ESCLUSIVA BASKETINSIDE: Intervista a Shaun Stonerook

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HIGH SCHOOL, COLLEGE ed OHIO Ti abbiamo visto all’High School ed al College con i capelli molto corti, poi quando sei venuto in Italia il tuo look era drasticamente cambiato… E’ stato il Belgio o siamo stati noi? [ride] E’ stato il Belgio. Uno dei miei compagni di squadra disse: “Facciamoci crescere i capelli” ed a me stette bene, non mi dava fastidio. A dirla tutta ci facemmo anche crescere delle barbe. Quindi e’ stato il Belgio, e’ iniziata da li. A proposito del tuo Ohio, puoi dirci come sia stata vissuta da quelle parti la situazione di LeBron e la saga delle decisions? Puoi darci il tuo commento sul “back-home” epilogue? Tutti in Ohio sono felici. Ovviamente tutti i fans di Cleveland sono estremamente entusiasti. E’ una cosa buona per la franchigia, e’ una cosa buona anche per l’intera NBA, ma tutta la faccenda e’ stata un po’ fuori dalle righe. Lui e’ probabilmente il miglior giocatore al mondo, quindi qualsiasi cosa lo riguardi e’ una big news. Cleveland non ha mai vinto un anello e la gente ora e’ carica piu’ che mai, sperano che LeBron li aiuti a mettersene uno al dito ed a vincere il titolo. Sempre in tema Cavs, come vedi la trade Love-Wiggins? Ci dici la tua a proposito? Penso che sia stata una grande trade. Tutti ora dicono che i Cavs se ne pentiranno, che Wiggings diventera’ fenomenale, che sara’ un grandissimo. La chiave e’ “sara’”: LeBron ha 30 anni, e i Cavs hanno una finestra temporale di 5 anni per riuscire ad aggiudicarsi un titolo. Non credo avrebbero potuto permettersi di aspettare 3 o 4 anni per far si che una promessa diventasse una vera e propria star. Hanno aggiunto Kevin Love, che porta a casa 25+12 ad allacciata di scarpe. Con lui, LeBron e Kyrie i Cavs hanno chance da subito e penso che quel terzetto sia alla pari con qualsiasi altri “Big Threes” della Lega al momento. Quindi, per concludere, fosse dipeso da me la trade l’avrei fatta, credo sia stata la giusta cosa da fare e sono contento che sia andata in porto. CANTU’ Sapevi che a quanto pare in un negozio del Central Ohio ci si puo’ imbattere in una tua canotta ai tempi dell’Oregon Cantu’? (come questo utente dal Delaware ha fatto notare, essendo sorpreso tanto quanto noi, un paio d’anni fa) Delaware Jersey Non lo sapevo, ed e’ davvero sorprendente! Dove hai detto che si trova il negozio? Sono sicuro che ad andarci ad esso la si troverebbe ancora li perche’ nessuno la comprerebbe e nessuno saprebbe probabilmente neanche di che cosa si tratti [ride] Pensando a Cantu’, diresti che quello dei “Fab 4s” (tu, Bootsy, Jerry, Sam) sia uno dei migliori quartetti di cui tu sia mai stato parte? E se dovessi fare una classifica rispetto ai quartetti o quintetti Eravamo molto giovani quando eravamo tutti insieme, eravamo anche molto bravi di sicuro. Sicuramente e’ stata una delle squadre piu’ divertenti in assoluto di cui sia stato parte, era anche non cosi convenzionale con tutti quegli americani. E’ stato un bel periodo. Eravamo i migliori? Non lo so, come detto eravamo molto giovani… Probabilmente avessimo giocato insieme all’eta’ di 30 anni avremmo potuto facilmente essere il miglior quartetto. Ma all’epoca non credo, considerato anche il tipo di quintetti e quartetti in cui ho avuto la