Liga Endesa, Big Match: Valencia dura un quarto, Malaga continua la sua corsa

di Elio De Falco

 

VALENCIA – Non riesce a rialzare la testa Valencia, che paga anche un Sato a mezzo servizio dopo il piccolo infortunio alla caviglia che ne limita il minutaggio. Malaga invece corre, e tanto, spinta da una regia illuminata di Granger che lascia da parte la realizzazione (solo 4 punti) per dedicarsi al disegno di assist (ben 9) che gradiscono in particolare Kuzminskas (18) e Thomas (17).

La partenza é condizionata dall’infortunio di Sato, con Malaga che approfitta per portarsi subito a +7, complici le due bombe di Toolson, ma il ritorno dell’ex Siena permette a Perasovic di riprendere il piano tattico iniziale con Lucic nello spot di ala forte tattica, ne giova il gioco taronja e sull’asse Ribas-Dubljevic i padroni di casa ribaltano la situazione riportandosi avanti al suono della sirena del 10’ (22-19).

Perasovic opera il cambio in cabina di regia ricorrendo a Nedovic ma alla buona vena realizzativa non riesce ad accomunare fluiditá nell’organizzazione, al contrario l’ex di turno Markovic si esprime al meglio nel secondo campo facendo poco in termini di punti ma facendo sentire comodi i compagni. Malaga trae il giovamento che cercava dall’ingresso del serbo e comincia a macinare bel basket e fa saltare il piano Perasovic caricando Lucic di tre falli. Senza il maggior baluardo difensivo avversario, gli uomini di Plaza fanno valere il loro dominio a rimbalzo e la mano calda di Thomas. All’intervallo é +6 Malaga (33-39)mentre sulla Fonteta ricominciano ad aleggiare i soliti, recenti, fantasmi.

Ed é evidente che gli spettri facciano sempre piú paura ad una Valencia confusa che torna dagli spogliatoi senza uno straccio d’idea, priva di Sato che non ce la fa a proseguire e cannoneggiata da Thomas che si avvale della scorta dell’ex Sassari Calebb Green per raggiungere il massimo vantaggio a quota +15 (36-51) e costringere il tecnico di casa a chiamare un Time Out per convocare l’unitá di crisi ed evitare la catastrofe imminente. Il minuto di sospensione regala calma ai taronja ma questi difettano nella precisione e ed il miglioramento non viene premiato, solo capitan Martinez e Ribas mantengono le distanze a 12 punti (48-60 al 30’) ed un barlume di speranza alla sirena dell’ultima pausa.

L’ultimo quarto non cambia la musica e Valencia sbatte contro l’imprecisione, cercando di sconfiggere sé stessa piú che Malaga, che invece ne approfitta con Kuzminskas, abile a perforare ripetutamente il canestro per il nuovo massimo vantaggio (51-67 al 34’) che scatena la contestazione della Fonteta.
La partita si chiude qui, a 6’ dal termine, ed il resto é garbage time in cui gli ospiti, apparsi decisamente piú solidi, permettono a Valencia di rientrare fino al -11 finale.

La contestazione, l’impotenza, la confusione, ecco gli ingredienti di una Valencia che venerdí giocherá una partita da dentro-fuori contro il Galatasaray. Finisce fischiata, quasi misconosciuta dai suoi stessi tifosi, una squadra che, come testimonia il 4-4 in classifica, non é né carne né pesce, che si trascina in un anonimato grigio, asettico, e per questo ancor piú snervante.
68% ai liberi, sotto in tutti i fondamentali, Valencia cozza contro la maggiore maturitá di una Malaga che ha abbandonato il bozzolo costruito l’anno scorso e da crisalide é diventata una farfalla che ama volare alto, lí dove stava proprio Valencia lo scorso anno.

Ora entrambe affronteranno l’impegno europeo, ma ci arrivano in maniera diametralmente opposta.
Malaga é tornata grande.

VALENCIA BASKET – UNICAJA MALAGA 64 – 75

VALENCIA:
Vives 7, Martinez 11, Sato, Lucic 6, Lishchuk 5 – Starting Five.
Ribas 7, Nedovic 10, Dubljevic 11, Loncar 2, Aguilar, Harangody 5.

Rimbalzi: Harangody 7
Assist: Ribas 7

MALAGA:
Granger 4, Toolson 6, Kuzminskas 18, Green 10, Vazquez 6 – Starting Five.
Markovic, Vasileiadis 4, Thomas 17, Suarez 2, Stefansson 4, Golubovic 4.

Rimbalzi: Kuzminskas 6
Assist: Granger 9.

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