La stella di Davide

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Ci sono tanti riferimenti religiosi con il nome Davide, ma forse per il ragazzo di cui parleremo, il più calzante è la storia di Davide contro Golia. In quel caso, un piccolo pastorello armato solamente di una fionda, riuscì a sconfiggere un temibile gigante.

Il Davide di cui parliamo in questo articolo però non è un pastore, ma un giocatore di basket che indossa la maglia numero 7 di Treviso. Considerato dalla maggior parte degli addetti ai lavori uno dei più promettenti talenti italiani, ma allo stesso tempo probabilmente anche uno dei meno dotati, fisicamente parlando. Questo è il motivo per cui non c’è paragone più azzeccato. Moretti però, così come fece il Davide biblico, sta riuscendo nell’impresa di sconfiggere tutti quei giganti che gli si stanno presentando davanti, uno dopo l’altro.

Davide nasce con la palla in mano nella città di Bologna, probabilmente un segno del destino, ma neanche tanto considerando che papà Paolo è uno dei migliori giocatori italiani degli anni ’90. Il basket ce l’ha quindi nel sangue e ha anche quel cognome che in tanti giudicano “scomodo” che però per Davide sarà solo motivo di sfida, competitività e orgoglio negli anni a venire, come detto più volte in diverse interviste. Il primo “gigante” è KO.

Moretti inizia a giocare e a divertirsi con la palla a spicchi in mano, ma ben presto si capisce che in quel ragazzo c’è qualcosa di diverso: un talento sopraffino, difficile da trovare, e una testa diversa che ha già in mente un obiettivo preciso: quello di superare suo padre. Il suo nome inizia ad essere sulla bocca di tutti ma negli anni, accanto alla sua fama di sconfinato talento, appare anche l’ombra del “perdente”: infatti Davide, nello stesso anno, sfiora per ben due volte lo scudetto giovanile con la maglia della Stella Azzurra, senza riuscire a conquistarlo mai. Moretti però si rimbocca le maniche e batte anche questo gigante: l’anno successivo sale sul tetto d’Italia con la sua Pistoia.

A proposito di giganti, Moretti esordisce in serie A a soli 16 anni con la maglia di Pistoia contro Cremona. In questo contesto Davide sembra ancora più piccolo, ma piano piano riesce a farsi spazio e a dire la sua, segnando anche i suoi primi punti nel massimo campionato. Nell’estate successiva entra in pianta stabile a far parte del mondo dei professionisti, firmando in A2 con Treviso e diventando tutt’ora uno di quei giganti che prima sfidava.

Oggi Davide, dopo le svariate vittorie con le nazionali giovanili, dove è importante citare l’argento di Mannheim e il bronzo europeo di Samsun, in cui è stato inserito anche nel miglior quintetto di entrambe le competizioni, ha sentimentalmente conquistato sia Treviso che l’A2, che ormai gli sta un po’ stretta. Anche se i più esperti sono un po’ incerti su quale possa essere la dimensione più adatta a lui, in quanto non si riesce bene a definire il ruolo di questo ragazzo (se playmaker o guardia), la cosa su cui nessuno ha dubbi è che Davide possa diventare davvero una stella.

Ci saranno sicuramente nuovi lidi, nuove prove e nuovi giganti da affrontare, ma ad oggi Davide ha sconfitto le sfide più difficili che gli si sono presentate davanti, conquistandosi meritatamente la stima di molti addetti ai lavori e l’affetto di tanti tifosi.

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