EuroLega, PO – G2: l’Efes soccombe sotto i colpi di un Barcellona più continuo

Gli uomini di Pesic giocano meglio per buona parte della partita, tengono botta alla sfuriata dei turchi nel terzo quarto e vicono sul filo di lana

di Stefano Bartolotta

Gara 2 di questi playoff di EuroLega 2019 si conferma quella in cui salta il fattore campo. Anche l’Efes non riesce a tenere il vantaggio del campo casalingo e deve ora cercare a sua volta di vincere a Barcellona per non venire eliminato. La squadra catalana ha ottenuto questa importante vittoria in trasferta in seguito a una maggior continuità nell’arco dei 40’ e alla capacità di tenere botta a un terzo quarto importante dell’Efes grazie essenzialmente a canestri segnati grazie al puro talento dei propri giocatori, mentre i padroni di casa giocavano una splendida pallacanestro di squadra.

Detta così, non fa molto onore a Pesic il fatto di essersi dovuto appoggiare alle qualità individuali dei suoi uomini nel momento di difficoltà, però il bello dello sport è anche che chi ha talento ha sempre una possibilità in più quando le cose non sembrano funzionare. E se guardiamo lo svolgimento di tutta la partita, il Barcellona ha avuto in mano il pallino per la maggior parte del tempo anche grazie ai dettami del proprio coach, e anche grazie alle sue rotazioni molto più intelligenti rispetto a quelle di Ataman, visto che negli ultimi 3 minuti gli uomini chiave del coach turco erano in riserva di energie, mentre quelli di Pesic sono stati in grado di dare un rush finale vincente.

Le rotazioni saranno senz’altro il tema principale delle prossime due partite, perché è evidente che se Ataman non si fida dei vari Balbay, Beaubois e Anderson e se non vede alcuna possibilità di far sedere in panchina Moerman, oggi in campo per 40 minuti 40, sarà difficile che Simon, Larkin, Micic e compagnia riescano a tirare la carretta sotto i colpi di un roster avversario decisamente più riposato. Il miglior Efes ha messo sotto in modo chiaro il Barcellona, ma se esso è in campo solo in alcuni specifici momenti e poi crolla per troppo utilizzo, il Barca avrà vita facile.

Quintetto Efes: Moerman, Micic, Anderson, Dunston, Simon
Quintetto Barcellona: Singleton, Blazic, Heurtel, Claver, Tomic

Dopo che, nella giornata di ieri, è saltato totalmente il fattore campo, l’Efes sa di non poter stare tranquillo, visto che al Barcellona potrebbe semplicemente bastare una miglior percentuale rispetto al 6/23 da 3 punti di gara 1 per portarsi in parità. In realtà, i catalani partono scegliendo un altro metodo per attaccare, ovvero prendendo la palla e correndo a mille, sfruttando anche una gran difesa sul perimetro che costringe i padroni di casa a forzare ogni conclusione. A difesa schierata, però, anche gli ospiti fanno una fatica bestiale, e sui 5 canestri totali del 7-4 iniziale, 4 arrivano in transizione. L’attacco a metacampo del Barcellona è proprio brutto da vedere, ma l’Efes ha la colpa di sbagliare un paio di tiri fattibili che tengono gli avversari a contatto (7-6 dopo 5’). Il Barca inizia a esplorare le possibilità di Tomic in 1 vs 1 contro Dunston, con risultati positivi, mentre per l’Efes funziona bene l’idea di servire i lunghi in movimento, con Dunston che, invece, mostra di essere molto meno a proprio agio in post. La partita rimane in equilibrio, e le difese prevalgono molto spesso sugli attacchi nel gioco a metacampo. Nell’ultimo minuto il Brcellona prova a scappare sul 13-19 grazie alle penetrazioni dal lato di Hanga, ma un 2+1 di Dunston al momento giusto tiene l’Efes in scia. La frazione si chiude sul 16-19.

Larkin prova a dare la scossa ai suoi, ma è solo bello da vedere senza risultare efficace. Dall’altra parte, invece, il Barca è letale nei primi due possessi e si porta sul 16-24. Per i catalani, la chiave è la capacità di trovare le spaziature per gli 1 vs 1 degli esterni piuttosto in fretta, in modo che gli stessi possano penetrare e scaricare per i lunghi se serve, e questi ultimi hanno il tempo di rigiocare fuori se sono chiusi. Ataman ha bisogno del massimo del fosforo in attacco e mette in campo Micic e Larkin insieme. La mossa, in realtà, ha anche effetti molto positivi in difesa, e sul 20-28, l’Efes riesce, con questo quintetto, ad evitare che gli avversari siano pronti troppo presto per attaccare il canestro, e a recuperare palloni che permettono all’attacco di giocare in velocità e acquisire fiducia. Gli ospiti si appoggiano alla coperta di Linus rappresentata da Tomic, ma l’Efes ormai è rientrato e ci crede come non mai. Micic pareggia a quota 30 e il tifo del pubblico di casa è alle stelle, Pleiss non fa rimpianger Dunston, ma il punto è che Ataman on può pensare di avere Micic e Larkin in campo fino a fine partita, quindi bisognerà vedere cosa succederà quando almeno uno dei due siederà in panca per riposare. Il Barca non molla grazie alla leadership di Heurtel che ha riposato a lungo, ma che viene tolto nuovamente da Pesic perché ciò che costruisce in attacco, lo distrugge in difesa. Gli ultimi due minuti corrono sul filo dell’equilibrio, e si va all’intervallo lungo sul 34-38.

