Rookies Overseas #2: Liga Endesa. King Kyle, signore di Louisville e il ‘Pescatore’ del Bronx

0

Seconda puntata del nostro focus sui migliori americani esordienti nel vecchio continente. Questa settimana ci occupiamo della Liga ACB, il massimo campionato spagnolo:

 

crimsoncast.comRobbie Hummel è un ragazzo ambizioso e di talento e ha qualche buon motivo per sperare che la sua prima stagione in Europa corrisponda anche alla sua ultima. Non è solo sano ottimismo, ma anche il frutto di un accordo tra lui, il suo agente Mark Bartelstein e i Minnesota Timberwolves, squadra che lo ha scelto col numero 58 nello scorso Draft e con la quale ha disputato la Summer League, che prevede un anno overseas prima di tornare a Minneapolis e riprovarci la prossima estate. Il ventiquattrenne di Valparaiso, Indiana, avrebbe potuto già esserci nella Big League, se non fosse stato per il, purtroppo, ottimo feeling instaurato tra lui e gli infortuni. Infatti dopo una super stagione da freshman a Notre Dame (primo Boilermakers al primo anno ad essere inserito nel primo quintetto All Big Ten) e una crescita costante durante il secondo anno, sono iniziati i problemi fisici che hanno riguardato prima la schiena, costringendolo a saltare diverse partite in stagione, e poi, soprattutto, il ginocchio. Hummell si è rotto il crociato anteriore sul finire della sua terza stagione ed è incappato nello stesso infortunio all’inizio del suo anno da senior, fatto che gli ha precluso l’intera annata ma che gli ha permesso di avere una redshirt (in sostanza, la possibilità di restare al college un ulteriore stagione). Nell’ultimo anno si è trovato per la prima volta senza i compagni JaJuan Johnson e E’Twaun Moore, e con 16,4 punti, 7 rimbalzi e 2 assist di media ha guidato Notre Dame al sesto Torneo NCAA consecutivo; nella sua ultima gara della carriera universitaria ha affrontato Kansas sfidando in duello Thomas Robinson, contro il quale ha segnato 22 punti nel solo primo tempo (26 totali con 9 rimbalzi). Hummell è un’ala di 2,03 che sa fare abbastanza bene un po’ tutto su un campo da basket, ma è soprattutto un ottimo tiratore con ampio raggio di tiro, buon rimbalzista offensivo, discreto passatore dotato di intelligenza sopra la media. Dalla lunetta è glaciale, specialità che gli ha fatto battere molti record a Notre Dame, ma deve diventare un difensore migliore in questo anno europeo, anche se è sotto il par come atletismo e soffre i numero 3 atletici. Ha iniziato la stagione a Obradoiro in ritardo, indovinate perché? Altro problema al ginocchio. Questo si che può essere un vero limite per un ragazzone di due metri. Al momento il suo anno da rookie in Europa procede molto bene, le sue statistiche parlano di quasi 10 punti a gara in 19 minuti con buone percentuali dal campo e dall’arco, oltre ai 4 rimbalzi, ma essendo reduce da due interventi al ginocchio piu’ varie ricadute nell’arco di tre anni le cose, se riuscirà a stare lontano dagli infortuni, potranno solo migliorare.

 

badalonaprop.comE’ alla prima stagione in Liga ACB Corey Fisher, playmaker venticinquenne di 1.85 che ha già assaggiato la pallacanestro europea durante la scorsa stagione passata in Turchia nelle file dell’Antalya. Storia particolare la sua, ragazzo cresciuto nel Bronx e nipote di un ex noto signore della droga newyorchese, Guy Fisher, nonché ex primo proprietario nero dell’Apollo Theatre in piena Harlem, Corey è passato alla storia nei playground della Grande Mela nel 2010 per aver battuto il record di punti in gare di strada che apparteneva al grande Fly Williams (100 punti nel 1978), segnandone 105 in una gara di un torneo estivo giocato al Watson Gleason Playground, nel Bronx ,grazie ad un impressionante 23/28 dai tre punti. Da buon newyorkese non fa della timidezza la sua prerogativa, e lo dimostra sul campo dove nonostante la bassa statura non esita e anzi adora buttarsi in penetrazione e ricevere contatti, spesso inventandosi canestri appunto, da campetto. Ha un buon primo passo del quale tende ad abusare essendo sempre stato, al college, uno che prima pensava al canestro e poi ai compagni, ma è migliorato tantissimo nel playmaking e nelle letture nel suo anno da senior, dove dopo l’addio alla carriera universitaria di Scott Reynolds (il play attualmente di Brindisi) ha avuto molti piu’ minuti da playmaker, ed è arrivato in Europa come un giocatore molto piu’ in controllo e molto meno attratto dal canestro, anche se segnare gli piace ed è un buon realizzatore grazie anche ai passi avanti fatti nel tiro dall’arco, nel quale ha un NBA range . A Villanova è stato sesto uomo dell’anno nella Big East da sophmore (anno nel quale i Wildcats sono arrivati alle Final Four) e ha chiuso l’anno da senior con 15 punti e 5 rimbalzi di media. Non scelto al Draft 2011 ha firmato nel luglio 2011 con l’Antalya dove è stato il go to guy della squadra con 17 punti di media in 34 minuti con 4.4 assist, 3.5 rimbalzi e 1,1 palle rubate, e superando i venti punti in ben dodici occasioni. Ad agosto 2012 è passato alla Joventut Badalona dove è il miglior marcatore della squadra con 13,9 punti di media, 2.2 rimbalzi e 2.6 assist, e un season high 29 punti segnati contro il Canarias. In sostanza, playmaker che cresce di partita in partita e sul quale potrebbe essere giusto scommettere.

