Francesca Rosellini: un viaggio lunghissimo per la ragazza degli overtime

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26444512161_5e9e389ffe_oFrancesca Rosellini nasce il 3 febbraio 1990, ma per la ragazza di Montecatini l’amore per la pallacanestro sboccia solo a 7 anni quando, per la prima volta, accompagna suo fratello all’allenamento e prende in mano la palla a spicchi per poi non lasciarla più. All’età di 15 anni le arriva una chiamata importante da una società prestigiosa: La Spezia. Felicissima, accetta la proposta, ha un po’ paura, sa che sarà diverso e difficile ma non si tira indietro e intraprende la sua prima avventura lontana da casa. I primi due anni ha difficoltà ad ambientarsi eppure nonostante tutto si fa forza e prosegue il suo percorso di sacrifici che sa prima o poi le torneranno indietro. E così è. Con il gruppo giovanile conquista quattro finali nazionali in altrettanti anni. Le prime soddisfazioni iniziano ad arrivare.

Dopo gli anni importanti di Spezia Francesca è pronta a ricominciare, fa nuovamente valigie e riparte. Questa volta la destinazione è ancora più lontana: Alghero, la società le propone un’A2 e lei non può far altro che accettare. In Sardegna rimane solo pochi mesi, il tempo di ambientarsi (forse) per poi tornare sulla penisola, direzione Vigarano con cui conquista la promozione dalla B1 all’A2.

Iniziano qui i primi problemi e le prime vere difficoltà: in allenamento si infortuna alla spalla sinistra ed è costretta ad operarsi a giugno. La riabilitazione è lunga e per continuarla in terra toscana, a Firenze, la giovane riflette un attimo e pensa che la miglior soluzione sia accogliere la richiesta di Ghezzano, che per tanti anni l’aveva cercata. Ma non convinta della sua scelta e avendo bisogno di nuovi stimoli, a metà anno lascia la compagine pisana verso l’Umbria, questa volta è Orvieto a chiamarla. Francesca lì si trova bene, sono mesi tranquilli, in cui riacquista del tutto la fiducia in se stessa ed è per questo che quando la società le offre di restare decide di fermare. Purtroppo, però, ad inizio stagione alcuni problemi burocratici la costringono a migrare ancora ed è la terra sarda, che lei considera la sua seconda casa, a richiamarla. Alghero le rinnova la fiducia e per ben due anni la guardia montecatinese resta lì.

Nel 2013/2014 sono ancora le valigie ad accompagnarla, la Ginnastica Triestina la aspetta a braccia aperte e l’anno inizia bene, decisamente bene poi però un nuovo infortunio, alla caviglia questa volta, la costringe ai box per due mesi, precludendole la possibilità di dimostrare tutto il suo potenziale nei playoff che Trieste gioca e vince, conquistando l’A1.

Dalla Sardegna al Friuli, e ritorno. E’ agosto 2014 il momento per cambiare ancora e il motivo per farlo glielo offre il San Salvatore Selargius. La società e lo staff le danno un’opportunità grandissima: esprimersi liberamente. Francesca ormai è matura e ripaga il tutto con una stagione positivissima, una delle migliori per lei (11,6 punti e 4,9 rimbalzi per allacciata di scarpe, il tutto condito da un ottimo 33% da tre). In un’intervista lei stessa affermerà: “E’ un posto che rimarrà sempre nel mio cuore perché mi ha dato la possibilità di entrare nella pallacanestro che conta”.

Quando finita la stagione è Empoli a offrirle la possibilità di giocare in A2, la “figliol prodiga” è pronta a tornare a casa con tanta esperienza di basket e vita in più e decide di non rifiutare l’opportunità di vivere una nuova esperienza. Non è più una bambina, Francesca: sa riconoscere i suoi limiti e spera di poter essere un punto di riferimento per le sue compagne. Gioca una stagione ancora una volta ottima e l’allenatore, così come tutta la società, le rinnova la fiducia per quella successiva (questa). E’ il momento per la giovane guardia di dimostrare che nella pallacanestro che conta lei vuole starci da protagonista e in queste prime partite si sta mostrando all’altezza, non solo segna e prende rimbalzi, ma si fa trovare pronta nei momenti clou delle gare: è lei la ragazza degli overtime ad Empoli.

Ma in questi anni non si è dedicata solo alla pallacanestro, trovando il modo di laurearsi in scienze motorie per poi chissà diventare cosa. Per adesso il suo sogno è continuare a giocare a pallacanestro, divertendosi come fa ormai da quando piccolissima ha scelto di intraprendere questo percorso.

Siamo sicuri che dopo questo lunghissimo viaggio, Francesca abbia intenzione di fermarsi?

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