EuroLega, recupero 5ª giornata: l’Olimpia Milano cade a San Pietroburgo sotto i colpi di Pangos

Milano tiene botta per 35′, poi non ha più energie fisiche per rispondere alle giocate micidiali del play dello Zenit

di Stefano Bartolotta
zenit pangos pascual

A 5′ dal termine, Milano era ancora pienamente in partita sul difficile campo di san Pietroburgo, ma poi non ha potuto nulla contro una serie di giocate pazzesche di Kevin Pangos. La stella dello Zenit ha fatto il bello e il cattivo tempo nei minuti finali, segnando e armando i compagni per una serie di canestri che ha portato la squadra di casa alla vittoria. gli uomini di Pascual hanno anche avuto il merito di ribaltare la differenza canestri, importante in chiave playoff. Milano ha poco da rimproverarsi, viste le assenze che hanno ridotto le rotazioni, con la conseguenza che, negli ultimi minuti, è finita la benzina.

Quintetto Zenit: Pangos, Hollins, Thomas, Ponitka, Gudaitis
Quintetto Milano: Punter, Tarczewski, Delaney, Shields, Datome

Milano si presenta in Russia con la consapevolezza di dover affrontare una gara molto difficile, viste le difficoltà dell’andata e le assenze. Gli uomini di Messina cercano subito i mismatch più ovvi, ovvero Delaney contro Pangos in post basso e Shields contro Ponitka lontano da canestro. Proprio Shields produce l’iniziale 0-5 grazie proprio a come sfrutta agilità e dinamismo contro il proprio marcatore più pesante. Dall’altra parte, però, c’è l’ex Gudaitis che si dimostra subito un rebus per le difesa milanese, e produce punti, rimbalzi e falli subiti per portare i suoi al contro parziale di 6-0. I padroni di casa hanno la chiarissima intenzione di puntare sempre e comunque al pitturato, e la difesa di Messina non trova proprio alcun antidoto a questo approccio. I punti consecutivi dello Zenit arrivano a 10, con Gudaitis che arriva a 6 punti, 2 rimbalzi offensivi, 1 assist e 2 falli subiti, e lascia almeno altri 3 punti per strada con errori evitabilissimi; in poche parole, è un iradiddio. Milano esce bene dal time out, riuscendo in attacco a giocare anche lei vicino a canestro, invece di accontentarsi solo di tiri dalla media o dalla lunga, e in difesa a mettere più pressione sul perimetro, rendendo difficile per gli esterni arrivare così facilmente dentro l’area con la palla in mano o coi passaggi ai lunghi. Lo Zenit sembra comunque avere in mano il pallino del gioco, e, come nella gara di Milano, l’Olimpia deve fare di tutto per stare nella partita e sperare in un calo avversario. Messina mette in campo tutta l’esperienza e la malizia di cui dispone, con Rodriguez, Micov e Datome, e la scelta paga ottimi dividendi con un altro 0-5 per il 14-13 a meno di 3’ dal termine del quarto, proprio grazie alla scaltrezza dei tre in momenti diversi. Pascual, allora, risponde con l’energia dei vari Baron, Rivers e Poythress e, in definitiva, finora questa partita è bellissima per come si contrappongono le diverse strategie nelle quali ogni coach prova a sfruttare al meglio i punti di forza del proprio roster. Milano paga il gap fisico commettendo ben 7 falli nel solo primo quarto. La frazione si chiude sul 19-15, ritardo più che accettabile per Milano considerato il 13-5 a rimbalzo.

