Rookies Overseas #6: Francia, LNB – Shurna e Abromaitis, americani del vecchio continente, l’energia di Brockman e il sorprendente Buckey

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Sesta puntata del nostro focus sui migliori americani esordienti nel vecchio continente. Questa settimana ci occupiamo della Lega francese.

 

 John Brockman (Limoges) – F

 

Chi cerca un giocatore di pura energia può rivolgersi a “The Brockness Monster”, meglio conosciuto come Jon Brockman, ala ventiseienne di 2.01, miglior rimbalzista di sempre alla Washington University e secondo marcatore assoluto dell’ateneo, dove nell’anno da freshman era compagno di squadra di Brandon Roy e del romano Bobby Jones. Famoso anche su web per i numerosi trick shot coi quali si esibisce in allenamento, è attualmente il miglior rimbalzista della LNB (10.7 a partita). Nei suoi quattro anni al college ha tenuto una media di 14 punti e 10 rimbalzi (17.8 e 11.6 al terzo anno, il suo migliore), prima di essere scelto al numero 38 nel Draft 2009 dai Portland Trail Blazers e subito scambiato coi Sacramento Kings (in cambio di Jeff Pendergraph) coi quali ha disputato la Summer League di Las Vegas (5 punti e 9 rimbalzi a gara). Nella NBA ha totalizzato 150 presenze, la maggior parte con i Milwaukee Bucks, con 10 partenze in quintetto, 2 punti e 3 rimbalzi di media. Alla fine della stagione 2012 trova un accordo con gli Houston Rockets, ma a causa di un serio problema all’occhio destro (resterà senza vista per un mese) viene tagliato. Arriva la chiamata del Limoges , squadra promossa nella massima lega francese lo scorso anno, che Brockman accetta pensando in un primo momento che si tratti di un veloce pit stop prima di tornare in NBA, ma rendendosi presto conto che la pallacanestro europea è molto migliore di quello che lui si aspettava e aprendo ad un possibile rinnovo a fine stagione, dato che in Francia pare trovarsi benissimo anche fuori dal campo. E’ amatissimo dal suo coach Giannakis (ex Olympiacos e nazionale greca) per l’energia e la voglia di lottare su ogni palla che mette sul parquet, colma il gap di centimetri con l’aggressività con la quale va a rimbalzo, visto il suo non super atletismo. Sta viaggiando a medie di 11 punti e quasi 11 rimbalzi in 30 minuti di utilizzo, con un massimo di 18 rimbalzi catturati per ben due volte in stagione e con  otto gare in cui ha strappato almeno 5 rimbalzi offensivi. In sostanza, se lo cercate aggressivo, energico, magari anche un tantino grezzo o sporco, the Brockness Monster può fare per la vostra squadra.

ktgr.com

 

 

 

Marcus Denmon (Chalon) – G/PG

 

23 anni, playmaker di 1.91 di Kansas City, Marcus Denmon sta impressionando positivamente al suo primo assaggio di basket professionistico, anche se la sua avventura era iniziata sotto il segno della sfortuna. All’esordio nel campionato francese contro il Villeurbanne si è infatti infortunato al piede destro ed è stato costretto a passare sotto i ferri, tornando in campo soltanto a fine gennaio. La sua carriera universitaria a Missouri era iniziata da riserva nei primi due anni, per poi essere protagonista della squadra che nel 2011 aveva ottenuto la seed n.2 al Torneo NCAA, con medie di oltre 17 punti e 5 rimbalzi negli ultimi due anni. Scelto alla penultima posizione (59) al Draft 2012 dai San Antonio Spurs, firmando però a luglio con lo Chalon. Le sue statistiche parlano di oltre 30 minuti di utilizzo con 12 punti, 3 rimbalzi e 2 assist con il 40% da tre punti (35-88). Sono suoi compagni di squadra l’ex bolognese Ilian Evtimov e l’ex Duke Shelden Williams, marito della splendida giocatrice delle Los Angeles Sparks, Candace Parker. Denmon è soprattutto un realizzatore, un buon tiratore perimetrale da ampio raggio e dalla gradevole meccanica, e un giocatore versatile ed efficiente grazie anche alle buone selezioni di tiro, raramente lo si vede forzarne uno, e al buon IQ cestistico di cui è dotato. In difesa ha buone mani e nonostante la poca massa muscolare muove bene i piedi lateralmente. Ha già espresso ambizioni di diventare allenatore al termine della carriera, altro segnale sintomatico della sua conoscenza del gioco. Nell’anno da senior a Missouri ha giocato da guardia, con anche minuti da ala piccola, e ha avuto 61 assist contro le sole 32 perse, venendo eletto nel primo quintetto All-Big Ten nel 2011. Da guardia soffre la stazza delle guardie avversarie, ed è impiegato soprattutto da play, dove però ha qualche difficoltà nel crearsi il tiro dal palleggio. Ci aspettiamo di vedere altri miglioramenti da Denmon, giocatore senza dubbio tra i piu’ interessanti tra quelli di cui abbiamo parlato in questa rubrica.

