Intervista a Lorenzo D’Ercole, il nuovo capitano della Virtus Roma

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C’erano una volta bandiere, giocatori di riferimento per la società, per gli allenatori e soprattutto per i tifosi. Adesso vuoi per la difficoltà di programmazione, per le esigenze economiche sono praticamente scomparsi ed è quindi raro quanto bello vedere giocatori come Lorenzo D’Ercole entusiasti di poter giocatore la terza stagione nelle file della Acea Roma, la prima da capitano. D’Ercole raccoglie un’importante eredità, infatti prima di lui ad avere la lettera K accanto al proprio nome nel referto c’erano giocatori come Alessandro “Tonno” Tonolli (uomo bandiera di cui parlavo sopra), Luigi “Jesus” Datome e Phil Goss. Insomma non gli ultimi arrivati. Vale la pena ricordare che, nonostante i soli 26 anni, D’Ercole ha avuto la fortuna di collezionare esperienze importanti, come le vittorie senesi (2 scudetti, 1 coppa Italia, 1 supercoppa) e le cavalcate con Roma, dove due anni fa ha sfiorato il tricolore arrendendosi in finale proprio con Siena. Ringraziando per la disponibilità e la rapidità con cui mi hanno risposto sia Francesco Carotti (nuovo addetto marketing e media manager Virtus Roma) che lo stesso Lorenzo D’Ercole eccovi un rapido ritratto del numero 10 nativo di Pistoia. Lorenzo D’Ercole a Roma, un pistoiese nella capitale. Per iniziare vorrei chiederti come sono cambiate le tue abitudini in questi ultimi anni catapultato in una metropoli come quella capitolina. LorenzoD’Ercole: Le abitudini non sono cambiate, gli impegni sono pressoché uguali a prescindere dalla città. E’ ovvio che vivere a Roma ha un sapore diverso rispetto a qualsiasi altro posto, è una città di una bellezza folgorante, cerco di viverla e di godermela il più possibile. Questa è l’unica differenza. Quando e come ti hanno comunicato che saresti diventato il capitano dell’Acea? Quali sono state le tue reazioni e i tuoi primi pensieri? LDE: L’ho saputo parlando telefonicamente con il presidente Toti. E’ stato un momento indimenticabile, ho pensato che un sogno si stesse avverando, ne sono estremamente onorato ed orgoglioso. TonolliCome vorresti che fosse un capitano e come ti impegnerai ad essere quest’anno? Come già rimarcato da molti seguirai le orme di Alessandro Tonolli, Gigi Datome, Phil Goss, se tu avessi la bacchetta magica cosa vorresti carpire da ognuno di loro per infilarlo nel tuo bagaglio tecnico o di esperienze? LDE: Voglio trasmettere ai compagni il valore della maglia che indossiamo, cercare di essere un esempio di dedizione nel lavoro quotidiano in palestra. Ho avuto la fortuna di avere degli esempi come loro, ragazzi di grande spessore umano oltre che grandi giocatori. Sono stati dei leader, tutti e tre hanno sempre avuto un grande spirito di sacrificio. Mi hanno trasmesso l’importanza del lavorare duramente ogni giorno, di certo mi ispirerò a loro. Salta subito all’occhio un grande cambiamento nel roster dell’Acea Roma, sei l’unico reduce della scorsa fortunata stagione ed oltretutto, anche se a soli 26 anni compiuti (grazie wikipedia :D), avrai le veci di fare da chioccia ad un gruppo molto giovane. Hai già avuto modo di parlare con qualcuno dei tuoi prossimi compagni? Ne conoscevi già qualcuno? LDE: In realtà dall’anno scorso siamo rimasti io e Bobby, per tutti e due è la terza stagione alla Virtus. Bobby è un bravo ragazzo e uno che lavora sodo in palestra, sono felice di fare un’altra stagione con lui, anche lui dovrà essere un esempio per i compagni. Riguardo ai nuovi mi sono documentato, ma avrò modo di conoscerli a breve. Gibson, Triche, Petty, Ejim, Sandri, Morgan, De Zeeuw, cosa ti ha colpito di più di ogni nuovo acquisto della società? LDE: Sono tutti giocatori giovani, affamati e ricchi di ambizione, avranno sicuramente voglia di migliorare. Sarà bello giocare in un gruppo così. Poeta da