Gli 8 giocatori che potrebbero cambiare questi Playoffs di EuroLeague

Gli 8 giocatori che potrebbero cambiare questi Playoffs di EuroLeague

A pochissime ore dall’inizio dei Playoffs, andiamo a scoprire quali potrebbero essere i giocatori chiave di ogni Serie. Tra certezze e sorprese, questi Playoffs di EuroLeague potrebbero essere i più belli di sempre.

di Marco Arcari

8 squadre. Serie al meglio delle 5. Talento a palate in ognuna di esse e giocatori che potrebbero fare le fortune del proprio team, magari anche dopo aver disputato una Regular Season al di sotto delle aspettative. La magia dell’EuroLeague – mai come quest’anno – potrebbe regalarci uno spettacolo sensazionale, perciò punto ad analizzare quelli che potrebbero essere gli otto giocatori – uno per squadra – in grado di cambiare o influenzare le sorti di questi Playoffs e di svolgere un ruolo fondamentale per permettere alla propria squadra di accedere alla fase finale di Istanbul.

REAL MADRID – DARUSSAFAKA DOGUS ISTANBUL

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In una squadra piena di talento, com’è quella castigliana, è perfino complicato trovare quello che potrebbe essere il giocatore chiave di una Serie Playoffs. Tra Doncic, Randolph, Llull, Fernandez, Ayon, Reyes e via dicendo, scelgo però Jaycee Carroll: o meglio, avrei scelto Jonas Maciulis per la sua capacità di spaccare le partite, ma il tiratore statunitense è uno di quei giocatori che, nella pallacanestro contemporanea, fanno tutta la differenza del mondo. Sono ancora ammaliato dai 29 punti realizzati contro l’Efes – nell’ultimo turno di Regular Season – ma va detto che Carroll riesce a produrre moltissimo anche con un minutaggio limitato. Ovviamente le fortune di questo Real Madrid passeranno dalle mani di Llull e di altri, più che dalle sue, ma la guardia classe 1983 è ancora nell’élite del ruolo. Nel primo precedente stagionale contro i turchi, peraltro, ha disputato la peggior partita stagionale, con 0/6 al tiro (0/4 da tre), anche se la peggior valutazione personale è arrivata al 15° turno, contro l’Efes (PIR pari a -6, contro il -5 fatto segnare all’andata di RS con il Darussafaka). Carroll rimane comunque fondamentale nelle rotazioni di questo Real Madrid, specialmente quando Llull sembra avere un po’ le polveri bagnate da oltre l’arco.

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Potenzialmente l’innesto più sbagliato che i turchi potessero fare, anche perché snatura non poco il gioco offensivo voluto da coach Blatt; l’occasione, però, era ghiotta e gli infortuni troppi per poter competere verso un posto nella griglia Playoffs, così il Darussafaka se n’è assicurato le prestazioni. Centro anacronistico ma dal talento indiscutibile, il croato classe 1997 pecca di costanza ma rimane un giocatore capace di dominare – fisicamente e tecnicamente – qualsiasi avversaria, quindi anche il Real Madrid. Nell’unico precedente stagionale, Zizic aveva chiuso con una doppia-doppia da 11 punti e 10 rimbalzi, ma dopo quel match era entrato in una spirale abbastanza negativa. Vederlo battagliare con Ayon, comunque, potrebbe essere un vero piacere per gli occhi, anche perché il croato ha dimostrato di poter matchuppare con qualsiasi avversario, anche con quei centri cari alla pallacanestro contemporanea (quindi Hunter, per intenderci) e di non soffrire lo status del rookie nella competizione. Rimane una sola incognita: le scelte offensive che il Darussafaka appronterà in questa Serie, poiché Zizic è un giocatore che vuole essere coinvolto anche in fase offensiva e non si limita ad essere macchina da rimbalzi o stoppate.

CSKA MOSCA – BASKONIA VITORIA GASTEIZ

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Sarebbe fin troppo facile citare Nando De Colo – alla terza stagione coi moscoviti, tutte concluse finora con un 50-40-90 a stagione di media, di cui si parla davvero poco – poiché il francese, insieme a Teodosic, è la mente e il braccio armato di una corazzata che punta al back-to-back. Così, scelgo quello che è il miglior 4 d’Europa per versatilità e completezza, eccezion fatta forse per il Melli visto in quest’annata al Bamberg: Andrey Vorontsevich è il prototipo dell’ala grande contemporanea, capace di dominare in ambo le fasi del gioco, e macchina infallibile dal perimetro. Non a caso, in Regular Season ha chiuso con un 50.5% da tre punti (49/97), risultando il secondo miglior giocatore del CSKA dietro solamente ad Antonov (il quale però ha giocato decisamente meno di Vorontsevich). All’undicesima stagione con i moscoviti, il classe 1987 è pronto a battagliare contro un front-court – quello basco – che sembra poterlo soffrire molto per caratteristiche.