blog.syracuse.com

 

 

Tim Abromaitis (Villeurbanne) – F

 

Stella all’Università di Notre Dame, ala di 2.03 per 107 kg., Abromaitis ha passato cinque anni al college dopo aver ricevuto una redshirt, ed essere stato vicino a riceverne un’altra per restare un sesto anno. Infatti, nel 2011 si è rotto i legamenti del ginocchio dopo sole due gare stagionali, ma nonostante le richieste non ha ottenuto un ulteriore anno di eleggibilità come accaduto, ad esempio, a Robbie Hummel a Purdue (altro Rookie overseas di cui abbiamo parlato quando abbiamo dato uno sguardo al campionato spagnolo). A causa di quell’infortunio che non gli ha permesso di poter giocare fino allo agosto scorso, non ha potuto partecipare alle combine pre draft o essere invitato alla Summer League. Prima del college non era minimamente previsto un suo exploit come possibile giocatore NBA, ma è diventato uno dei migliori tiratori della nazione a livello universitario anno dopo anno. Atleta non straordinario, ma dotato di ottima statura per essere un eccellente tiratore, con rilascio veloce e alto, elevandosi molto in aria coi piedi. E’ inoltre un ottimo tiratore di liberi. Piuttosto limitato nel resto dei fondamentali, esegue buoni tagli e si muove bene senza palla, ma non è un grande trattatore della stessa quando ne è in possesso, e nonostante la sua statura che spesso gli permette di affrontare guardie molto piu’ basse, non ha grande esplosività o gioco in post basso per poter avere soluzioni comode. In difesa è bravo sulle linee di passaggio ed ha una buona lettura delle varie situazioni, in sostanza un giocatore per il quale sono ben chiari pregi e difetti. Ottimo ai liberi. In Francia gioca 21.7 minuti, con 9.4 punti col 56% dal campo, 4.4 rimbalzi, col 56% dal campo e il 43% da tre, con un massimo stagionale di 22 punti e una gara da 5/6 da tre con 17 punti in 17 minuti contro Gravelines a fine anno. La sua squadra affronterà il Le Mans nel primo turno di playoffs  dopo aver conquistato il terzo posto in stagione regolare.

 

www.basketnews.net

John Shurna (Strasbourg) – F

 

Straordinaria carriera collegiale anche per John Shurna, ventitreenne ala di 2.06 per 100 kg., che a Northwestern ha battuto il record di punti sia totali che in stagione singola, oltre a quello di partite giocate (130) e di stoppate (138), ed essere stato nominato tre volte All-Big Ten e addirittura All-American nel 2012. Nell’anno da senior ha viaggiato alla media di 20 punti a partita, con tre partite sopra i 30 punti in stagione e un career high di 37. Undrafted, ha disputato la Summer League con gli Atlanta Hawks e in seguito la pre-season con i New York Knicks mettendo piede in campo in cinque partite, prima di sbarcare a Strasburgo dove ha trovato una squadra con molto veterani pronti ad aiutarlo nell’inserimento. Shurna è uno dei primi cambi dalla panchina ed è  considerato un pieno di energia a gara in corso; ha iniziato la stagione come ala forte ma nell’ultima parte viene impiegato da numero 3. La sua stagione è positiva sia per l’andamento della squadra (seconda in classifica, affronterà il Dijon ai playoffs) che per la sua crescita. Le sue cifre parlano di 21 minuti di utilizzo, 8 punti, il 47% da tre punti (44/93), 3 rimbalzi, e un complessivo 17/21 dalla lunetta, con un massimo in stagione di 19 punti contro lo Chalon. Sicuramente sotto il par come atletismo e forza, ma ha l’abilità di essere spesso nella mattonella giusta del campo quando serve, grazie alla buona conoscenza del gioco, e di fare le piccole cose utili alla squadra. Come tiratore è letale soprattutto off the catch, ma la sua etica al lavoro e la sua pazienza sono stati fattori decisivi nel farlo diventare un giocatore professionista. In difesa ha avuto qualche problema al college a marcare le power forward avversarie a causa della sua poca stazza e forza fisica, e anche in Francia è stato retrocesso al ruolo di ala piccola anche per un discorso difensivo.

