Nemanja Nedovic: “A Milano avevo sempre una piccola paura. La pausa mi ha aiutato”

La stella del Panathinaikos Nemanja Nedovic ha rilasciato una lunga intervista a SDNA, dove ha parlato anche dei suoi due anni all’Olimpia Milano.

di La Redazione

Subito dopo il career high della scorsa settimana, Nemanja Nedovic si è raccontato in una lunga intervista a SDNA, portale sportivo greco.

Ha parlato di questa stagione, del suo passato, delle città dove ha giocato e vissuto, del Panathinaikos con e senza pubblico, e ovviamente dei suoi anni a Milano. Le sue quotazioni erano crollate dopo un biennio all’Olimpia purtroppo ricco di tanti infortuni.

 

Domanda: C’è mai stato un momento negli ultimi due anni a Milano in cui ti sei sentito fragile, sia fisicamente che mentalmente?

“Sono sempre stato molto bravo di testa, molto forte dal punto di vista mentale. Però, dall’altra parte, fisicamente mi dava fastidio il fatto che dopo gli infortuni avessi sempre una piccola paura, che mi ha trattenuto dall’essere al 100%. Non sono mai stato in grado di spingermi oltre a quanto avrei voluto, temendo una ricaduta degli infortuni. Questo pensiero era nel mio subconscio, ma purtroppo c’era.

Poi il coronavirus. Ha causato danni in tutto il mondo, ma il periodo di astinenza mi ha giovato per quanto riguarda il basket. Ho avuto sei mesi per stare solo con me stesso e il mio corpo, per scoprire quali fossero i problemi. Nonostante il male dato da questa pandemia, sono stato comunque fortunato”

 

Domanda: Nel Panathinaikos sembri comunque molto più di “acciaio” piuttosto di “cristallo”, come credevano a Milano… 

“Come detto, di testa sono davvero duro. Ho attraversato un periodo difficile, ho avuto infortuni ogni mese, ma pensavo sempre positivamente.

Stavo cercando di scoprire cosa stava succedendo e come avrei potuto migliorare. Questo fa parte della mia persona, è quello che sono. Chi mi sta intorno lo sa e mi spinge in quella direzione. Gli altri mi criticano, ma questi problemi sono nel passato. Guardo al futuro e vorrei davvero dimenticare quello che è successo.”

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