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Se Vorontsevich è il miglior 4 in EuroLeague, Hanga è il potenziale miglior all-around player presente sulla scena della massima competizione europea per club. Già ad Avellino aveva mostrato le sue potenzialità, ma nelle ultime due stagioni in EL coi baschi ha portato il suo gioco a un livello superiore, risultando spesso e volentieri il giocatore chiave per la squadra di coach Sito Alonso. Quarto miglior realizzatore del Baskonia in Regular Season (10.6 ppg), secondo rimbalzista (4.5 rpg) e secondo assistman (2.3 apg): se i numeri non dicono tutto, è sicuramente vero che però dicono molto rispetto alla stagione di un giocatore. Ciò che stupisce di più, comunque, sono le potenzialità difensive di Hanga: oltre agli 1.2 recuperi e alle 0.7 stoppate di media a partita, il talento ungherese si fa notare per saper difendere praticamente su 3 (o forse 4 ruoli) e per le letture difensive, che lo rendono uno dei migliori nel ruolo. Offensivamente manca ancora di solidità e fluidità nella meccanica da oltre l’arco, ma le percentuali quest’anno sono cresciute non poco (33.3%, frutto di un 34/102, contro il 27.9 della scorsa stagione, con 17/61).

PANATHINAIKOS SUPERFOODS ATENE – FENERBAHCE ISTANBUL

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Una parabola tutta ascendente, da Omegna, passando per il Baskonia, fino a questa stagione con i Greens del PAO. Dalle F4 dello scorso anno all’essere il miglior sesto uomo di questa stagione di EuroLeague. Mike James si presenta – come del resto tutto il Panathinaikos di coach Pascual, autore di una cura non indifferente – in forma all’appuntamento con i Playoffs, sapendo di essere un giocatore offensivamente devastante. Contro il Fenerbahce ha già dimostrato di poter far molto male: era il 18° turno quando ad Istanbul, James ne mise a referto 25 (9/11 al tiro) con anche 2 assist e 2 recuperi, che fruttarono la miglior prova stagionale in termini di valutazione, almeno finora. A differenza dei risultati di squadra, però, James sembra riuscire a rendere meglio lontano da O.A.K.A. I greci, infatti, tra le mura amiche hanno perso solamente una volta in Regular Season (derby contro l’Olympiacos, all’ottava giornata), ma James sembra essere più a suo agio lontano da Atene. Aspetto da non sottovalutare, considerando che le due situazioni congiunte potrebbero portare a una netta vittoria dei greci.

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Stagione travagliata, quella del serbo: infortuni, ricadute, preoccupazioni varie. Eppure Bogdanovic rimane la punta di diamante di un collettivo sul quale gravano moltissime pressioni, considerato che migliorare significherebbe solamente alzare il trofeo (l’anno scorso fu Finale contro il CSKA, persa 96-101 in quel di Berlino). Detto che questa potrebbe essere la sua ultima stagione europea – i Kings lo vogliono portare in NBA, dopo averne acquisito i relativi diritti nel Draft 2016 – va chiarita subito l’importanza del talento classe 1992 in una squadra che, senza di lui, ha perso ben 7 volte in 13 occasioni finora. Bogdanovic è il fulcro di un Fenerbahce che, a causa di infortuni e di ricadute, non ha potuto instaurare un sistema di gioco affidabile anche quando le stelle fossero out per cause di forza maggiore. Sloukas rimane uno dei migliori playmaker in circolazione – Teodosic non fa testo, come non lo fa Spanoulis – mentre Udoh è attualmente il miglior centro della competizione (anche se l’eterno Hines spiega ancora molti fondamentali a tutti). Bogdanovic, però, rimane il giocatore dalle cui mani passerà la maggior parte delle iniziative: non solo per talento, ma anche per carisma e leadership il serbo è sicuramente l’arma in più di una squadra che vuole completare nel migliore dei modi un triennio più che positivo.

OLYMPIACOS PIREO – ANADOLU EFES ISTANBUL

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I Reds di Atene arrivano ai Playoffs con più certezze rispetto ai turchi, ma l’Efes è un cliente più scomodo di quanto non dica il sesto posto in Regular Season e il record di 17 vittorie e 13 sconfitte. L’Olympiacos è la miglior squadra a rimbalzo (37.1 rpg) e la seconda per stoppate (3.3 bpg): in questi aspetti statistici, Khem Birch è un giocatore fondamentale, nonostante un ultimo mese europeo non certo positivo. Il centro canadese ha impressionato non poco in questa sua prima stagione europea, sopratutto per capacità difensive: rim-protector, buon rimbalzista, dotato di mezzi fisici da primo della classe, Birch avrà il compito di contenere un giocatore come Bryant Dunston, da anni uno dei migliori centri undersize d’Europa. Ovviamente le fortune dei greci passeranno molto dalle mani di Kill-Bill, alias Vassilis Spanoulis, e dal rendimento di Green e Mantzaris, ma il rendimento di Birch sarà fondamentale soprattutto in trasferta.

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Se Hanga è l’ala più all-around presente in EL, per lo meno a livello statistico Honeycutt gli è subito dietro. Autore di exploit importanti – sia per punti realizzati (high di 21 contro il Maccabi), sia per rimbalzi catturati (high di 13 contro Pana e Stella Rossa) – il ventiseienne statunitense è una freccia importante nella faretra dei turchi di coach Perasovic. Giocatore versatile, capace di passare dall’essere atleticamente devastante al dominare per tecnica e letture offensive, Honeycutt è il miglior elemento di una second unit che, comunque, può contare anche sul talento di Thomas. In una Serie che si preannuncia comunque equilibrata, proprio i cambi potrebbero fare la differenza, ed ecco che l’importanza dell’ex-Khimki torna alla ribalta: da migliorare le percentuali, da affinare la connection con alcuni elementi del roster turco, da ridurre al minimo le forzature contro una delle migliori difese d’Europa. Premesso tutto ciò, Honeycutt potrebbe essere la chiave per aprire la porta di quel corridoio che condurrebbe alle F4 per la squadra allenata da Perasovic.

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