano si sveglia tardi e deve cedere a Bamberg

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Dopo un terribile parziale di 18-0 a favore di Bamberg nel corso del primo quarto, la partita appariva già segnata, e l’Olimpia non ha fatto nulla nei successivi due quarti per invertire la tendenza. Poi, per qualche meccanismo psicologico imperscrutabile ai più, i biancorossi hanno improvvisamente trovato la voglia di lottare e, trascinati proprio dal loro uomo finora più discusso, ovvero Miro Radulijca, hanno sensibilmente ridotto lo svantaggio, senza però trovare l’ultimo scatto necessario per appaiare gli avversari. È stato forse la partita che, più di ogni altra in questa stagione, ha dimostrato quanto Milano sia una squadra umorale e che basterebbe che il gruppo fosse convinto dei propri mezzi in ogni situazione per un rendimento molto più soddisfacente rispetto a quello avuto finora.

Radulijca ha brillato nell’ultimo quarto, e il pubblico lo ha incitato, quindi, questa sconfitta potrebbe aver avuto il lato positivo della pace fatta tra il centro serbo e un ambiente che finora non lo ha mai amato. Starà a lui confermare la tendenza nelle prossime partite. Oltre a lui, merita di essere menzionato Hickman tra i padroni di casa, mentre gli ospiti sono stati trascinati principalmente da Causeur e, in second’ordine, da McNeal e da Melli.

Quintetto Milano: Hickman, Radulijca, Macvan, Cinciarini, Abass
Quintetto Bamberg: Causeur, Melli, Zisis, Staiger, Veremeenko

Alla lettura delle formazioni, l’ex Melli viene accolto da grandi applausi e da un video tributo dei suoi anni all’Olimpia. Milano inizia la partita cercando subito di coinvolgere Radulijca in attacco, ma la difesa tedesca riesce sempre a oscurare tute le possibili linee di passaggio per il centro serbo. Dall’altra parte, gli ospiti mostrano qualche impaccio iniziale in attacco, soprattutto con Veremeenko, che non controlla due palloni su altrettanti giochi alto basso. L’Olimpia potrebbe approfittarne, ma sbaglia un paio di tiri per nulla impossibili e non allunga. I padroni di casa, comunque, rimangono in vantaggio, visto che i tedeschi combinano poco anche quando provano ad appoggiarsi maggiormente sulle penetrazioni dei piccoli. Grazie a un 2+1 di Radulijca, Milano è 7-2, ma Bamberg rimonta prontamente e passa in vantaggio sul 7-8, dopo che l’Olimpia ha gestito male alcune situazioni offensive. I Milanesi riescono comunque a portarsi sul 9-8 e questo sarà il loro ultimo vantaggio della partita. Inizia qui, infatti, il micidiale parziale di 18-0 per Bamberg, che si ritrova addirittura sul 9-26. Il primo strappo lo danno tre bombe di fila di Melli, Causeur e Staiger, con Milano incapace di avvicinarsi a canestro, nemmeno con le proverbiali movenze di Pascolo, riuscendo a costruirsi tiri solo da 3 punti. Dopo un paio di canestri da sotto, Lo allunga ancora da 3 e a quel punto la difesa di casa è più molle che mai, così Radosevic la colpisce ancora da sotto con facilità per il citato 9-26. Kalnietis ferma l’emorragia con una tripla, ma la sensazione è che ormai i buoi siano scappati e sia quindi inutile chiudere la stalla. McNeal risponde subito da 3 e il quarto si chiude sul 14-29 dopo due liberi di McLean. Il silenzio sugli spalti è ai limiti dello spettrale.

L’Olimpia prova a reagire difensivamente all’inizio del secondo quarto: forza un’infrazione di 5” sulla prima rimessa e difende bene anche nell’azione successiva. L’attacco, però, è sempre impantanato: tutte le vie verso il canestro risultano impraticabili, e per tirare c’è spazio solo da dietro l’arco. Intanto, per la prima volta in stagione, la curva di casa fischia le iniziative di intrattenimento come la kiss cam e lo spara magliette, che finora avevano lasciato sempre indifferente la parte più calda del tifo, e invece ora vengono accolte da fischi e insulti. Tornando al campo, McLean e, in misura minore, Pascolo, riescono finalmente a costruire qualcosa anche vicino a canestro, ma Milano non ha l’intensità necessaria per rimontare, e il suo svantaggio non scende mai sotto i 13 punti. Repesa, ormai, ha interese soprattutto a non far giocare troppo tempo a nessuno dei suoi uomini, così si sente libero di provare soluzioni di quintetto estemporanee, come la presenza di McLean e Radulijca insieme. La partita si trascina stancamente e Bamberg si ritrova sul 29-50 quasi senza accorgersene. Milano ha uno scatto d’orgoglio e chiude il quarto con un 7-0 per uno svantaggio all’intervallo di 36-50.

