Non è facile essere Alessandro Gentile

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Premessa: non è facile essere Alessandro Gentile. Uno dei più grandi talenti della nostra pallacanestro recente, forse tra i primi 3 degli ultimi anni, è in difficoltà.

Non è facile trovare le cause di questa sua involuzione, del cambiamento del suo gioco, delle difficoltà che ha avuto in questa stagione. Gli infortuni, certamente, lo hanno bloccato nel suo momento di massima ascesa anche in campo internazionale. Ma può qualche infortunio minare le convinzioni di un ragazzo capace di arrivare a 20 punti di media in EuroLega nella scorsa stagione? La risposta razionale è ‘no’.

Un giocatore capace di fare la differenza anche in Nazionale, volenteroso e voglioso di prendersi responsabilità importanti in partite importanti – fantastica la sua prestazione ad Euro2015 contro Israele agli ottavi – per dimostrare di potere essere uno dei migliori giocatori in Europa nel suo ruolo, per poi provare magari a giocarsi le sue carte anche dall’altra parte dell’Oceano non può lasciarsi fermare solo da qualche infortunio.

Un ragazzo ancora prima che un giocatore che ha lasciato Milano per provare a ritrovarsi, perché un talento come lui non può essersi perso in così pochi anni. La scelta del Panathinaikos, con l’idea di un approccio graduale nelle rotazioni per conquistarsi la fiducia di Pascual e dei compagni, in attesa di capire cosa sarebbe stato del suo futuro a fine stagione. Qualche prestazione positiva, soprattutto in EuroLega, prima di una situazione che ora lo vorrebbe addirittura lontano dai greens di Atene.

L’inizio è stato buono, Gentile è stato accolto bene dai tifosi e sembrava davvero essere felice del nuovo capitolo della sua carriera. Un idillio che sembrava essere solo agli inizi, in attesa di vederlo all’opera sul campo, e che sembra ora essere già finito, pochi mesi dopo il suo arrivo ad Atene.

Ma come può ritrovarsi un campione che sembra essersi smarrito? La soluzione sembra essere solo una: Ale deve resettare quello che ha fatto finora – quantomeno nel passato recente – e provare a capire quali sono state le cause della sua apparente involuzione. Un ragazzo che ha bisogno di ritrovare quella fiducia che lo aveva portato ad essere un giocatore fantastico, cercato e apprezzato in tutta Europa, e che ora in Europa non riesce più a fare la differenza. Non contano i numeri, le statistiche e i minuti giocati: il problema sembra essere diverso e sta incidendo in maniera importante nella sua carriera.

Difficile trovare una soluzione, almeno per questa stagione: dopo le sue parole pronunciate al termine di gara 6 di finale Scudetto a Reggio Emilia, probabilmente qualcosa si è intaccato nel suo essere. La decisione di rimanere a Milano, non più da capitano, può averlo sfiduciato e avere inciso sulle sue prestazioni, come dettomi da Riccardo Pittis, e questo potrebbe essere stato uno degli elementi più importanti per la sua scelta di andare in Grecia.

Difficile dire ora dove potrà finire la stagione, se sarà davvero divorzio con il Pana: in una squadra di EuroLega non può andare, e lo stesso vale per quanto riguarda l’Italia. Ma la cosa più importante è che ritrovi la serenità e il piacere di giocare, qualunque sia la sua scelta.

E forse anche allontanarsi dalle pressioni che lo accompagnano da quando ha iniziato a calcare e poi dominare i parquet di Serie A potrebbe essere d’aiuto a ritrovare quella tranquillità che sembra essere stata smarrita.

Perché non è facile essere Alessandro Gentile, ma un talento del suo calibro può e deve tornare un patrimonio per la nostra pallacanestro. A tutti i costi.

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