Obiettivo Basket/3 – Prima di Milano – Barca, il “Clasico” a modo nostro…

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Scrivo queste prime righe prima del “clasico” a modo nostro: Barcelona vs EA7 Armani Milano. Almeno io lo vivo così. Da ragazzo penso di aver visto la maggioranza degli scontri tra squadre spagnole e Milano ed in particolare il Barca. Erano stati ribattezzati i Tano Belloni delle coppe internazionali: sempre  secondi … E Milano regolarmente vinceva con loro. Soprattutto quando la pallacanestro a Milano era firmata da Mike D’Antoni in campo, insieme a Meneghin, Gallinari padre, Franco Boselli e Roberto Premier e via via i vari mostri sacri americani che affiancavano i nostri: Bob McAdoo, JB Carroll, Earl Cureton, Russ Schoene, Kenny Barlow, Ricky Brown (ma ce ne sono tanti altri…).

Non so se questo giro Milano vincerà: se giocherà come ha fatto precedentemente alle Final 8, potrà giocarsela. Se avrà nella testa le ombre proiettate dalla Coppa Italia e soprattutto dalla contestazione di una frangia della tifoseria allora non ci sarà storia ma in negativo. E’ vero che anche i catalani hanno perso con un canestro allo scadere di Llull contro il Real ma la cosa è stata differente nei modi e la forma. Inoltre  il Palau Blau Grana,  ha un discreto fattore campo, ma quello non ci ha mai creato particolari problemi: l’importante è rimuovere i recenti fantasmi e giocare come con le altre avversarie di Eurolega. E’ difficile commentare quello che è successo in campo e soprattutto dopo, nel famigerato allenamento interruptus… Non siamo abituati noi del basket a queste cose da calcio (ancorchè becero anche se penso fatto con buone intenzioni) e Milano in particolare, che ha sempre avuto una tifoseria civile, non è abituata a questi momenti, ulteriormente  fuori luogo visto che la squadra è prima in campionato e sta facendo un’egregia figura nelle Top 16 d’Eurolega.

Certo una partita secca la puoi sbagliare e se capita in una situazione come quella delle Final 8 brucia ulteriormente. Ma tra il rimanerci male e far partire accuse nei confronti dell’impegno dei giocatori, c’è una certa differenza. Sto parlando di Milano ma questa situazione, andando a memoria, di accuse a giocatori “avvistati” in discoteche  e poi considerati cause di sconfitte delle rispettive squadre non è nuova, due nomi tra tantissimi altri : Andrea Meneghin e Pozzecco, tutti e due passati da Varese (con uno scudetto e una Supercoppa vinte) frequentando  anche le discoteche milanesi e poi migrati a Bologna in sponda Fortitudo.

Sarà che a Bologna il basket viene vissuto molto più intensamente (causa anche lo scomparso derby con la Virtus), e immediatamente vennero indicati in tempi diversi come colpevoli di scarso impegno perche visti in vari locali bolognesi. L’importante è la capacità di gestirsi e i due ex-varesini, come alcuni giocatori di Milano, la hanno ampiamente dimostrata. Il discorso potrebbe essere ampliato ma andremmo fuori dal seminato: un giocatore professionista deve saper gestire fisico ed emozioni, punto. Poi si ammazza di donne e nottate allegre e vince, oppure fa il frate trappista in casa e perde, è solo una questione di testa. Speriamo che le squadre italiane ce l’abbiano.