possibilita’ di giocare a Siena. Quale e’ il tuo ricordo preferito del periodo di Cantu’? Ce ne sono tanti, quindi difficile decidere. Dovendo sceglierne uno, direi la vittoria della Supercoppa, anche considerato che tante persone non pensavano ce l’avremmo potuta fare. SIENA Passando invece a Siena: come definiresti questa squadra di cui sei stato protagonista e che e’ stata capace di tanti successi? Quali, dovendone elencare qualcuno, i punti di forza principali? Eravamo una sorta di famiglia. La chiave credo sia stata nel fatto che riuscimmo ad amalgamarci cosi bene a livello di gruppo: a nessuno importava chi fosse il miglior realizzatore, o persino chi facesse cosa, stavamo bene insieme e volevamo solo vincere. Era persino strano. Non e’ una cosa che capiti spesso e non si vedono molte squadre capaci di farlo continuativamente: al massimo per una stagione o due, mentre invece noi siamo stati insieme davvero tanto tempo. Eravamo una vera e propria famiglia ed e’ stato grande poterne fare parte. Quale e’ stata a detta tua la componente mancante per far si che una squadra dominante in Italia riuscisse non solo a partecipare alle Final Four di Eurolega ma anche a portare a casa il trofeo? Non lo so. Penso che l’anno in cui abbiamo perso col Maccabi sia stato l’anno in cui avessimo davvero molte chances. Penso che avessimo tutte le componenti e tutte le carte in regola, ma spesso nello sport per aggiudicarsi una competizione ed un trofeo ci vuole anche un pizzico di fortuna, e noi non l’avemmo. Le nostre squadra sarebbero state assolutamente in grado di vincere, ma semplicemente non e’ successo. Parlando di quella partita col Maccabi, ad esempio, siamo stati sopra per 3 quarti e poi alla fine non ce l’abbiamo fatta. Direi che avevamo tutto cio’ che ci serviva per poter vincere, ma non ci siamo riusciti. Sempre relativamente a Siena, ma questa volta parlando strettamente di te, e’ stata una lunga cavalcata: dall’episodio di Woodward, la protesta dei tifosi anche nei tuoi confronti per averlo difeso e la lettera congiunta di scuse al diventare capitano e leader di una squadra che verra’ ricordata tra le piu’ vincenti nella storia della Lega Italiana, indossando la stessa canotta che alla fine e’ stata ritirata. Come lo si fa? Come ci si arriva? Come e’ stata l’evoluzione? Che puoi dirci a proposito di questa tua incredibile avventura? Il primo anno e’ stato sfortunato. A volte quando perdi e vedi i tifosi protestare ed urlarti addosso per non aver vinto e’ un duro colpo. Quando capita cosi nessuno e’ contento: ne’ lo staff, ne’ i giocatori, ne’ i tifosi. Quella situazione era un po’ complessa, piccole cose successero… Ma fortunatamente siamo stati bravi ad imparare dai nostri errori ed a voltare pagina. Io sono stato abbastanza fortunato a rimanere a roster e, essendo me stesso e tenendo a mente che tutti possono sbagliare, sono riuscito a farmene una ragione, voltare pagina e guardare al futuro. Abbiamo messo su una squadra competitiva ed abbiamo dato il via a qualcosa di importante. NAZIONALE ITALIANA Ad un certo punto sembrasti davvero vicino ad indossare la canotta azzurra della Nazionale Italiana, ma non se ne fece piu’ niente…
Le condizioni per farlo e l’offerta arrivarono forse troppo tardi? Ci dici la tua opinione ed il tuo punto di vista a tal proposito?
