Nubi sull’ABA Liga, verserebbe in gravi difficoltà finanziarie

Difficile appurare se le ultime notizie in merito al blocco dei conti correnti dell’ABA Liga siano vere o meno. Resta però il fatto che alcune storiche società del basket dell’ex Jugoslavia stanno attraversando un momento assai complicato, facendo fatica a far quadrare i conti societari.

di Mitja Stefancic

Recentemente sono usciti alcuni commenti in merito al difficile stato finanziario in cui verserebbe l’ABA Liga. Per dare peso alla notizia avremmo avuto bisogno di consultare i bilanci ed i dati finanziari che riguardano la società che gestisce il campionato delle principali squadre dei Paesi dell’ex Jugoslavia. La società ha come sigla economica j.t.d. (“javno trgovačko društvo”): si tratta dunque di una società che opera in forma di partenariato pubblico o sotto forma di società in nome collettivo. Come tale è regolarmente sottoposta a valutazioni finanziarie e alla disciplina amministrativa.

Stando a quanto riportato dal sito serbo nova.rs in data 06 ottobre, il conto bancario della Lega Adriatica (in base al codice Swift è possibile risalire alla filiale croata della Raiffeisenbank Austria con sede a Zagabria) sarebbe stato bloccato in assenza di garanzie e a causa dei conti in rosso. Ciò significherebbe che, qualora gli amministratori ed i legali rappresentanti della società non riuscissero a trovare una soluzione soddisfacente congiunta, l’intero torneo potrebbe saltare, terminando così ben prima della regolare conclusione.

Come detto, in assenza di dati finanziari da poter esaminare, risulta praticamente impossibile appurare se le suddette notizie siano del tutto attendibili o meno. Quel che si può invece constatare senza alcun dubbio è che – ad onore del vero – la pallacanestro in molte realtà dell’ex Jugoslavia ha perso di valore tra la gente. Non sono pochi i club, alcuni dei quali anche storici, che hanno dovuto far fronte a difficoltà di natura economica o che tuttora si trovano in impasse. Proviamo ad elencare alcuni esempi.

L’Olimpija Ljubljana è stata in passato la vera punta di diamante dello sport sloveno, ma negli ultimi periodi ha perso gran parte della competitività dapprima sul piano internazionale, poi su quello della Lega Adriatica, ed infine nel campionato nazionale sloveno. Solamente una recente fusione con il Cedevita Zagabria ha fatto sì che negli ultimi due anni la società sia ritornata ai livelli competitivi di un tempo – perlomeno nel campionato balcanico.

Il KK Primorska, giovane società con sede a Capodistria, sembrava destinata a prendere definitivamente il posto della suddetta Olimpija sia nel campionato sloveno che in quello della Lega Adriatica. Eppure, dopo una crescita repentina e costante, a fine del 2019 è giunta la notizia a ciel sereno che il club capodistriano era in procinto di vendere tutti i prezzi pregiati per ripianare i debiti accumulati in così poco tempo. Solo un miracolo ha fatto sì che la società potesse iscriversi in extremis al campionato sloveno 2020/21 e a quello di ABA Liga (ma con i risultati che sono quelli che sono, cioè zero punti in classifica al momento).

Se si va ad analizzare la situazione del Cibona, è facile intuire che anche la società della capitale croata non deve passarsela tanto bene in questo periodo. Grande squadra del passato, come lo dimostrano i molti trofei in bacheca, quest’anno il Cibona ha una rosa di giocatori composta da soli croati, ad eccezione di un cestista bosniaco (Mateo Drežnjak) ed un solo americano (Ronald Moore). Questo dato di per sé vorrà pur dire qualcosa.

Ma l’esempio più eloquente dell’impasse in cui si trova la pallacanestro in certe realtà dell’ex Jugoslavia è quello del KK Bosna. Come riportato dal sito balkaninsight.com in data 05 novembre, la società bosniaca, che ha ospitato un coach eccellente come Bogdan Tanjević, oppure un talento puro del basket come Mirza Delibašić, e che nel 1979 a Grenoble arrivò a sollevare il trofeo europeo, si troverebbe sull’orlo del fallimento. Qualsiasi ulteriore commento in merito al caso sarebbe a questo punto superfluo.

Infine, i dati degli anni passati che riguardo il numero degli spettatori ovvero le presenze del pubblico durante le singole partite, riportati dalla società che gestisce il torneo di basket adriatico, non sono stati entusiasmanti. Nel campionato 2019/20 abbiamo potuto osservare anche da vicino che i palasport come l’Arena Bonifika di Capodistria richiamavano mediamente attorno ai mille spettatori a partita ed erano pieni solo a metà anche per le gare in cui a scendere in campo erano la Stella Rossa oppure il Partizan. Un po’ poco…

Nel frattempo, le gare di ABA Liga continuano a svolgersi a porte chiuse (come del resto accade in molti altri campionati europei). Staremo a vedere a quanto ammonteranno i costi a conclusione di questo campionato di ABA Liga e se il saldo finale sarà negativo o meno.

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