Il valzer delle panchine nell’Europa che conta

A venti giorni dai Playoff, con sette squadre già qualificate ed il solo dubbio Stella Rossa/Darussafaka Dogus, molti giochi sono già fatti per le panchine 2017-18. Ma si sa, è un ballo che può riservare anche grosse sorprese.

di Alberto Marzagalia

La situazione delle 16 partecipanti all’EuroLega pare abbastanza ben definita riguardo le panchine per la prossima stagione.

Le big su tutte, sembrano già certe del percorso tecnico da seguire, come peraltro stanno facendo da anni.

A Mosca Dimitris Itoudis è confermatissimo ed inizierebbe la sua quarta campagna alla guida dello CSKA. Resta aperta un’ipotesi assistentato NBA, che potrebbe essere più probabile in caso di riconferma vittoriosa in EuroLega. La chiusura del ciclo Teodosic, ormai più americano che europeo, potrebbe essere una spinta in questo senso, tuttavia oggi il coach greco pare saldamente al comando delle operazioni del club di Andrei Vatutin anche per la prossima stagione.

Il Real Madrid è nelle mani di Pablo Laso e, giustamente, vi resterà. La crescita del coach, capace di gestire cambiamenti non indifferenti nel roster, sebbene con sostituti più che ottimi, si è accompagnata a quella di una squadra che oggi parte con i favori del pronostico.

Stessa sorte per Zeljko Obradovic ed il Fenerbahce: contratto rinnovato ed un bel calcio alle voci ed ai problemi della stagione in corso. In fondo il club turco è nell’Europa che conta da quando il coach serbo né è il timoniere.

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A Vitoria, sebbene maestri nel rivoluzionare con successo,  non vi è ragione per non continuare con Sito Alonso, vista la stagione ottima in corso, così come ad Atene, su entrambe le sponde, saranno sempre Pascual e Sfairopoulos a sfidarsi nel derby più caldo d’Europa.

Velimir Perasovic  ha contratto e probabilissima conferma all’Efes: i Playoff di Eurolega hanno aiutato molto in questo senso, superando i dubbi causati dal difficile avvio di stagione.

Discorso leggermente differente per Radonjic a Belgrado. Il capolavoro Stella Rossa ha attirato l’attenzione di molti in Europa: chiaro che sia confermatissimo, ma non certo impossibile che arrivi qualcuno con offerte irrinunciabili, per il club come per il coach stesso.

David Blatt ha iniziato la sua nuova avventura europea sulle ali delle ambizioni molto alte del giovane Darussafaka Dogus. Negli ultimi tempi vi sono stati dubbi sulla partecipazione del club alla prossima Eurolega: uno sponsor assai danaroso che potrebbe scegliere il Fenerbahce e una licenza tutta da confermare. Non stupirebbe assolutamente che il coach si muovesse in direzione Tel Aviv, dove c’e tutto da ricostruire e dove è stato l’ultimo a fare grande la squadra del presidentissimo Shimon Mizrahi. Assai improbabile vedere Ainars Bagatskis confermato.

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Ed intorno alla panchina israeliana potrebbero aprirsi discorsi che riguardano Andrea Trinchieri, a fine contratto a Bamberg, coinvolgendo l’Olimpia Milano ed il suo coach, Jasmin Repesa.

L’intreccio è notevole.

Che Trinchieri piaccia al Maccabi è più di una voce, che lo stesso coach milanese si sia trovato benissimo in Germania è certezza assoluta. Lascerebbe la cittadina tedesca solo per un’opportunità di livello assoluto, cosa che lui considera essere anche Milano, non avendone mai fatto mistero. Le sue parole al termine della recente gara del Forum sono state chiare: “Qui per me è speciale”, piuttosto che “Sulla carta d’identità c’è scritto nato a.. “.

A mio parere Milano è la primissima opzione di Trinchieri: ma è reciproco? E soprattutto Milano cambierà o continuerà con Jasmin Repesa, sotto contratto fino al 2018?

Domanda lecita che apre migliaia di temi, tra cui uno spicca sugli altri.

Se è vero che le due stagioni europee sono state un supplizio per l’EA7 (non che prima, Banchi 1 a parte, si sia brillato) , è anche vero che con Repesa ha dominato in Italia portando a casa tutto quello che si poteva sinora, esclusa l’iniziale Supercoppa 2015, in una situazione di infortuni, giocatori nuovi e reduci da Eurobasket del tutto di emergenza.

In più si appresta a giocare i Playoff nazionali con la testa di serie numero uno : chi vorrà lo scudetto dovrà prenderselo a Milano in primis. Negli anni recenti non era stato così.

In caso di titolo di campione d’Italia 2017, vi sarà la possibilità e la logica di separarsi da un coach da 5 successi in 20 mesi?

Da capire cosa succederà poi in terra catalana, dove si sono spesi molti soldi di buyout per avere Bartzokas, sempre sognando Jasikevicius, respinto dai regolamenti interni. Il grande Saras ha fatto benissimo col suo Zalgiris, che se lo terrebbe molto volentieri, ma se suonassero sirene importanti come quella catalana o quella di Yad Eliyahu le cose cambierebbero improvvisamente.

Anche questo è intreccio non da poco per le panchine che contano, mentre quel che accadrà a Pashutin ed Ataman, con Unics e Galatasaray, è oggi discorso leggermente ai margini di questo giro.

Tel Aviv, Milano e Barcellona, con un occhio alle scelte finanziarie turche: intorno a queste  piazze si balla il valzer delle panchine europee di maggior richiamo. Non appena si muoverà una tessera, tutto il mosaico prenderà improvvisamente forma, probabilmente nuova.

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