Era sicuramente fattibile. C’e’ da tenere in considerazione una cosa: il modo in cui gioco, senza risparmiarmi, mi espone ad un sacco di colpi e conseguenti acciacchi. Giocare anche in quei due mesi di pausa estiva, nelle mie condizioni, non so quanto avrei potuto farcela ed affrontare la nuova stagione. Verso la fine della mia carriera avevo problemi alla schiena e una serie di altri problemi che facevano si che necessitassi di riposo. Quando ero giovane non ero ancora consapevole di cosa avrebbe voluto dire poterla indossare, non lo avevo capito a pieno. Quando poi anni dopo la possibilita’ si ripresento’, il mio corpo non era in grado. A volte penso che mi sarebbe piaciuto poterlo fare. E’ stata sicuramente un’opzione attentamente vagliata da entrambe le parti, ma in fin dei conti non ha funzionato per me ed e’ stata una di quelle cose che avrebbero potuto accadere ma non sono successe. TIME-OFF Qualche tempo fa avevi detto che, una volta che ti fossi ritirato, avresti dedicato una buona porzione del tuo tempo al golf. Ci stai riuscendo? Preferisci ancora il golf alle carte (altro potenziale interesse del quale avevi parlato in passato)? Per cio’ che concerne la prima domanda: si. Ho giocato molto e sto giocando molto a golf. E’ un grande sport, e’ challenging, e’ difficile. Mi piacerebbe giocarlo ancora di piu’, ma ho anche una famiglia. Non posso giocare ogni giorno come mi piacerebbe farlo [ride]. Ma quando posso lo faccio e mi diverto. Le carte anche, ci gioco spesso e volentieri. E’ piu’ facile pero’ uscire e giocare a golf che trovare persone per giocare a carte, ma mi piace giocarci e lo faccio ogni qualvolta se ne presenti l’occasione. E’ vero che un posto che tu ed alcuni tuoi ex-colleghi ed amici (Bootsy, Terrell, Ben, etc.) considerate essere uno dei migliori per distrarsi dal basket e staccare un po’ e per ricaricarsi per la nuova stagione e’ Las Vegas? Puoi dirci di piu’ a riguardo? [ride] E’ vero. Ci incontriamo regolarmente a Vegas, di solito intorno al 4 di Luglio. E’ un gran posto da visitare, per divertirsi, godersi il bel tempo, giocare a carte. E’ facile perche’ possiamo incontrarci direttamente li, e spendere 3 o 4 giorni di relax e distrazione insieme prima di tornare a casa. Ci piace molto Vegas: grande citta’, tante cose divertenti da fare, e la possibilita’ di giocare anche un po’ d’azzardo che e’ sempre divertente. In termini di strategia per staccare un po’ funziona: dopo esser stato per 10 mesi in un’altra nazione, e’ un buon modo per non pensare alla stagione e godersi un po’ di piacere e divertirsi, senza pensare alla preparazione atletica che incombe. Vegas is the place to be. Come sono le tue giornate ai giorni d’oggi? Come trascorri la settimana? Dipende. Ho iniziato a lavorare un po’, pochi giorni alla settimana, nel campo delle assicurazioni. Il lunedi ed il martedi faccio quello, un po’ di ore al giorno. Poi appena ho modo spendo il tempo con mia figlia, gioco con lei, la porto al parco, ed ovviamente anche con mia moglie. Un paio di giorni alla settimana mi dedico al golf. Tento di godermi la vita piu’ che posso, vedere familiari ed amici il piu’ possibile, divertirmi. FUN STUFF Molti fan in Italia hanno fatto notare la tua somiglianza con un personaggio dei Simpsons: Krusty il clown. Negli US qualcosa di simile e’ accaduto con Robin Lopez e Telespalla Bob, con il centro che ha accolto il paragone e spesso pubblica dei posts ironici on-line in relazione a questa presunta somiglianza. Robin Lopez TelespallaEri a conoscenza del paragone con Krusty quando eri in Italia? Pensi che sia una cosa fondata e che questa somiglianza esista? Ti vedresti in uno sketch al fianco di Robin Lopez? [ride] Lo so, lo so. I miei amici, e non solo, mi chiamano Krusty o anche Telespalla Bob tutto il tempo. Ne sono al corrente, e mi arriva, e non e’ un problema, e’ divertente. Non posso dire di non essere d’accordo perche’ alle volte e’ vero, posso somigliare a Krusty il clown. L’unica cosa che dico e’ che i miei capelli non sono verdi o blu [ride]. I miei capelli non sono una cosa che prendo troppo sul serio, quindi non e’ affatto un problema. di Valerio D’Angelo  

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