[ESCLUSIVA] Matt Janning: “Siena un’esperienza bellissima, a Casale ho imparato molto”

La guardia della Lokomotiv Kuban Krasnodar ci ha parlato della sua esperienza italiana e delle sue ambizioni per questa stagione, con una serie di ricordi molto interessanti.

di Massimo Mattacheo, @MaxMattacheo

Uno dei migliori giocatori della Lokomotiv Kuban Krasnodar, che ha da poco centrato la qualificazione tra le migliori quattro squadre di EuroCup, è la guardia Matt Janning, con un passato in Italia con le maglie di Casale Monferrato e Siena. Lo abbiamo contattato in esclusiva e ci ha raccontato della sua esperienza italiana e delle differenze che ci sono nel giocare in Europa ai massimi livelli.

Ciao Matt, come prima cosa ti vorrei chiedere se ci sono differenze tra giocare l’EuroLega e l’EuroCup ai massimi livelli.

ʺSì, ci sono differenze tra EuroLega ed EuroCup. La qualità, l’intensità e il livello generale delle partite è più alto in EuroLega. L’EuroCup di quest’anno, per esempio, ha comunque alcune squadre che possono facilmente giocare e vincere delle gare nell’EuroLega di quest’anno. Non vedo una differenza così grande tra le ultime otto squadre della classifica di EuroLega e le otto squadre che hanno raggiunto i playoff in EuroCup. Entrambi i livelli sono molto alti, ma l’EuroLega al massimo livello sarà sempre la pallacanestro di maggiore qualità in Europaʺ.

Quali sono gli obiettivi tuoi e della Lokomotiv per questa stagione?

ʺI nostri obiettivi quando è cominciata la stagione erano vincere l’EuroCup o vincere la VTB. Dobbiamo fare tutto quello che è possibile per essere in EuroLega nella prossima stagioneʺ.

La scorsa stagione, con la Lokomotiv avete compiuto un percorso incredibile in EuroLega. Se ti chiedessi di scegliere un momento dell’annata, quale sceglieresti?

ʺDirei le partite di playoff contro il Barcellona. Gara 4 a Barcellona è stata una delle partite più pazze a cui ho preso parte. Poi gara 5 in casa di fronte a un palazzetto tutto esaurito che ci ha permesso di raggiungere le Final Four è stata incredibile quanto bellaʺ.

Hai giocato in molti paesi diversi. Quali sono le principali differenze a livello culturale, se sono presenti?

ʺLe differenze di cultura esistono ovunque. Fortunatamente con la pallacanestro sono sempre accolto in maniera buona dovunque abbia giocato. Ho visto grandi differenze tra l’Europa occidentale e l’Europa orientale. Ci sono grandi cose in tutti i posti in cui ho giocato ma anche cose che speri siano differenti o più facili. Le barriere linguistiche esisteranno sempre, ed è necessario abituarsi anche a cibi diversi nei diversi paesiʺ.

Quali sono I migliori tifosi che hai avuto nella tua carriera?

ʺE’ una scelta difficile, ma per me i tifosi di Siena sono stati i migliori in assoluto. Siena è una piccola città con così tanta passione. Anche qui alla Lokomotiv ci sono dei grandi tifosiʺ.

Qual è il ricordo più bello che hai della tua esperienza italiana?

ʺIl ricordo più bello che ho dell’Italia sarà sempre la città di Siena. Ho molti amici con cui sono in contatto ancora oggi. Sì, poi abbiamo vinto una Coppa Italia e uno Scudetto ma i ricordi migliori sono legati a quello che la città mi ha offerto. Grandi persone, ottima vita e ottimo cibo. E’ uno dei miei posti preferiti tra quelli in cui sono statoʺ.

Casale Monferrato è stata la tua prima esperienza europea. Che ricordi hai di quella stagione, che per la squadra non è stata fortunata?

ʺHo buoni ricordi anche di Casale. La città ha persone molto brave. Sono stato vicino a qualche mio compagno italiano e anche agli americani. La cosa migliore di quell’anno è che ho imparato molto sulla pallacanestro europea e su come funzionano qui le cose. Mi ha mostrato le basi che avrei dovuto avere per fare una lunga carriera in Europaʺ.

Cosa apprezzi di più dell’Italia? Il cibo, la cultura o altro?

ʺDirei che è un mix di tutte queste cose. Il cibo è ovviamente il migliore del mondo. Ma la cultura è molto accomodante e divertente. Le persone sono molto accoglienti e fanno sì che ogni visita sia piacevoleʺ.

Qui l’intervista in inglese a Matt Janning

 

 

 

 

 

 

 

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