 

www.catch-and-shoot.com

Dwight Buycks (Gravelines) – PG

 

La vera scoperta tra i rookies americani sbarcati in Francia in questa stagione, ma potremmo dire in generale in tutta Europa, corrisponde al nome di Dwight Buycks,  playmaker scelto si al secondo giro lo scorso anno, ma nel Draft della D-League dai Tulsa 66ers, non propriamente i Philadelphia 76ers della NBA. Dopo due anni all’ Indian Hills Community College si trasferisce a Marquette, scuola che conosce bene essendo nato a dieci minuti dall’ateneo, nei pressi di Milwaukee. Alla terza esibizione in maglia Golden Eagles sfiora la tripla doppia (10 punti, 10 rimbalzi e 7 assist), e in totale collezionerà quaranta gare in quintetto su sessantotto alzando le sue medie non strabilianti nell’anno da senior (8.8 punti, 3,4 assist, 3,1 rimbalzi) . L’espereinza in D-League dura ventotto partite (15 punti di media), prima di accogliere la chiamata dell’Ostenda che lo cerca per il finale di stagione 2012 in Belgio. Esordisce così in Europa giocando quasi subito i playoffs, anche se viene poco utilizzato, e vince il campionato belga all’overtime della decisiva gara 5 contro lo Spirou. In estate viene cercato anche in Italia, Biella pensa a lui per affidargli la regia che fu di Jacob Pullen, e anche Casale in Leagadue lo ha seguito con attenzione. Finisce per firmare in Francia con il Gravelines dove, piuttosto sorprendentemente, di partita in partita prende in mano la squadra fino ad averne le chiavi, guidando i suoi al primo posto in regular season (21-9) da miglior marcatore della squadra (18.2 punti, secondo assoluto nella LNB dietro all’ex North Carolina e Montegranaro Sean May), giocatore piu’ utilizzato (31,6 minuti), giocatore con piu’ tiri tentati e segnati, e con piu’ palle rubate. Primo anno in Europa assolutamente oltre le attese per quanto visto al college, se i suoi margini di miglioramenti non dovessero essere esauriti varrà la pena puntarci.

 

www.catch-and-shoot.com

Drew Viney (Orleans) – F

 

Uscito dalla Loyola Marymount University di Los Angeles alla fine della stagione 2012, Drew Viney ha iniziato la sua prima stagione da professionista in Polonia con la maglia del Prokom, prima di arrivare alla corte di Philippe Herve nello scorso dicembre per giocare nel campionato francese con l’Orleans. Ala di 2.03, ha le caratteristiche del lungo europeo, possiede un ottimo tiro da fuori, vero motivo per cui si guadagna da vivere, e mostra buona attitudine al gioco aggressivo, talvolta sporco. Ha iniziato la carriera universitaria al prestigioso college di Oregon, ma dopo la prima stagione in cui è stato poco utilizzato si è trasferito a Loyola Marymount, collezionando 16 punti di media e oltre 6 rimbalzi dopo aver saltato la stagione 2008/09 a causa del trasferimento. Non scelto allo scorso Draft, è stato comunque chiamato dai Miami Heat a far parte della Summer League, con medie piu’ che confortanti nelle pochissime gare giocate (9,5 punti, 5,5 rimbalzi). In stagione ha avuto anche la possibilità di scendere in campo in Eurocup, anche se arrivando solo a fine dicembre all’Orleans è sceso in campo soltanto in una partita, peraltro contro Sassari, segnando 7 punti con 6 rimbalzi in 17 minuti. In campionato viaggia alla media di 8 punti in 24 minuti con buone percentuali dall’arco dei tre punti (47%), 4 rimbalzi, 1.4 assist, alternando partenze in quintetto a uscite dalla panchina.  

 

 

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