Betaland, un Capo(lavoro) tutto italiano

La squadra siciliana sta andando oltre ogni più rosea aspettativa di inizio stagione: ecco i segreti dei ragazzi di Di Carlo.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Ci sono stagioni che cominciano bene, proseguono e si concludono al meglio. Spesso si dice che i sogni possono diventare realtà, ma in questo caso si può parlare di realtà pronta a diventare un sogno. Sì, perché la stagione di Capo d’Orlando si può definire solo come da sogno: quarto posto solitario in classifica, la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia, con la sconfitta ai quarti con Reggio Emilia arrivata solo all’ultimo tiro, e un gioco di squadra che sta incantando tutta l’Italia.

Vogliamo avere un record positivo in casa, cosa che non ci è riuscita gli anni scorsi, e giocare la nostra pallacanestro”: queste le parole con cui il DS della Betaland Peppe Sindoni mi ha descritto gli obiettivi principali della squadra per questa stagione. Sindoni, grande artefice dell’annata fantastica di Capo, ha saputo scegliere al meglio sul mercato per costruire un’alchimia che bene si sposasse con le idee di gioco del coach, Gennaro Di Carlo, architetto e condottiero di una squadra che gioca una grande pallacanestro, vincente e al tempo stesso divertente.

I grandi ritorni estivi di Dominique Archie Drake Diener, fermo da mesi per problemi non legati alla pallacanestro, hanno costituito la pietra angolare del progetto siciliano, cui sono state aggiunte le conferme di giocatori importanti come Nicevic e Laquintana. Ma il vero capolavoro Sindoni lo ha compiuto pescando Bruno Fitipaldo nel ruolo di playmaker: l’uruguayano è stato un vero crack nella prima parte di stagione, contribuendo ai successi della Betaland e attirando su di sé le attenzioni delle grandi squadre europee. La chiamata del Galatasaray, un’offerta irrinunciabile sia per il giocatore sia per la società, con la possibilità per Fitipaldo di disputare l’EuroLega, ha portato all’addio del giocatore alla Sicilia.

Ma chi si aspettava un possibile calo delle prestazioni di Capo dopo la perdita di Fitipaldo si sbaglia: con l’innesto di Milenko Tepic, veterano ed esperto di Europa, ha portato ad un maggiore tasso di esperienza e qualità, quel quid necessario a Capo per potere rimanere competitiva ad alti livelli in Serie A. La crescita di Stojanovic, classe ’97, ha rimpiazzato al meglio il giocatore uruguayano, con Capo che, una volta raggiunta la qualificazione alle Final Eight ha continuato a produrre e a proporre un gioco di grande qualità e bello da vedere.

E poi la grande sorpresa rappresentata da Antonio Iannuzzi, giocatore alla prima esperienza in A e fortemente voluto da Sindoni e Di Carlo fin dal finire della scorsa stagione: per la Betaland Iannuzzi è stato sempre una primissima scelta, e il centro ha ripagato con prestazioni di assoluto livello. Giocatore fisico e dotato di una grande tecnica, offre una doppia dimensione utile nel sistema di gioco dell’allenatore, che si fida di lui e lo tiene in campo nei momenti decisivi. Una piacevole scoperta, un giocatore desideroso di mostrare le qualità anche al piano superiore, dopo diversi anni nelle minors, e un rendimento per lunghi tratti vicino all’eccellenza.

La sicurezza rappresentata da Mario Delas, e l’estro di Janis Berzins, oltre alla scelta di prendere Ivanovic una volta partito Fitipaldo, hanno completato la struttura della squadra, sicura delle proprie potenzialità fin dalle prime battute del campionato, grazie ad una partenza sprint che ha sorpreso molti ma nessuno nell’ambiente siciliano, conscio di avere a disposizione una squadra che non dovesse avere la salvezza come obiettivo stagionale.

Il PalaFantozzi si sta confermando un fattore per i successi dei Paladini, come auspicato da Peppe Sindoni: giocare a Capo non è facile per nessuno, perché la Betaland in casa è una squadra che gioca ancora con maggiore consapevolezza dei propri mezzi. Portare a casa i due punti da Capo d’Orlando non è impresa facile, e riuscita solo a Milano alla prima giornata, in una gara in cui la squadra di Repesa ha sofferto molto, e alla Dolomiti Energia Trento nel girone di ritorno, con la squadra di Buscaglia che è la squadra più in forma del campionato ed è riuscita a violare il parquet della Betaland.

La sicurezza dei propri mezzi, un gioco corale capace di esaltare tutti i giocatori coinvolti, la classe immensa e il killer instinct di Drake Diener, la forza di Dominique Archie: Capo d’Orlando con tutti questi ingredienti si sta trasformando in una delle realtà più solide e affascinanti del nostro campionato, capace di esaltare e di esaltarsi.

Difficile dire dove potrà arrivare a fine stagione, ma sognare non costa nulla: perché i sogni possono diventare realtà, ma trasformare la realtà in sogno sarebbe un’impresa ancora più bella.

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