L’Efes prova a prendersi l’inerzia a inizio terzo quarto con due rubate e altrettanti canestri in rapida successione di Larkin, ma è ancora Tomic a dare punti importanti ai suoi. L’attacco dell’Efes, però, va a pienissimi giri e il sorpasso sul 46-45 è inevitabile, con la difesa ospite che non può nulla di fronte a un movimento di palla semplicemente inarrestabile, con i tiratori da fuori messi perfettamente in ritmo da scarichi e/o giri palla con timing troppo perfetti per essere contrastati. Dall’altra parte, Tomic è sempre più sinonimo di totem, e il Barca può sperare che l’ondata turca non crei un divario troppo ampio grazie ai punti del pivot croato. Invece, dopo la metà del quarto, il vantaggio interno inizia a farsi consistente sul 54-47, e il primo tiro forzato dell’Efes arriva dopo ben 6 minuti e mezzo di gioco. Pesic capisce di non poter fare a meno del contributo offensivo di Heurtel, che lo ripaga con punti importanti ma, come nel primo tempo, non tiene minimamente in difesa. L’Efes nel complesso ha più energia, e lo si vede anche dalla maggior reattività sulle palle vaganti, ma il puro talento offensivo di gente come Singleton e Hanga tiene a galla i catalani. Smits e Ribas, poi, nell’ultimo minuto, consentono ai catalani di chiudere il quarto sul 59-62, ed è successo esattamente ciò che Pesic sperava, ovvero il talento dei suoi ha fatto sì che la grandinata di punti dell’Efes, sicuramente più capace di giocare di squadra, non ha prodotto un vantaggio interno consistente, anzi, gli ospiti sono ancora sopra.

Ovviamente, il rischio, per l’Efes è di deprimersi, e anche di sentire la stanchezza, dato che le rotazioni di Ataman hanno tenuto in campo sempre gli stessi per moltissimo tempo. In effetti, gli attacchi dei padroni di casa sono molto più statici e iniziano anche a vedersi le prime imprecisioni dovute alla troppa stanchezza. Qui il Barca potrebbe scavare un solco importante, ma Claver e Oriola sbagliano due triple comode e ci vuole ancora Hanga per ricominciare a bruciare la retina da 3. Gli attacchi dell’Efes non sono nemmeno lontani parenti di quelli del quarto precedente, e in pratica sono rappresentati da Micic o Larkin che palleggiano insistentemente e cercano di inventarsi qualcosa. La difficoltà nel muoversi con dinamismo si sente anche in difesa, così gli ospiti si portano sul 61-68 a poco più di 6’ dal termine, e Ataman deve affidarsi alle seconde linee, che però hanno scarso feeling con la partita visto che sono stati seduti quasi tutto il tempo. Pangos e Singleton sprecano attacchi che avrebbero dato un vantaggio consistente agli ospiti, e l’Efes deve recuperare solo 6 punti (62-68) a 5’ dalla conclusione. Moermann e Micic ricuciono parzialmente, e l’esterno croato riporta i suoi in vantaggio a 3’ dal termine (72-71). Le due squadre sono stanche, giocano poco di squadra e si appoggiano a chi li ha portati a giocarsi la partita, ma per alcuni possessi non si segna. Si entra nell’ultimo minuto in parità, Larkin sbaglia da 3, Hanga segna in appoggio dopo aver preso bene la linea di fondo a 28” dalla fine, Simon sbaglia ancora da 3 e l’Efes non riesce a fare fallo, ma il Barca butta via la palla a 3 decimi dal termine. La rimessa, però, è gestita malissimo e il Barcellona vince 72-74.

ANADOLU EFES ISTANBUL – FC BARCELONA LASSA 72-74

TABELLINO EFES: Larkin 18, Beaubois, Saybir ne, Balbay, Sanli ne, Moerman 11, Tuncer ne, Pleiss 4, Micic 15, Anderson 2, Dunston 8, Simon 14

TABELLINO BARCELLONA: Seraphin ne, Pangos 6, Ribas 6, Singleton 8, Hanga 17, Blazic 2, Smits 3, Heurtel 12, Oriola 2, Kuric ne, Claver 5, Tomic 13

PARZIALI: 16-19, 18-19, 25-24, 13-12

PROGRESSIVI: 16-19, 34-38, 59-62, 72-74

BASKETINSIDE MVP: Adam Hanga

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