EuroLega Preview: Zalgiris Kaunas

EuroLega Preview: Zalgiris Kaunas

Sarunas Jasikevicius vuole spingere ancora una volta il suo Zalgiris oltre i limiti. L’obiettivo è qualificarsi ai playoff per il terzo anno consecutivo.

di Filippo Stasi
Zalgiris

Nel 2017/18, l’incredibile stagione regolare da 18 vittorie e 12 sconfitte e il conseguente ritorno ai playoff di EuroLega. Poi la serie contro l’Olympiacos, superiore sulla carta e con il fattore campo a favore: 1-3 in favore dello Zalgiris. Infine, il terzo posto alle Final Four di Belgrado, a incorniciare una stagione memorabile.

Nel 2018/19, una partenza complicata tra partite perse punto a punto e infortuni ad accorciare le rotazioni. A 6 giornate dal termine della Regular Season, la squadra lituana si trova con le spalle al muro: servono 6 vittorie su 6 per avere delle chance di giocare la postseason. Le avversarie sono Gran Canaria, Bayern e Darussafaka in casa; Maccabi, Olympiacos e Real in trasferta. Nel giro di un mese, il record dello Zalgiris passa da 9 vittorie e 15 sconfitte, a 15 vinte e 15 perse. 6-0. Detto, fatto. Espugnando Tel Aviv, Atene e Madrid, campi nei quali fare risultato è complicato… Treno playoff preso dunque all’ultimo, al termine di una rimonta da urlo. La sfida playoff con il Fenerbahce è proibitiva, ma la squadra di Obradovic deve dare fondo al meglio del suo repertorio per annientare quella allenata da Sarunas Jasikevicius.

Stagione 2019/20 ormai alle porte. Lo Zalgiris riparte proprio dal 43enne coach lituano, alla quinta stagione sulla panchina della squadra della sua città natale. Nonostante le insistenti sirene di mercato che lo hanno accostato ad alcune franchigie NBA, Saras ha mantenuto fede alle parole pronunciate nell’immediato post partita di gara 4 persa contro il Fenerbahce: “Dovrete prendermi a calci per allontanarmi da qui”. Così la vera stella è rimasta a Kaunas, per la gioia dei tifosi che ogni notte d’EuroLega gremiscono la Zalgirio Arena in ogni ordine di posto.

Rispetto alla scorsa stagione però, mancano all’appello alcuni beniamini della tifoseria. Su tutti, il centro Brandon Davies, passato al Barcellona in estate dopo due stagioni ad altissimo livello di rendimento. Poi Leo Westermann al Fenerbahce, Nate Wolters al Maccabi, Aaron White all’Olimpia Milano… Lo Zalgiris ha dovuto salutare tanti ottimi giocatori, anche quest’estate. Ma come al solito la dirigenza ha cercato di sopperire nella miglior maniera possibile alle partenze, andando a pescare giocatori di prospettiva, ricchi di potenziale da esprimere e funzionali allo stile di gioco di Jasikevicius.

Quintetto titolare: Lukas Lekavicius (pg), Marius Grigonis (g), Edgaras Ulanovas (f), Zach LeDay (f/c), Jock Landale (c)

Panchina: Alex Perez (pg), Rokas Jokubaitis (pg), Thomas Walkup (g), Karolis Lukosiunas (g), Arturas Milaknis (g/f), Nigel Hayes (f), Paulius Jankunas (pf), Martinas Geben (c), Laurynas Birutis (c)

Punti forti: Jasikevicius chiederà senza dubbio ai suoi ragazzi la tradizionale, asfissiante pressione a tutto campo, per sfiancare gli avversari, ripartire in contropiede e dettare il ritmo della partita. Mantenere alta l’intensità per tutti i 40 minuti sarà ancora una volta la chiave dei successi dello Zalgiris.
Gli interpreti per portare avanti con successo la filosofia di gioco di Jasikevicius presentano caratteristiche perfette, specialmente se ci si concentra sul frontcourt. LeDay e Landale sanno correre benissimo il campo e possono cambiare in difesa sul pick ‘n roll, avendo piedi rapidi per contenere gli esterni. Entrambi i lunghi dovranno prendersi molte responsabilità anche in attacco, dove sanno colpire sia vicino sia lontano dal ferro. Su Zach LeDay in particolare le speranze sono elevate: riuscire a far dimenticare subito Brandon Davies pare improbabile, ma l’ex Olympiacos ha i mezzi per seguire le sue orme.

Punti deboli: In una squadra che sembra essere stata disegnata a immagine e somiglianza di Jasikevicius, se si guarda alle caratteristiche dei giocatori in relazione all’idea di gioco dell’allenatore, paradossalmente l’unica vera pecca la si riscontra nel ruolo di playmaker. Negli ultimi due anni a Kaunas sono stati ben abituati con Pangos, Westermann e Wolters, tre ottimi interpreti del ruolo.
Lukas Lekavicius è tornato a casa quest’estate dopo la non brillantissima esperienza biennale al Panathinaikos, mentre Alex Perez si appresta a debuttare in EuroLega. Entrambi non sembrano offrire garanzie in cabina di regia in relazione alle ambizioni del club. Ma mai scommettere contro un geniale ex playmaker quale l’attuale allenatore dello Zalgiris, che meglio di tutti in Europa conosce l’arte del mestiere. Indubbiamente riuscirà a tirare fuori il meglio da entrambi i registi, ma qualche lecita perplessità si desta.

Pronostico: “I lituani non hanno un budget all’altezza delle altre contender a uno dei primi otto posti in classifica, ma loro non lo sanno e continuano a volare”. Si potrebbero descrivere così le ultime due stagioni di EuroLega dello Zalgiris. Quest’anno la società ha investito 8,5 milioni di euro per l’assemblamento del roster (cifra che comprende i salari di giocatori e staff). Cifre contenute, non comparabili a quelle di svariate altre pretendenti ai playoff… Eppure la realtà lituana nel recente passato ha insegnato che si può andare oltre gli illusori limiti dettati dal denaro, dalla presunta profondità e qualità del roster e altri potenziali alibi. Eliminando questi ultimi, Sarunas Jasikevicius è riuscito a creare i giusti presupposti per dare slancio a una nuova annata speciale.
Saranno ancora playoff a Kaunas, per il terzo anno consecutivo? Sì. Non sulla carta probabilmente, ma la carta lo Zalgiris l’ha superata ormai da tempo.

 

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