Eurolega, quarti di finale G1: il CSKA si abbatte su Vitoria!

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CSKA MOSCOW 89 – 78 CAJA LABORAL (26-19; 24-16; 23-23; 16-20)

L’attesa è finita! La “devotion” è alle stelle, perché mai come in questa edizione si ha la sensazione che ai playoff di Eurolega arrivino le squadre migliori che la vecchia Europa a spicchi può mettere in vetrina. Già, salvo poi accorgersi che le presentazioni degli starting five sono in pieno stile NBA e nell’aria si avverte un non so ché di “American”. Sarà che da entrambe le parti si contano quattro personaggi che l’NBA l’hanno vista (chi da giocatore, chi da allenatore) e almeno altri tre che all’NBA sono promessi . Ma a parte queste considerazioni bucoliche, la cui lunghezza troverà giustificazione nelle prossime righe, è noto che se qui per tutta la stagione si spendono colonne su quanto il basket FIBA sia più fisico, più agonistico, più entusiasmante, alla fine il giochino lo hanno inventato “gli altri” e non possiamo fare a meno di guardare al di la dell’Oceano sempre con un pizzico di riluttante invidia.

Veniamo dunque a giustificare questo ampio prologo. Semplice, dalla palla a due alla sirena del 40.00, non c’è stata letteralmente partita. Alla fine il risultato è molto più bugiardo del -11 rimediato dagli spagnoli, effetti indesiderati del garbage time che ha assopito per gran parte del 4qt i 7000 moscoviti già intenti a rimuginare sui programmi della serata. Fosse finita +30 per il CSKA, nessuno avrebbe alzato dito. Semplicemente troppo superiore. I rossi hanno mostrato tutta la loro potenza prima nei singoli e poi nella sapiente amministrazione data da Messina. Ci ha messo veramente poco il coach siciliano a rimettere mano a quella che in fondo è, da 6 anni a questa parte, la Sua creatura. La parentesi Losangelia, sulla quale ci si potrebbe dilungare all’infinito, non può aver fatto altro che implementare la componente mentale del suo fare basket, il che rende il Suo CSKA la strafavorita alla conquista di quella che sarebbe la 7° Eurolega della propria storia.

La partita racconta di un Teodosic devastante, è lui il faro offensivo del CSKA nel primo quarto: 8pt. 4/4 al tiro e 3 assist, mentre nel basconia è il solo Nocioni (16 & 9reb. alla fine) a provare ad arginare lo strapotere rosso. Il play serbo è oggettivamente di un’altra categoria. Dominerà in lungo e in largo il povero Cook,  senza suscitare spasmi di nostalgia ai tifosi di Milano. Per il play ex Olimpia serata da incubo: 0pt. 1reb. 4ass. in 26minuti. Il secondo quarto è la fotocopia del primo. Weems (19) scompagina la retroguardia del Caja come uno squadrone di cavalleria pesante, è praticamente ovunque, mentre il povero Tabak vorrebbe chiamare minuto ad ogni azione per frenare la furia agonistica del CSKA. Il terzo periodo si apre con un timido accenno di rimonta del Vitoria, frutto però di giocate estemporanee di Bjelica e Lampe che porterà i baschi fino al -10 salvo essere  ricacciati indietro da un sontuoso Nenad Kristic (16 & 5reb.). Il periodo terminerà sul 73-58, chiudendo anticipatamente gara 1. I restanti 10’ vedono le panchine svuotarsi in preparazione delle strette di mano di fine partita.

Spesso gara1 di playoff non racconta mai come poi andrà a finire la serie (vedere la serie del 2010/11 tra Siena e Olympiacos), ma questo sembra proprio il caso in cui la regola potrà essere smentita.

Qui per gara 2. Play ball!

MVP: Milos Teodosic: 17pt. 5ass. +16 +/-

 

TABELLINO:

CSKA MOSCOW

Teodosic 17, Micov 9, Jackson, Sokolov, Krstic 16, Weems 19, Erceg 5, Vorontsevich, Kaun 16, Khryapa 7, Ponkrashov, Papaloukas.

CAJA LABORAL VITORIA

Nocioni 16, Cook, Bjelica M. 10, Sanemeterio 2, Pleiss 6, Heurtel 4, Jelinek 2, Lampe 12, Clabarro n.e., Bjelica N. 9, Causeur 17.