 

zonadostres.comKyle Kuric, classe 1989, guardia di 1.93, è arrivato in Spagna la scorsa estate firmando un contratto con l’Estudiantes di Coach Vidorreta, dopo aver disputato nel suo anno da senior al college la Final Four con la Louisville di Rick Pitino, poi Campione quest’anno, venendo sconfitto in semifinale dalla super Kentucky di Calipari. Kuric è stato il miglior marcatore della squadra nell’ultimo anno con 12.6 punti a gara, sopra anche ai Russ Smith e Peyton Siva che tanto ci hanno impressionato in questa stagione, ed è chiamato King Kyle dai tifosi dei Cardinals. La scorsa stagione ha occupato per la maggior parte il ruolo di small forward, finendo al terzo posto nella Big East per percentuale da tre punti (45%, 70/156), e con un massimo in carriera di 28 punti contro Notre Dame in una partita in cui è andato a segno con una schiacciata (non propriamente la sua miglior specialità) talmente spettacolare che ha vinto il premio di Dunk of the Year 2011. Ha vinto anche un titolo di giocatore della settimana nella Big East dopo aver realizzato una media di 25.5 punti, 5.5 rimbalzi con 9/14 dall’arco dei tre punti nelle gare contro Syracuse e Illinois del febbraio 2011. Ragazzo dell’Indiana, dall’elevato IQ cestistico, tifoso dei Lakers e fanatico di Kobe Bryant e Roger Federer, ha avuto l’opportunità di un workout con gli Indiana Pacers prima di sbarcare in Europa e firmare il suo primo contratto professionistico. Nell’Asefa Estudiantes si divide lo spot di guardia con Carl English e può giocare minuti da numero 3 a seconda delle varie situazioni gara pianificate da Vidorreta. La squadra non è tra le migliori della Liga ACB, campionato peraltro al quale non avrebbe dovuto partecipare vista la retrocessione dello scorso anno e il ripescaggio causa mancata iscrizione del Canarias, ma sorprendentemente si trova al decimo posto e in piena corsa per un posto nei playoffs. La sua prima stagione da pro è senza dubbio positiva, non tanto o solo per i numeri (9,5 punti a gara tirando il 62% da due e il 42% da tre, con 2 rimbalzi di media in 19 minuti di utilizzo), ma per gli evidenti miglioramenti con la palla in mano. A Louisville era soprattutto un tiratore spot-up, adesso oltre a trattare meglio la palla ha piu’ possibilità di crearsi un tiro dal palleggio o di andare in penetrazione. In difesa soffre particolarmente le guardie atletiche, ma anche in questo caso si registrano passi avanti. Tutto sommato un giocatore di cui siamo sicuri sentiremo parlare anche nei prossimi anni, difficilmente lo vedremo fare il viaggio contrario per la NBA, ma una buona/ottima carriera europea è assolutamente alla portata di King Kyle.

 

thesportsbank.netQualcosa di piu’ dal primo anno europeo di William Buford era lecito aspettarselo. Il ventitreenne di Toledio, Ohio, era sbarcato in Spagna con buone credenziali dopo una carriera collegiale completa (quattro anni) dove aveva mostrato caratteristiche tecniche e fisiche che apparentemente ben si sposavano con quello che solitamente viene ricercato in una guardia americana appena uscita dall’Università. I propositi, come detto, erano piu’ che buoni e infatti Buford ha iniziato la stagione nel Blusens Mombùs giocando trenta minuti nella prima partita (massimo in stagione) e una media di 22 minuti a gara nelle prime sette gare, fino a metà novembre, a dimostrazione del fatto che l’Obradoiro aveva per l’ex Ohio State dei piani da quintetto base e da giocatore fondamentale per la squadra. Ma le risposte sul campo non sono arrivate, le sue percentuali dai tre punti sono state disastrose (2/16 nel suo primo mese e mezzo) complice anche una meccanica di tiro rivedibile: poca elevazione e lento rilascio della palla. Così è arrivata l’esclusione dal quintetto di partenza e la riduzione drastica dei suoi minuti in campo da parte di coach Moncho Fernandez. Buford gioca circa 14 minuti a gara come cambio del ceco Pumprla segnando solo 4 punti di media e con percentuali bassissime. Il suo declino è iniziato nel suo anno da junior a Ohio State, dove era arrivato come una delle migliori guardie tra la classe dei giocatori usciti dalla high school nel 2008 e, per fare un accostamento con un altro ex Buckeyes, veniva descritto come il nuovo Michael Redd. L’anno da freshman e da sophmore sono stati ottimi, tanto che si ipotizzava un suo addio anticipato dal college per dichiararsi al Draft NBA, le sue medie al primo anno erano di 11,3 punti e 4 rimbalzi (freshman dell’anno nella Big Ten), diventate di 14,4 con 6 rimbalzi l’anno successivo. Poi le maggiori responsabilità, complice anche l’abbandono di Evan Turner, hanno messo a nudo i suoi limiti, come quelli difensivi e come la scarsa capacità di crearsi un tiro dal palleggio. Le cifre sono rimaste buone (intorno ai 14 di media con 5 rimbalzi) e Buford è stato inserito nel secondo quintetto della Big Ten, ma non c’è stato quell’upgrade che si aspettava da lui. Non scelto al Draft ha fatto la Summer League con i Minnesota T’Wolves giocando solo due partite, prima della firma in agosto col Club di Santiago de Compostela. In sostanza, il suo primo anno è un flop, ma potrebbe essere presto per bocciarlo definitivamente, considerando anche il livello del campionato in cui ha esordito in Europa.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here