[ESCLUSIVA] – Buscaglia “Non essere alle F8 uno stimolo per Trento. Un onore allenare l’U20”

Il coach di Trento e della nazionale U20 si è concesso ai nostri microfoni alle Final Eight di Rimini.

di Lucia Montanari, @LuciMonta15

Alle Final Eight di Rimini abbiamo incontrato Maurizio Buscaglia, coach di Trento e della nazionale U20 che ci ha parlato del suo club, di Diego Flaccadori, del bronzo U18 e delle prospettive europee dell’U20.

La prima domanda è sul momento molto positivo di Trento: raccontaci la chiave per uscire da un periodo difficile e che cosa è cambiato rispetto a prima.

La cosa positiva nasce dal fatto che noi, anche quando abbiamo perso qualche partita in più, non abbiamo mai perso nè consapevolezza, dei nostri pregi e dei nostri difetti, nè la capacità e la voglia di lavorare bene. E’ vero però d’altra parte che abbiamo perso qualche partita di troppo: la cosa positiva era di giocarsele sempre, quindi abbiamo analizzato che noi ce le giocavamo tutte e sempre, d’altro canto però averne perse in maniera diversa tre o quattro, ci ha fatto capire che dovevamo correggere qualche dettaglio, perchè sennò avremmo rischiato di continuare la striscia negativa. Quel momento lì forse è servito per prendere coscienza dei limiti e dei pregi: abbiamo continuato a lavorare molto bene e alla fine aggiustando delle cose siamo riusciti ad avere questo periodo migliore. Per carità sono 4 partite, non sono poche, ma neanche tante. La vera cosa importante però è stato mettere in campo più identità tecnica rispetto a quello che noi cercavamo di fare dall’inizio.

Quanta amarezza c’è per non essere riusciti a conquistare il pass per le Final Eight di Rimini?

Ci dispiace sempre, perchè comunque partecipare a questi eventi fa piacere, però noi negli ultimi 6 anni abbiamo partecipato sempre: 2 in B1, 2 in A2 e 2 in A1. Onestamente c’è chi è stato più bravo questa volta. Ovviamente è piacevole essere qui il giorno in cui si giocano le partite di Coppa Italia ed essere nelle squadre delle prime 8 posizioni, per avere un obiettivo tangibile di breve termine su cui lavorare. Sinceramente però l’abbiamo presa molto più come stimolo per lavorare e poter migliore perchè non siamo stati abbastanza bravi da entrarci. Più che un rammarico quindi, questa assenza dalla coppa, è uno stimolo.

Passiamo alla giovanili, però rimanendo sempre in casa Trento: parlaci di Diego Flaccadori.

Diego Flaccadori ha fatto un grande percorso che tutt’ora sta facendo. Nel primo anno, cioè quando giocava meno, ha sempre giocato minuti molto importanti ed è arrivato pronto nel periodo dei playoff. L’anno scorso con l’esperienza europea ha preso una dimensione europea, in quanto è stato un giocatore importante per la nazionale U20 e un vero e proprio giocatore di rottura. Quest’anno ha avuto maggiori responsabilità perchè oltre ad aver cambiato gli americani, abbiamo anche cambiato il gruppo di italiani e abbiamo tarato e costruito la squadra intorno a coloro che prendevano più responsabilità, come lui e Baldi Rossi. Ora siamo nella fase in cui lui deve rendere sempre qualità in tutte le cose che fa e quindi siamo in una fase di assestamento. Un assestamento però diverso dal primo, perchè ora non deve più entrare in categoria, ora deve stabilizzarsi come giocatore di categoria. Sono fasi logiche per la crescita di un ragazzo e in un ambiente come il nostro c’è la possibilità di fare ogni step con calma.

Quanto vale il bronzo U18 per il movimento e in ottica U20? A cosa può puntare la tua nazionale in estate?

Il bonzo vale tanto perchè una medaglia vale molto sia per l’Italia che per il nostro settore giovanile che anche con l’U20 di Pino Sacripanti è stata premiata tante volte. Può significare che ci sono dei ragazzi che arrivano in U20, che prima però faranno anche il mondiale U19 a luglio, che entreranno in squadra con una consapevolezza, con una dimensione europea e potranno essere un valore aggiunto, in quanto hanno già provato sulla propria pelle cosa significhi vincere. L’annata ’97 è in mezzo a quella ’96 che ha prodotto determinati risultati e giocatori e all’annata ’98 che ha già raggiunto dei risultati. E’ un’annata di giocatori che, secondo me, attraverso l’esperienza europea possono fare uno step. Giocatori che, anche se non in Serie A, giocano nei loro campionati anche se minori. In vista dell’Europeo di quest’estate dobbiamo lavorare tanto perchè gli avversari sono forti, però è un’esperienza fantastica e io me la sto godendo a pieno perchè allenare l’Italia per me è un grande orgoglio ed è una cosa che sento sulla pelle.

 

La redazione di Basketinside.com ringrazia coach Buscaglia per la grande disponibilità.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy