Esclusiva ad Abass Awudu – Dalle sponde del Lago di Como alle porte dell’NBA

0

Appena conclusasi la stagione agonistica della Pallacanestro Cantù, abbiamo avuto il piacere di intervistare in esclusiva Awudu Abass, giovane ala nata a Como e da sempre nel settore giovanile della squadra canturina, fresco di convocazione in nazionale maggiore. Allora Abi partiamo dal recente passato: dopo una splendida cavalcata in regular season, tu e la tua Cantù vi siete fermati subito ai quarti di finale con un brusco 3-0 a favore dell’Acea che ha messo in evidenza quello che è stato forse il vostro tallone d’Achille durante tutto l’anno, ovvero la quasi impossibilità di vincere le partite punto a punto. Secondo te cosa è mancato ai tuoi compagni nelle tre sfide? E’ tutta questione di mentalità ed esperienza o avete anche pagato fisicamente gli 1vs1 con i rispettivi avversari di ruolo? Buona sera a tutti, questa per me, e credo anche per tutti i nostri cari tifosi, è stata una bellissima stagione con tante belle soddisfazioni: tanto per cominciare nessuno tranne Ulm è riuscito a vincere in casa nostra, poi mi viene in mente anche l’ importante esperienza che abbiamo fatto in EuroCup che ci ha fatto crescere soprattutto nel gioco di squadra. Per quanto riguarda i Playoff nessuno avrebbe mai detto che Roma avrebbe vinto contro di noi 3 a 0  (questi sono i playoff ) ma credo che loro siano una signor squadra, che ha giocato molto bene a pallacanestro e con molta solidità difensiva. Noi invece abbiamo sofferto molto il loro atletismo, soprattutto a rimbalzo. Poi credo che siano stati i piccoli episodi a decidere le partite, dal momento che non abbiamo mai perso con uno scarto maggiore di 5 punti Per quanto riguarda il futuro della squadra sembra esserci stata una schiarita all’interno della cupa nuvola che circonda la situazione societaria e la stessa presidentessa Cremascoli ha recentemente affermato che nuovi soci sono pronti ad entrare nel progetto per garantire ancora lunga vita ad una delle franchigie più storiche e importanti del nostro Paese. Da “canterano” di questa squadra, quanto è importante per te l’impegno che ci stanno mettendo tutti, a partire dai tifosi con l’azionariato popolare, nel consolidare la permanenza di Cantù nel basket che conta in Italia? Credo che sia una una bellissima notizia trovare altri soci che possano aiutare la presidentessa ad andare avanti e aiutare la Pallacanestro Cantù.Per quanto riguarda i tifosi, se ci mettono così tanto impegno vuol significare solamente una cosa: nutrono davvero passione per questa squadra, sia nei brutti che nei bei momenti, e la cosa mi ha molto sopreso. Uno sguardo all’immediato futuro: da domani sarai impegnato nella tre giorni organizzata dall’Adidas a Treviso insieme al tuo compagno azzurro Amedeo Della Valle una delle migliori vetrine per un giovane ambizioso di farsi notare al di là dell’oceano. Cosa si prova ad essere stato selezionato tra molti altri giocatori meritevoli e quanto è velato in te il sogno di giocare un giorno in NBA? Innanzitutto sono molto orgoglioso di questo piccolo traguardo perché credo che sia un’esperienza per me molto importante, per vedere anche a che  livello  sono;  andarsi ad allenare con i migliori prospetti diciamo che come cosa mi eccita molto, anche perchè non credo mi capiterà ogni estate . La NBA è innegabilmente un sogno ma, come dice mia madre, i sogni a volte sono anche fatti per essere realizzati. Se guardiamo ancora un po’ più in là quest’estate sei stato convocato per prendere parte alla nazionale sperimentale al fine di mettere in luce tutte le qualità che hai mostrato quest’anno a Cantù e prenderti un posto fisso nel gruppo guidato da Pianigiani. Bisogna dire che, tralasciando il risultato dei playoff, questo è stato un anno magico per te, a partire dal titolo di Campione d’Europa conquistato in Estonia, passando per il discreto minutaggio in Serie A per arrivare appunto alla convocazione in azzurro. Come valuti la tua crescita negli ultimi dodici mesi e dove credi di poter ancora migliorare? Si, la stagione appena conclusa per me è stata  importantissima perché, non avendo esperienze passate a questo livello, all’inizio dell’anno è stata molto dura trovare il feeling nel gioco, ma poi allenandosi forte ogni giorno sono riuscito a trovare equilibrio in campo, cosa che prima non avevo. Credo anche che in un anno io abbia migliorato tante altre cose che l’anno passato non avevo e questo è merito mio ma anche degli allenatori che mi seguono costantemente, senza però dimenticare anche dei miei compagni di squadra. Poi  è chiaro che voglio migliorare ancora su tantissimi aspetti difensivi e offensivi che ora sono troppi da elencare 🙂 Chiudiamo con una domanda riguardante gli attuali Playoff: Siena è sopra 3-0 con Roma, Milano conduce con lo stesso punteggio su Sassari e per questo si prospetta una finale che i più maliziosi definirebbero un derby biancoverde visti i parecchi ex della compagine senese migrati all’ombra della madonnina. Il pronostico sembra netto ma la squadra di Crespi sta finora meravigliando tutti con grande difesa e un ottimo gioco. Ci puoi dare una tua opinione sulla stagione disputata da entrambe le squadre e la sulla possibilità di Milano di interrompere finalmente l’egemonia toscana sul campionato italiano? Milano ha fatto una stagione grandiosa sopratutto in Eurolega, anche se è uscita ai quarti con il Maccabi, ma anche in campionato, chiudendo con molte vittorie consecutive. Poi anche Siena  ha disputato  una bella stagione chiudendo al secondo posto. Ora per Roma ci vuole una bella impresa, è tutta una strada in salita ma nei playoff tutto può succedere e questo vale anche per Sassari. Poi il campionato ora come ora non sono sicuro su chi potrebbe vincerlo perché ci sono fin 7 gare in finale quindi la stanchezza fisica si sentirà verso la fine della serie. L’unica cosa che posso dire è che lo scudetto lo vincerà chi avrà più carattere. Ringraziamo il giocatore Awudu Abass e il suo procuratore per la disponibilità concessaci ora e in future iniziative.