Road to MVP, Nicolò Melli: la voglia di mantenere una promessa

Road to MVP, Nicolò Melli: la voglia di mantenere una promessa

Al terzo episodio della rubrica “Road to MVP” analizziamo Nicolò Melli, giocatore del Brose Bamberg che sta disputando un’ottima stagione con la squadra tedesca, sotto la sapiente guida di Andrea Trinchieri.

di Antonio Mariani

LA STORIA

Nicolò Melli è un prodotto del fiorente vivaio di Reggio Emilia, squadra con la quale ha esordito a quattordici anni e con la quale è stato fino al 2010, prima di approdare a Milano. Ho avuto modo di vedere per la prima volta Melli sul parquet di gioco il 26 ottobre 2008 a Frosinone. Era la quarta giornata del campionato di Legadue, quando il Palasport di Frosinone si riempì per sostenere la Prima Veroli contro Reggio Emilia, tra le candidate alla promozione in A1, con una giovane promessa che attraeva l’interesse dell’intera nazione e degli scout dell’oltreoceano: Nicolò Melli. Alto, esile, agile e con una dolcezza nei movimenti che descrivevano la profezia di un giocatore che avrebbe fatto tanto e bene nella sua carriera. Quella sera non giocò una partita indimenticabile, chiusa con una sconfitta per 79-68, 3 falli personali e solo 4 punti, con coach Marcelletti costretto a tenerlo per molto tempo in panchina. Eppure quella sera incrociò il destino di Andrea Trinchieri, coach arrivato in Ciociaria nell’estate con Kyle Hines e che avrebbe disputato una stagione sensazionale, fondamentale per lo sviluppo della sua carriera da allenatore.
Da quella partita fino alla firma con Milano Nicolò è tornato al Palasport di Frosinone un’altra volta, a un anno di distanza, e la sua maturità in campo era cresciuta di pari passo alla sua personalità, in modo tale da definire Melli già come un veterano; una sicurezza per la squadra in grado di emergere per quegli elementi che il sistema statistico non rileva: la capacità di essere un uomo a disposizione della squadra e di poter difendere sui cinque ruoli in campo.
Nell’estate del 2010 l’ormai diciannovenne di Reggio Emilia è richiesto dalle migliori società italiane di Serie A e lui sceglie di vestire la maglia dell’Olimpia Milano, dove avrebbe fatto emergere appieno il suo talento e si sarebbe potuto affermare come giocatore. Purtroppo l’ambizione di Milano non coincideva con la possibilità di far crescere, e quindi sbagliare, un giovane giocatore, perciò Nicolò viene mandato in prestito a Pesaro dove fa vedere al pubblico della Serie A tutto il suo QI cestistico, quello di un talento che sta emergendo. Nella stagione successiva torna a Milano dove inizia a lavorare per essere un giocatore in grado di poter reggere il livello dell’Eurolega. Così inizia un lungo lavoro che lo vede impegnato ore e ore in palestra per cercare di affinare una tecnica già molto buona e migliorare il livello atletico.

Nel 2012 Trinchieri vuole nel suo progetto canturino il classe ’91, ma l’Olimpia glielo nega e il coach milanese può solamente continuare a seguirlo da avversario e attendere che una coincidenza astrale li faccia congiungere. Intanto in maglia rossa Nicolò vede arrivare lentamente i risultati sperati e, al termine del ciclo meneghino, nel 2015, è diventato uno degli obiettivi maggiori dei migliori club d’Europa, inserendo nel palmares uno scudetto. Nell’estate Nicolò decide di firmare per il Brose Bamberg di Andrea Trinchieri, lì dove gli dei del basket attendevano la coppia Trinchieri-Melli. La scorsa stagione Melli e Trinchieri hanno vinto insieme la Coppa di Germania e il campionato tedesco, disputando anche una discreta stagione europea, ma ciò che ha sorpreso maggiormente è stata la sintonia con cui coach e giocatore riuscivano a trascinare la squadra lungo un’unica linea di pensiero.

basketinside.com
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STAGIONE CORRENTE

Questa è la stagione della consacrazione di Melli come uno dei migliori giocatori italiani e come una delle migliori ali d’Europa. Il Nicolò di Bamberg è il frutto di una carriera nella quale il lavoro ha sempre sostenuto il talento, dove l’intelligenza cestistica si è fusa all’intelligenza di un ragazzo dagli interessi più disparati che ha trovato una crasi perfetta tra il suo modo di vedere la pallacanestro e quello di Andrea Trinchieri.
Vederlo giocare è oggettivamente bello: tecnica, classe, talento, doti atletiche, durezza mentale, coordinazione, energia e passione. Tutte caratteristiche che Nick somatizza e alimenta partita dopo partita e allenamento dopo allenamento, portandolo a disputare partite dal calibro di quella dello scorso primo dicembre contro Mosca.

Melli sta disputando un’Eurolega strepitosa, viaggiando a 11 punti di media, 7.6 rimbalzi e 2 assist. Cifre che contribuiscono alla sua candidatura per il premio di MVP e che sarebbe potuto arrivare, se il Brose si fosse qualificato ai playoff. Purtroppo i risultati di squadra fanno scivolare sul fondo della lista MVP Eurolega il suo nome, lasciando- però-  la consapevolezza a tutti coloro che seguono il basket che Nicolò Melli ha trasformato definitivamente il suo essere “promessa” in diventare una stella che non accieca coloro che la guardano, bensì fornisce loro la luce per illuminare il sentiero.

 

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