Fenerbahce, we have a problem

Fenerbahce, we have a problem

Il Fenerbahçe sta attraversando una grossa crisi, una delle più importanti delle sua storia recente. Obradovic e i suoi giocatori sono chiamati a svoltare questo pessimo inizio di stagione.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Fenerbahce. We have a problem.

Parafrasando la storica conversazione avvenuta tra l’astronauta Jack Swigert e Jack Lousma, responsabile della missione spaziale Apollo 13 per conto della NASA, abbiamo sostituito i protagonisti della storica missione spaziale con i protagonisti indiscussi degli ultimi 5 anni del basket europeo, ovvero il Fenerbahçe di Zeljko Obradovic.

Flirtando con la blasfemia, potremmo dire di trovare delle similitudine tra le due cose.

Una situazione ottimale, in cui all’inizio ci sono tutte le premesse per fare un ottimo risultato e portare a termine la missione con successo. Un problema che rischia di mandare in crisi l’intero equipaggio ma la capacità di risolvere in tutto, in piena emergenza, quando tutti li davano per spacciati e salvare la baracca.

Non abbiamo la sfera magica, non sapremo come finirà la stagione del Fenerbahçe, ma l’inizio di questa EuroLega per i turchi è molto simile ad Apollo 13.

Gettyimages

Le partenze dolorose in direzione NBA di Marko Guduric e Nicolò Melli, sono state sostituite con l’arrivo di Nando De Colo e Derrick Williams, due dei migliori giocatori della scorsa stagione in EuroLeague, se non addirittura i migliori nei loro rispettivi ruoli. Da una situazione di difficoltà, nel dover sostituire due perni fondamentali volati dall’altra parte dell’oceano, si è giunti addirittura all’opportunità di guadagnarci. Un vero e proprio lusso.

Nessuno avrebbe scommesso un euro (o una lira turca se preferite) sull’attuale situazione del Fenerbahçe. Una crisi assurda, incredibile, inimmaginabile e impronosticabile da chiunque, anche dai più grandi esperti del basket europeo.

2 vittorie e 6 sconfitte e un’ultima posizione condivisa con altre squadre che al momento risulta essere l’ultimo dei problemi per Coach Obradovic. Un calendario iniziale estremamente difficile, che potrebbe mandare in crisi chiunque, con 8 partite giocate di cui 5 in trasferta a Mosca, Tel Aviv, Milano, Belgrado e Madrid e l’imminente trasferta di Barcelona in programma la prossima settimana, in cui è presente il tanto temuto doppio turno.

Ma cosa sta succedendo al Fenerbahce? Una macchina perfetta che sembra essersi inceppata sul più bello.

Per prima cosa, il problema principale sembra essere mentale. 

Strano ma vero, i giocatori di Obradovic sono entrati in una fase in cui sembrano aver timore di fare le cose, perché al momento non sta effettivamente riuscendo nulla.

Analizzando la tattica, il problema principale sembra essere la difesa. Un difesa, quella del Fenerbahçe, vulnerabile, molto facile da attaccare e che subisce tanti, troppi punti. Gli avversari segnano tanto, da 3 punti in particolare, tirando con percentuali ottime dal campo.

Sotto canestro il Fenerbahce soffre. A rimbalzo è una squadra che concede tantissimo, dando l’idea di avere un’area vulnerabile e facilmente attaccabile, idea che non è mai stata minimamente immaginabile negli ultimi anni. Anche le statistiche rilegano il Fener in bassissimo, addirittura ultimo per quanto riguarda i rimbalzi in EuroLeague.

La questione Centro, Pivot o come si voglia chiamare, è a dir poco spinosa.

Jan Vesely sta recuperando da un infortunio ed è lontano dalla forma ottimale, Joffrey Lauvergne è stato al centro di un vero proprio caso con un infortunio alla caviglia che lo ha costretto a stare fuori dal campo per mesi e mesi senza uno spiraglio di luce. Ahmet Duverioglu sembra far fatica a questi livelli ad eccezione dell’impiego con un minutaggio ristretto mentre Vladimir Stimac non riesce proprio a vedere il campo.

Il gioco in attacco è prevedibile e molto lento con una circolazione di palla che troppo spesso si blocca e rende l’attacco sterile, costringendo le guardie a forzare 1 contro 1. A volte gli stessi Sloukas e Dixon sono sembrati le controfigure di quei giocatori che hanno contribuito a far diventare il Fenerbahçe una corazzata europea.

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Il fatto paradossale è che si hanno tutti questi problemi di fronte ad un Nando De Colo eccezionale, autore di grandissime prestazioni in questo inizio di stagione.

Se tatticamente abbiamo provato ad analizzare alcuni problemi, sembra chiaro ed evidente che ci sia un blocco mentale o qualcosa di simile nei giocatori del roster del Fener, come detto in primis. Il Fenerbahçe subisce parziali pazzeschi, come visto a Tel Aviv, Milano, Mosca ecc.

Lo confermano le stesse parole di Coach Obradovic, furioso dopo la sconfitta contro il CSKA:

“Non mi piace affatto come alcuni dei nostri giocatori sembrino disinteressati, come se a loro non importasse nulla di giocare. É durissimo vedere una cosa del genere… sto cercando di svegliarli e fare qualcosa…”

Lo stesso Obradovic sembra in netta difficoltà. É passato dalla “non reazione” contro la Stella Rossa in cui lui stesso ha ammesso di non aver detto una parola alla squadra, a questa furiosa reazione contro i suoi giocatori, Gigi Datome incluso, nell’ultima sconfitta contro il CSKA.

Riprendendo l’inizio di questo articolo, il Fenerbahce può salvare la stagione, ovvero è ancora assolutamente in grado di centrare le Final Four e il tetto d’Europa. Si sono giocate 8 partite su 34, il cammino è ancora lunghissimo.

La brutta partenza può coincidere con i problemi tecnici avuti da Apollo 13, i quali sembravano irreparabili, ma che una volta risolti hanno permesso di trovare la giusta soluzione.

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Appena scatterà la molla, nella testa di ogni singolo componente della squadra e si tornerà a giocare da Fenerbahce, i turchi torneranno a spiegare pallacanestro in Europa. C’è bisogno di fiducia, di convinzione nei propri mezzi e soprattutto di vittorie.

Nessuno è in grado di prevedere il futuro, tanto meno noi.

Ma se dovessimo scommettere 1€ , questo Fenerbahçe svolterà, non sappiamo se e quando lo farà, ma sarà in un modo tale da centrare le Final Four per il sesto anno consecutivo.

Ci sbaglieremo sicuramente, ma ci rifiutiamo di credere che questo visto nelle prime 8 partite di EuroLega sia il Fenerbahçe di Obradovic.

Grazie a Dio, il campo sarà giudice di tutto questo.

 

 

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