EuroLega Preview: Cska Mosca

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Photo credits: euroleague.net

Nuova stagione e solite vecchie ambizioni sulle sponde della Moscova. Ancora una volta al Cska hanno fatto le cose in grande, costruendo un roster tra i più forti della Lega nel segno della continuità, sia per quanto riguarda la guida tecnica che i giocatori. Ormai dimenticato Mike James, sono rimasti praticamente tutti i principali artefici della stagione scorsa, terminata in modo sfortunato ad un tiro dalla finalissima di Colonia. In cabina di regia tante responsabilità per Daniel Hackett, che ormai gode della piena fiducia dell’allenatore e che avrà come compagno di reparto il vincitore dell’ Alphonso Ford Trophy 2021, quell’Aleksej Shved tornato alla base dopo nove anni passati fra NBA e Khimki. Il ritorno del figliol prodigo è stato sicuramente il grande botto del mercato estivo europeo e c’è tanta curiosità per vedere come il mago greco che siede sulla panchina del Cska riuscirà a mettere lo sconfinato talento del fenomeno di Belgorod al servizio di un sistema già ben collaudato. Tra i nuovi arrivi c’è anche Marius Grigonis, uno dei giocatori maggiormente migliorati negli ultimi tempi e che a ventisette anni sembra ormai pronto per il definitivo salto di qualità. Nel backcourt importanti le conferme di Lundberg, che sembrava destinato oltreoceano, del veterano (e capitano) Kurbanov e del tuttofare Clyburn. Nessun volto nuovo sotto le plance, a parte quello dell’esperto Ivlev che sarà utile più che altro nelle rotazioni in VTB, ma occhio perchè il rientro di Milutinov (perfettamente ristabilito dopo l’infortunio alla spalla che lo ha tenuto fuori nel momento caldo della scorsa stagione) potrebbe valere più di ogni altro acquisto. A completare il gioco interno troviamo Bolomboy, Shengelia e Voigtmann, trio in grado di creare vantaggi in molti modi e di dare a coach Itoudis infinite opzioni. Potrebbe, inoltre, non essere finita qui: il presidente Vatutin non ha nascosto di voler mettere la ciliegina sulla torta pescando nel mercato americani, con il sogno Pangos sfumato ma con ancora tante carte sul tavolo. Insomma, la decima Final Four consecutiva sembra scontata, e capire come fermare questo Cska stracolmo di talento inizia già da ora ad essere un bel rompicapo per tutta Europa.

PUNTI FORTI

Il pezzo forte della squadra non può che essere il suo condottiero, quel Dimitris Itoudis che ha la piena fiducia del presidente Vatutin ed è ormai arrivato all’ottavo anno sulla panchina dell’Armata Rossa. Nella passata stagione, dopo la querelle legata a Mike James (oltre all’infortunio di Milutinov), funambolo che monopolizzava l’attacco del Cska, Itoudis è stato sublime nelle variazioni d’assetto che hanno poi portato i russi a sfiorare il colpaccio contro l’Efes in semifinale e a vincere d’autorità la VTB League. Gioco più dinamico con enormi responsabilità in regia per Hackett e Lundberg, Clyburn come go-to-guy nei momenti difficili, con Shengelia e Voigtmann ad aprire il campo vista la mancanza di un centro puro a parte un poco impiegato Eric. Se l’anno scorso Itoudis è riuscito a fare tutto ciò in poco tempo, quest’anno con le aggiunte di Grigonis e Milutinov e con la variabile impazzita Shved le soluzioni aumentano fino ad essere pressoché illimitate. In ogni caso, il Cska è anche una squadra che sa vincere le partite in difesa grazie ai quintetti molto fisici che può schierare.

PUNTI DEBOLI

Crediamo molto nelle capacità sia di Itoudis che dei giocatori del Cska di risolvere le partite quando il gioco inizia a farsi duro, ma porsi un interrogativo è d’obbligo: chi toglierà le castagne dal fuoco come svariate volte nelle passate stagioni ha fatto Mike James? Il problema sembra proprio questo, ci sono tanti grandissimi giocatori ma manca una stella assoluta a cui affidarsi nei finali di partita. Shved potrebbe essere ritenuto tale, ma arriva da anni al Khimki in cui ha predicato nel deserto e bisognerà vedere come riuscirà a calarsi in un contesto così competitivo e già ben “codificato”. Questo è forse il grande dilemma con cui i moscoviti iniziano la stagione, ma come sempre accade sarà il campo a darci le risposte che attendiamo.

Photo credits: Euroleague.net

QUINTETTO TITOLARE:
Daniel Hackett (PG), Marius Grigonis (SG), Will Clyburn (SF), Tornike Shengelia (PF), Nikola Milutinov (C). Coach: Dimitris Itoudis
PANCHINA:
Aleksandr Khomenko (PG), Ivan Ukhov (PG), Aleksej Shved (SG), Gabriel Iffe Lundberg (SG), Nikita Kurbanov (SF), Semen Antonov (PF), Vladimir Ivlev (PF), Johannes Voigtmann (PF), Joel Bolomboy (C), Andrej Lopatin (C)

PRONOSTICO

Può bastare il nome Cska per affermare che una squadra così può e deve essere presente ogni anno alle Final Four. L’atto finale della competizione, poi, giocato in due gare secche è sempre ricco di incognite (e in Russia lo sanno bene) ed arrivare al titolo è complicato: Itoudis, Shved e un gruppo voglioso di rifarsi dopo una stagione non proprio serena come quella passata, però, ci inducono a pensare che ci siano tutte le carte in regola per alzare la coppa a tre anni dall’ultima volta. E occhio, perchè le Final Four del 2022 si svolgeranno a Berlino, proprio lì dove i russi trionfarono nel 2016: che sia di buon auspicio?

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