Gennaio al Saski Baskonia, quest’anno ha strappato un altro contratto in ACB a Manresa. Aradori in Turchia al Galatasaray e l’anno scorso Crosariol in Germania. E’ un biennio in cui, oltre ai 4 americani, alcuni italiani stanno cercando vie all’estero, chi per un motivo (campionati più competitivi) chi per un altro (opportunità di crescita) con varie sfaccettature tra i due. Come vedi questo fenomeno e te, in futuro, ti sentiresti di tentare la strada all’estero? LDE: Hanno avuto la possibilità di fare esperienze all’estero in squadre di altissimo livello e l’hanno colta, confrontarsi con alcune delle realtà più importanti a livello europeo permetterà loro di crescere ulteriormente. Io non ho avuto mai occasione di andare all’estero e non è una cosa a cui penso al momento. Sono a Roma e sono felice di esserci, non ho altri pensieri. Petrucci in un’intervista e su Superbasket aveva affermato “Gli italiani sono quelli che fanno innamorare il pubblico” ma le bandiere nelle squadre sono via via scomparse. Secondo te come mai? Al terzo anno consecutivo a Roma ti senti fortunato di poter dare costanza al tuo lavoro? LDE: Sono molto felice di poter dare continuità al mio lavoro. Non è facile in questo momento rimanere tanti anni nella stessa squadra, i problemi economici di molte realtà provocano dei cambiamenti continui e diventa difficile programmare. La FIP sta cercando di aprire un canale tematico di solo basket, gara 7 della finale Siena-Milano ha fatto un milione di ascolti su Rai3, sono nate e ritornate riviste specializzate sul basket italiano (Basket Magazine e Superbasket), la nazionale sta facendo ri-appassionare i tifosi; possiamo dire che c’è grande fermento ma allo stesso tempo continuano a fallire squadre come Siena, altre con grandi debiti e mancano alla Serie A squadre come la Fortitudo Bologna, Treviso. Qual è la tua fotografia del basket odierno? LDE: La visibilità è fondamentale per tutto il movimento, spero ce ne sia sempre di più. L’Italia è un paese prettamente calciofilo, ma il basket ha comunque un seguito importante, l’interesse per la sfida Milano-Siena e la passione che si porta dietro la Nazionale ne sono la dimostrazione. È brutto vedere società e piazze importanti che spariscono o scendono nelle categorie minori, il basket italiano non sta vivendo un bel momento, ma c’è grande voglia di migliorarlo. La passione c’è ed è una base da cui ripartire. In Toscana la prima squadra a livello professionistico è diventata proprio Pistoia, con un vuoto fino alla nuova Serie B, dopo il fallimento di Siena e la retrocessione di Firenze. Come vedi il basket in Toscana? Vorresti tornare a Siena o a Montecatini dove sei cresciuto? LDE: Sono cresciuto a Montecatini, magari un giorno ci tornerò. Mi piacerebbe rivederla ad alti livelli, anche perché in città c’è molto interesse per il basket, le sfide con Pistoia sarebbero un bene per il basket in Toscana. A Siena ho vissuto tanti a
nni, ma nel corso del tempo è diventata una rivale. Comunque mi auguro possa tornare velocemente dove le spetta. Lorenzo D'ErcoleA Siena hai vinto campionati e coppe, cosa manca alla tua Roma per poter ambire allo scudetto? Oppure vi sentite pronti per provare la cavalcata tricolore quest’anno? LDE: Due anni fa siamo andati molto vicini allo scudetto, l’anno scorso ci siamo mantenuti a un livello molto alto. In questo momento, però, non sarebbe giusto parlare di obiettivi, c’è stato una sostanziale diminuzione del budget, la squadra è nuova e tutta da scoprire. Per concludere! Sabato 30 Agosto la Provvidenza mi ha dato una mano per questa intervista, visto che sei un gran tifoso della viola, Roma-Fiorentina, 1X2?  LDE: La Roma mi è sempre stata simpatica e lo ancora di più adesso che ci vivo. Ma la Fiorentina deve partire bene in campionato. Mi lascio due opzioni: X o 2! [ride]  

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