All’inizio del secondo tempo, Cinciarini mantiene vivo il parziale milanese, portandolo sul 9-0. Melli, però, ferma subito ogni velleità di rimonta con una tripla. Inizia una fase della partita in cui nessuna delle due squadre segna, i tedeschi perché giocano con troppa sufficienza, mentre Milano sbaglia alcuni tiri fattibili e non gestisce bene alcuni mismatch che si creano. Dopo tre minuti e mezzo, il parziale è ancora fermo al 2-3 delle prime due azioni, poi l’altro ex Radosevic fa un 2+1 e fa allungare ulteriormente i suoi. Tra i padroni di casa, è evidente la frustrazione, soprattutto da parte di Macvan, che commette il suo quarto fallo facendo antisportivo. In generale, Milano difetta proprio di convinzione, ma Bamberg commette l’errore di non ammazzare la partita, giocando con troppa sufficienza. Negli ultimi minuti, l’Olimpia ha diverse opportunità per toccare la soglia, importante psicologicamente, del -10, ma McLean non concretizza mentre il quasi omonimo McNeal segna, poi però Hickman segna da 3 e, dopo una buona difesa, Kalnietis prova un’altra tripla per il -8, ma anche lui sbaglia, e ancora McLean fa un errore commettendo un evitabile fallo a rimbalzo. In tal modo, Bamberg chiude il quarto in vantaggio di 12 punti, sul 52-64.

L’ultimo quarto è caratterizzato dalla grande prova di Raduljica, che inizia subito con un canestro da fuori e una stoppata, accendendo il pubblico di casa e costringendo Trinchieri a chiamare il timeout. Il centro serbo dà continuità a questo momento positivo con una grande presenza a rimbalzo offensivo. Ancora McNeal segna per gli ospiti, ma ormai l’olimpia ci crede e Kalnietis segna finalmente da 3 per il -9 (57-66). In questa fase, entrambe le squadre difendono bene, e questo costa caro soprattutto a Milano, che non riesce ad avvicinarsi ulteriormente. Ci vuole ancora Raduljica per dare speranza ai biancorossi, prima con due liberi, poi con un canestro da sotto. Il bamberg ha il merito di non tremare e di rispondere colpo su colpo, e si rivela importante soprattutto Miller, che segna una tripla e poi conduce una gran transizione finalizzata ancora da McNeal. Hickman, però, non ci sta e segna da 3, poi Cinciarini recupera palla e subisce fallo, ma sbaglia i liberi. Quando sempre McNeal è preciso dalla lunetta e dà ai suoi ancora il +10 (67-77) a 3’ dalla fine, sembra davvero che non ci siano speranze. Ma Raduljica non ne vuole sapere: prima fa un 2+1, poi due liberi, mancano 2’18” e l’Olimpia ha solo 5 punti da recuperare (72-77). Potrebbero anche avvicinarsi ulteriormente i milanesi, perché Kalnietis recupera palla e si lancia in contropiede, ma Pascolo sbaglia un tiro peraltro difficile, e come nella più classica delle beffe, Causeur segna da 3. Sul 72-80 a 1’43” dalla fine non c’è davvero più la possibilità di rimontare. Finisce 76-84.

EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – BROSE BAMBERG 76-84

TABELLINO MILANO: McLean 8, Hickman 20, Kalnietis 8, Raduljica 19, Macvan 1, Pascolo 7, Laganà ne, Giardini ne, Cinciarini 9, Abass 4

TABELLINO BAMBERG: Causeur 17, Melli 9, Zisis 4, Nikolic 5, Staiger 6, Theis 8, Lo 7, Veremeenko, Miller 7, McNeal 13, Heckmann, Radosevic 9

PARZIALI: 14-29, 22-21, 16-14, 24-20

PROGRESSIVI: 14-29, 36-50, 52-64, 76-84

BASKETINSIDE MVP: Causeur

Fotogallery a cura di Claudio Degaspari

Raduljica