Germani Basket Brescia: il pagellone di fine stagione

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È stata una stagione da incorniciare quella della Germani Basket Brescia. Al suo primo anno nella massima serie, la Leonessa chiude il campionato ad un più che onorevole decimo posto (il secondo miglior piazzamento di sempre del Basket Brescia) con al seguito un ricco bottino: qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, salvezza ottenuta con quattro giornate di anticipo e partecipazione ai play off sfiorata. Di seguito le pagelle individuali.

image#2 Lee Moore (13 pt, 5.2 rb, 26’)
Voto 8. Il rookie della Georgia è una delle scommesse, più che vinte, della Leonessa di quest’anno. Aggregato in squadra ad agosto in prova, le doti atletiche del giovane classe ’95 hanno fin da subito convinto il club bresciano, che l’ha voluto con sé per tutta la stagione. Da new entry a presenza fissa nello starting five di coach Diana, Moore si è fatto notare per grinta e carattere. La sua figura leggera e longilinea lo rende un giocatore scattante, veloce, per nulla intimorito nel volare verso il ferro come una fulminea scheggia impazzita. Presenza silenziosa ma fondamentale, non a caso è stato nominato terzo miglior giovane del campionato.

#4 Jared Berggren (7.9 pt, 5.2 rb, 22’) image
Voto 7. L’inizio dell’ex Cantù e Trento in maglia biancoblù non è stato proprio dei migliori. Nonostante l’avvio traballante, il centro a stelle e strisce ha saputo rialzarsi partendo dal punto di forza che più lo contraddistingue: il grande cuore che, tenacemente, schiera in campo (e che gli è valso il soprannome di «cuore d’acciaio» da parte della tifoseria bresciana). Nella seconda metà della stagione ha dato il meglio di sé, chiudendo anche gare a cifre importanti (17 punti nel match contro Trento), puntuale sul pick and roll con Vitali e specialista in schiacciate d’effetto.

image#7 Luca Vitali (8.5 pt, 3.7 rb, 33’)
Voto 9. Un perfetto direttore d’orchestra. Leggiadro nel costruire il gioco e servire i compagni, ma anche decisivo nelle conclusioni offensive. Nulla da rimproverare all’assist-leader della stagione, che per due volte ha stabilito il record di assist (18) realizzati in una sola partita nella massima serie. Instancabile condottiero fuori e dentro il campo, si è confermato essere uno dei più forti collanti all’interno del gruppo. Si è tolto anche molte soddisfazioni con i tiri dall’arco, specialmente nella gara di ritorno contro la sua ex Cremona, le cui triple hanno messo in cassaforte la salvezza di Brescia.

#8 Marcus Landry (19.6 pt, 4.6 rb, 33’) image
Voto 9.5. Quando approdò a Brescia la scorsa estate, in molti si accorsero di quanto sul parquet ci sapesse fare. Forse, non ci si immaginava a questi livelli. Miglior marcatore del campionato e premiato come Mvp, la «pantera» di Milwaukee si accaparra anche il merito di essere l’unico giocatore ad aver chiuso in doppia cifra ciascuno dei 30 match disputati quest’anno. La stoffa del campione non gli manca e nemmeno il carisma del trascinatore, sempre in prima linea per punire il canestro avversario e regalare giocate di spettacolo. Nonostante sia appetito da mezza Europa, rimane il gioiello di casa Germani, pietra miliare del ritorno di Brescia tra le grandi.

image#9 Marco Laganà (1.5 pt, 1.0 rb, 9’)
Voto 6. Chiamato in causa per far rifiatare Vitali, il playmaker calabrese avrebbe voluto, forse potuto, fare meglio a Brescia. Reduce da due gravi infortuni alle ginocchia, per l’ex capitano della Nazionale under 20 si sperava che l’ambiente bresciano potesse aiutarlo a trovare lo smalto dei tempi migliori. Sicuramente la situazione fisica ha complicato l’approccio psicologico del giocatore alle gare, durante le quali non sempre è riuscito a lasciare un’impronta significativa.

#23 Christian Burns (11.4 pt, 6.6 rb, 23’) image
Voto 7.5. Il suo arrivo in squadra a novembre ha rappresentato un punto di svolta per la Germani, alzando l’intensità e la qualità dell’organico. Il numero 23, dotato di forza fisica e velocità, è stato un buon terminale offensivo, con una media di 11 punti a partita, oltre naturalmente alla presenza costante a rimbalzo caratteristica del suo ruolo. Anche in difesa si è fatto rispettare, confermando quanto già di buono dimostrato in Italia negli anni precedenti.

image #31 Michele Vitali (9.8 pt, 2.6 rb, 22’)
Voto 7.5. Il più giovane dei fratelli Vitali non ha mancato di dare il proprio contributo in campo, registrando buone percentuali al tiro (44% da 2 e 43% da 3) e mostrando una crescita esponenziale. L’infortunio allo scafoide rimediato a marzo l’ha purtroppo costretto ad osservare i compagni dalla panchina sino al termine del campionato, con grande rammarico personale per l’assenza in momenti decisivi.

#34 David Moss (10.2 pt, 5 rb, 32’) image
Voto 9. Con la partenza dell’ex capitano Cittadini, il testimone è passato nelle mani del “Re Leone” Moss che, forte di un mix di grinta, carattere ed esperienza, ha sempre preso per mano la squadra accompagnandola attraverso successi e cadute. La mentalità da vincente l’ha sempre reso un protagonista, dimostrando di credere nel proprio team senza porsi limiti ma solo grandi obiettivi. Sempre sul pezzo in difesa, un cardine fondamentale per la truppa Leonessa.

image#70 Franko Bushati (3.6 pt, 1.4 rb, 13.9’)
Voto 8. E’ il veterano tra i ranghi bresciani, ormai fedelissimo alla casacca biancoblù, conta con questi colori il maggior numero di presenze di sempre. Il «Cobra», appellativo più che calzante per la guardia di Tirana, si registra come uno dei due “sopravvissuti” dalla scorsa stagione (insieme a Moss). Anche quest’anno ha dato conferma del proprio valore sportivo ed umano, talvolta attendendo pazientemente in panchina il proprio turno, per poi scendere in campo con occhi infuocati e spirito battagliero. Le sue “bombe ignoranti” hanno deliziato ed entusiasmato il pubblico. Quando la palla a spicchi chiama, Franko risponde.

#Coach Andrea Diana image
Voto 9. Una certezza. Dopo aver guidato i suoi ragazzi alla cavalcata trionfale della promozione lo scorso giugno, il percorso vincente intrapreso dall’allenatore livornese non lascia dubbi, specialmente in termini di maturità professionale e sensibilità umana. A coach Diana il merito di aver saputo costruire e consolidare i punti di forza di una squadra che ad inizio stagione avrebbe potuto, agli occhi dei più, puntare a poco altro se non una risicata salvezza. E invece… Brescia, una magica sorpresa.

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