Lo scontro tra l’esperienza da una parte e la fisicità e l’energia dall’altra continua nel secondo quarto, con Datome e Rodriguez che sfruttano le occasioni che si creano per rimanere a contatto nel punteggio, e lo Zenit che comunque mantiene una forte intensità. Punter e Tarczewski sbagliano canestri importanti, ma dall’altra parte difendono bene, come tutta Milano, e così il copione continua a essere lo stesso dell’andata, ovvero con lo Zenit in controllo ma Milano in linea di galleggiamento in attesa di un calo avversario. A metà quarto, però, i padroni di casa scollinano la soglia psicologica della doppia cifra sul 33-22, ma Milano non perde ulteriore terreno e mantiene i nervi saldi proprio nel momento in cui rischia di crollare. Il ritardo si riduce fino al 36-31, poi egli ultimi minuti Pangos continua ad armare efficacemente Gudaitis, ma Milano è sempre più abile nello sfruttare la propria superiore intelligenza cestistica, e arriva all’intervallo lungo con uno svantaggio di misura sul 40-38, nonostante il 20-10 a rimbalzo, il 13-6 negli assist e il 59-33 nella valutazione statistica.

zenit pangos pascual
Getty Images

Milano ha bisogno che Punter e Delaney combinino qualcosa in attacco, perché in una partita così, tutti devono dare qualcosa o altrimenti lo sforzo collettivo non può essere sufficiente. Punter risponde presente con un 3+1, e, ancora com’era successo al Forum, lo Zenit perde fiducia e l’Olimpia diventa, di colpo, padrona del campo. Punter piazza un altro paio di canestri per il 42-46, ma la cosa più importante è che Milano arriva sempre prima sui palloni vaganti e può davvero prendere in mano la gara. Lo Zenit, però, non è una squadra che si perde d’animo facilmente, e dopo questi minuti di smarrimento, ricomincia a metterci energia e prendere rimbalzi offensivi, così la partita diventa estremamente equilibrata e combattuta. I minuti passano e la stanchezza inizia a farsi sentire, anche su due assi come Rodriguez e Pangos, che commettono errori non da loro. È una battaglia molto emozionante, dove può succedere di tutto e che si risolverà negli ultimi 10’, visto che il terzo quarto si chiude sul 54-54.

L’equilibrio regna sovrano anche nei primi minuti dell’ultimo quarto, nessuno si tira indietro e anche se di errori se ne vedono, sono probabilmente dovuti alla stanchezza. Thomas e Poythress mettono in difficoltà la difesa milanese, ma Shields e Delaney segnano i punti che servono per rimanere in partita. Messina fa riposare Rodriguez e Pascual fa lo stesso con Gudaitis, ma poi il play milanese commette il quarto fallo e il Chacho deve rientrare a oltre 5’ dal termine sul 62-60. Pangos, come i veri campioni, sale in cattedra in questo momento, e quando entra Gudaitis riposato si fa subito sentire con un canestro che può essere letale, dato che porta il punteggio sul 68-62 a poco più di 3’ dal termine. Milano è troppo stanca, Pangos infila la tripla del +9, ma Punter risponde con un nuovo incredibile 3+1. Gudaitis, però, risponde ancora presente e stavolta Punter non replica dall’arco, così, quando ancora Pangos colpisce ancora da 3, i 10 punti di ritardo a 1’ dal termine sono troppi per Milano. Gli uomini di Messina giocano comunque per cercare di perdere con meno di 6 punti di scarto, mantenendo così la differenza canestri a favore, ma mancano proprio le energie fisiche. Finisce 79-70.

ZENIT S. PIETROBURGO – A|X ARMANI EXCHANGE OLIMPIA MILANO

TABELLINO ZENIT: Rivers 3, Zakharov, Pangos 16, Fridzon, Hollins 2, Thomas 10, Baron 13, Pushkov ne, Zubkov 3, Poythress 10, Ponitka 6, Gudaitis 16

TABELLINO MILANO: Punter 16, Micov 5, Moraschini ne, Roll 7, Rodriguez 10, Tarczewski, Biligha ne, Cinciarini ne, Delaney 4, Shields 15, Hines 9, Datome 4

PARZIALI: 19-15, 21-23, 14-16, 25-16

PROGRESSIVI: 19-1540-38, 54-54, 79-70

BASKETINSIDE MVP: Kevin Pangos

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy