Esclusiva BasketInside.com: intervista a Luigi Gresta “Restare a Cremona? Al 110%”

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Incontriamo Luigi Gresta, head coach della Vanoli Braga Cremona, un “allenatore pane e salame” come si sente dire in città, molto solare e cordiale ma anche molto schietto, all’uscita da un allenamento con una rappresentativa scolaresca della città, dopo che già in precedenza aveva avuto esperienze simili sempre a Cremona in altre realtà scolastiche:

“Io mi diverto e sinceramente questi allenamenti sono molto più stancanti dei miei in quanto devi stare molto più concentrato rispetto a quando alleni la tua squadra, anche perché bene o male la tua squadra viaggia anche da sola, invece quando si tratta di avere davanti dei ragazzi o dei bambini devi stare attento, devi cercare di fare del tuo meglio in modo che non sia del tempo perso ma risulti un momento utile per tutti. Mi diverto nel farlo e penso che sia anche nel nostro ruolo quello di promuovere lo sport in genere, ma per me soprattutto la pallacanestro e quindi lo faccio con piacere, sperando che sia anche utile.” (con un sorriso n.d.r.)

La risposta da parte dei ragazzi quando si rendono conto di avere di fronte un allenatore di Serie A?

“Stanno tutti molto attenti, sono molto concentrati, per me risulta molto facile; arrivi che sei il coach di serie A ed allora ti vedono un po’ come un idolo. Di solito quando cerco di “domare” i miei bambini faccio più fatica perché loro non ti vedono come “il coach” ma come il papà e quindi non ti ascoltano.”

Parliamo dell’annata che si sta concludendo della Vanoli Cremona, con un girone intero ormai condotto da te e con un cammino quasi da play off:

“Sono molto contento dell’esperienza, del vissuto con i ragazzi della squadra… Dopo l’esperienza di Potenza in Serie B, è la prima volta che trovo un’unanimità di collaborazione, di condivisione della vita in società, da parte dei giocatori, dei dirigenti, dal pubblico e dalla stampa e di conseguenza è bello quando vedi che tutti sono contenti di quello che si sta facendo ed ognuno di noi si prende il suo pezzettino di merito. Quando si vince si vince sempre tutti assieme, invece quando si perde, invece, individualmente mi sento la responsabilità della sconfitta.”

Pensando al momento in cui ti hanno chiesto di prendere per mano questa squadra, per l’esonero del precedente allenatore, ai mille dubbi che possono passare per la mente, visto dove sei riuscito ad arrivare, immaginiamo tu sia molto soddisfatto della tua decisione:

“Si, anche perché non è che mi è stato chiesto; sono venuti lì e mi hanno detto “tu adesso sei il coach della squadra” e pertanto, per chi fa il mio mestiere, è il massimo della soddisfazione quando puoi allenare, poi è chiaro che sempre ci può essere di meglio, come allenare la nazionale o l’NBA, ma restando con i piedi per terra è il massimo poter allenare una squadra di Serie A e quindi sono molto felice. Mi è capitata la fortuna che mi venisse affidata la conduzione della Vanoli e poi in quella fortuna uno deve metterci tutto quello che ha per cercare di far andare le cose al meglio possibile. Quando comunque ti viene affidato un ruolo così importante penso che possa rimanere una grossa fortuna ed io ringrazio il cielo che mi sia capitata.”

Supponendo che Cremona il prossimo anno sia ancora in Serie A, visti i problemi che ci sono un po’ dappertutto ma anche stando alle grida d’allarme della società che cerca partership per poter continuare, da 1 a 100 quant’è la volontà tua di restare a Cremona e quante pensi siano la possibilità che questo si concretizzi?

“La volontà mia di restare a Cremona è al 110% e se Cremona ci sarà ancora penso che all’80 – 90% sarò ancora io alla guida della squadra, anche perché siamo andati d’amore e d’accordo con tutti, anche nei momenti difficili, vedi dopo la sconfitta con Caserta, dopo l’infortunio di Vitali, dopo quello di Harris, siamo sempre stati tutti compatti, con la stessa idea di andare avanti e quindi penso che siamo molto probabile che questo sodalizio vada avanti.”

Venendo alla gara di domenica prossima, per te un incontro particolare in quanto torni nella tua Pesaro, con tanta voglia di fare come nell’incontro dell’andata:

“Certo, è vero anche che nella partita di andata questa sfida aveva un peso specifico differente perché era una delle mie prime partite e poi perché era di quelle determinanti per la corsa salvezza che allora non era per niente scontata, adesso per noi diventa più una festa, pur con tanta voglia di fare risultato e se il risultato poi dovesse arrivare, sarà una gioia immensa.”