EuroLega Preview: CSKA Mosca

EuroLega Preview: CSKA Mosca

I campioni in carica hanno cambiato quasi completamente pelle e ciò, almeno inizialmente, potrebbe pesare. Il talento è comunque sterminato e il lavoro di Itoudis una garanzia: difficile non candidarli alla vittoria finale anche quest’anno.

di Marco Arcari

Come può una formazione che cambia 3/5 del quintetto base rimanere comunque una delle favorite per la vittoria finale della EuroLeague? Semplice: basta che si chiami CSKA Mosca. I moscoviti, complice anche il solito budget stellare, hanno salutato Sergio Rodriguez, Nando De Colo e Cory Higgins, ma rimangono comunque la squadra da battere. Ciò non soltanto per il fatto di essere i detentori del titolo continentale. Coach Itoudis ha scelto di accogliere la “patata bollente” Mike James e di farne uno dei perni del nuovo corso CSKA, ben sapendo di poter riuscire a ottenere il massimo da un giocatore sul quale si è scritto molto, spesso sbagliando completamente premesse e punti di arrivo dei ragionamenti.

Che si tratti di scommessa non vi è dubbio, ma è altrettanto innegabile che l’allenatore greco, a oggi il migliore su piazza con buona pace dei colleghi, è la figura giusta per ottenere dal talentuosissimo statunitense. In sostanza, ciò che non hanno raccolto Pianigiani e Milano nella passata stagione.

Quintetto titolare

PG – Mike James
SG – Ron Baker
SF – Will Clyburn
PF – Johannes Voigtmann
C – Kosta Koufos

Panchina: Daniel Hackett (PG), Mikhail Kulagin (PG), Janis Strelnieks (PG/SG), Ivan Ukhov (SG), Darrun Hilliard (SF), Nikita Kurbanov (SF), Andrey Vorontsevich (PF), Semen Antonov (PF), Joel Bolomboy (C), Kyle Hines (C), Andrei Lopatin (C).

Punti di forza: La qualità, sterminata, del roster e conferme importanti in quei ruoli che spesso e volentieri fanno la differenza in EuroLeague. Partendo dalla prima, gli innesti di giocatori versatili e talentuosi hanno colmato appieno le partenze. James non è né il Chacho, né De Colo, ma possiede sicuramente un mix tra le caratteristiche dei rispettivi predecessori. Koufos, a 30 anni e dopo 12 stagioni con oltre 680 partite in NBA, ha deciso di tornare in Europa non certo per essere comprimario, bensì per fare la differenza nel ruolo, pur essendo giocatore diametralmente opposto a Otello Hunter. Gli acquisti di Strelnieks e Voigtmann garantiscono poi un sicuro rendimento, anche nel caso di impiego in una potenziale second-unit. Proprio i quintetti alternativi saranno il punto di forza principale di questo CSKA.

Quanto alle conferme, fondamentali, specie in fase difensiva, quelle di Clyburn, Kurbanov e Hackett: per averne prova ulteriore si riguardino le F4 dello scorso maggio, ogni parola sarebbe superflua.

Punti di debolezza: L’inserimento di James e la gestione della pressione derivante dal ruolo di campioni in carica. Ma a ciò si potrebbe aggiungere anche il concetto di “chimica” da trovare dopo aver cambiato tanto. James è un giocatore immaginifico quando vuole, ma saprà limitare le scelte che lo portano a voler spesso risolvere tutto da solo? Come si integrerà in un sistema in cui, quando conta davvero, è la difesa il primo aspetto da curare? Che ruolo avranno invece Baker e Hilliard rispetto all’ex-milanese? Tutti quesiti che, a oggi, non trovano ancora risposte certe.

Quanto alla pressione, perfino una realtà capace di conquistare 8 Final Four consecutive può soffrirla. Il CSKA lo sa bene ed è inutile riportare alla mente i vari episodi che potrebbero confermare tale tesi. Se poi consideriamo che ormai l’atto conclusivo è caratterizzato soprattutto da dettagli sempre meno pronosticabili, allora gestire la pressione – intesa anche come insieme di elementi esterni imprevedibili e imponderabili – diventa fondamentale.

Pronostico: Final Four in scioltezza. Poi lì è sempre e comunque un terno al lotto, tra moscoviti, Fenerbahce, Real Madrid e una quarta formazione.

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