Qui Treviglio Esclusiva: Intervista a coach Vertemati

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TREVIGLIO (BG) – In esclusiva per Basketinside, questa settimana abbiamo avuto il piacere di intervistare coach Adriano Vertemati, alla prima esperienza come allenatore della Co.Mark Treviglio. Un allenatore molto giovane che negli ultimi anni ha ottenuto ottimi risultati a capo delle giovanili della Benetton Treviso e che l’anno scorso è stato assistente allenatore della squadra militante in serie A, quest’anno si presenta ai nastri di partenza della stagione alla guida di una squadra molto giovane e che ha una grande tradizione in questa categoria.

Ecco a voi le sue parole.

Basketinside _ coach Vertemati, a soli 30 anni ha già maturato una considerevole esperienza di lavoro in panchina, in particolare con i giovani. Qual è stata la sua reazione alla chiamata di Treviglio, una squadra che quest’estate ha deciso di puntare forte proprio sui giovani?

Adriano Vertemati _ Molto contento, molto onorato perché comunque Treviglio non vuol dire solo 18 anni in questa categoria ma anche tanti giocatori messi in categorie superiori. La politica della società  è la politica della continuità e quindi voleva dire un progetto che va oltre alla possibilità di lavorare con dei prospetti interessanti. Quindi, ripeto, sono molto orgoglioso e molto contento.

B _ Crede che in una categoria come la Serie A Dilettanti il fatto di avere un roster così giovane possa costituire un problema?

V _ Non è la gioventù il problema: il problema sarà quanto ci impiegheremo a migliorare a sufficienza per diventare competitivi con la maggior parte delle squadre. La gioventù in sé non è un problema, anzi: possiamo fare degli allenamenti molto intensi per tutta la settimana, puoi divertirti e farlo insieme a loro. Il problema sarà assorbire determinati momenti negativi che capitano a tutte le squadre, non solo a quelle giovani,  trovando le forze in un ambiente positivo che a una squadra giovane serve molto di più che a una squadra esperta.

B _ Da questo punto di vista, quant’è grande l’importanza di avere in squadra due “veterani” come Gabriele Zanella e Andrea Vitale?

V _ Importante perché sono due “giovani-vecchi” che stanno bene con questi ragazzi, che si divertono con loro, che vogliono lavorare più di loro, che arrivano prima e vanno via dopo di loro, e questo è importante perché se avessimo avuto due giocatori che vivacchiavano, che pensavano solo alla partita o si tiravano indietro penso che sarebbe stato un problema. È importante in questo senso, perché riescono a dare quel qualcosa in più in termini di esperienza e di stimoli per i compagni.

B _ Parlando della partita vinta contro Ruvo di Puglia, si sono visti dei passi avanti rispetto alla sconfitta contro Anagni, soprattutto nella concentrazione sui 40 minuti e nel gioco di squadra. È rimasto soddisfatto della prestazione dei ragazzi?

V _ Sì, la prestazione ci ha soddisfatto abbastanza, soprattutto la reazione all’inizio di partita opaco. Rispetto alla prima di campionato non si può dire che si è visto un miglioramento, si può dire che domenica abbiamo giocato mentre nella partita precedente non abbiamo giocato. Merito comunque ad Anagni ma noi non siamo stati in partita con la testa, non abbiamo fatto quello per cui ci eravamo allenati, non abbiamo avuto intensità, mentre domenica si è visto qualcosa su cui abbiamo lavorato, si è visto che comunque siamo in grado di essere intensi in difesa e la soddisfazione principale, oltre al risultato, è quella. Il dispiacere principale, invece, oltre al risultato della partita precedente, era il non vedere nulla di quello su cui avevamo lavorato.

B _ Cosa rimane invece da migliorare ancora?

V _ Rimane da migliorare tutto: i dettagli e le letture in attacco, la durata della concentrazione in difesa, la difesa in post basso, la difesa sul pick and roll, la difesa sui blocchi, la comunicazione. Tutto è da migliorare.

B _ Domenica l’abbiamo vista ruotare spesso i giocatori in campo, sfruttando appieno la panchina: questa era una precisa mossa tattica o un modo per dare loro fiducia?

V _ Se non ci stessero non entrerebbero in campo, quindi non è che facciamo vetrina bensì partite per fare i due punti. Quindi se non pensassi che i vari Tomasini, Carnovali e via dicendo possano darci una mano a tenere alta l’intensità e a essere pericolosi non li metterei sicuramente, giocheremmo in sei. Io ritengo che questa squadra debba poter contare su dieci giocatori ma perché, in effetti, su dieci giocatori può contare.
B _ Parlando del raggruppamento in cui è stata inserita Treviglio, sono presenti delle squadre con un’importante esperienza in questa categoria (Castelletto, Pavia, Torino, Casalpusterlengo) e una corazzata come Omegna che si candida alla promozione in Legadue. Come vi ponete davanti a questa sfida?

V _ In questo caso sono i giocatori che hanno esperienza perché tra le società quella che ha più anni di militanza è certamente Treviglio in questo girone. Quindi i giocatori sono forse più esperti nel quintetto, il girone è molto difficile, sicuramente io non ho paura a scommettere che questo sarà il girone con le squadre più forti del campionato ma si vedrà alla fine chi farà più punti. Questa cosa tendenzialmente ci può penalizzare, però prima di dire che effettivamente ci potrà penalizzare voglio battere tutte le altre, dire adesso che ci può penalizzare è un po’ presuntuoso. È un girone molto competitivo, con squadre che sono convinto che potranno avere più punti in graduatoria rispetto alle altre alla fine. Però per vedere che è una cosa penalizzante dobbiamo prima battere le altre almeno.

B _ Quali sono i vostri obiettivi per questa stagione? Dove può arrivare questa squadra?

V _ Sicuramente l’obiettivo principale è rimanere in questa categoria. Dove può arrivare e quindi l’eventuale cambio di obiettivo dipenderà da quanto e quanto velocemente riusciremo a migliorare, dal calendario che in questi campionati gioca un ruolo assolutamente decisivo. Certo, ci piacerebbe provare a fare qualcosa di più però sarebbe già una grandissima soddisfazione riuscire a mantenere la categoria.
B _ Domenica vi aspetta una trasferta complicata contro San Severo, una squadra che ha perso le prime due partite e che avrà quindi voglia di riscattarsi: come vi approcciate a questa sfida e quali pericoli potrà presentare?

V _ Può essere un’arma a doppio taglio il fatto che loro abbiano tanta voglia di riscatto perché hanno perso due partite veramente all’ultimo minuto. Andremo su un campo caldissimo con un pubblico numeroso e una squadra molto buona. Può voler dire tanta angoscia per loro se riusciremo a giocare bene sin da subito perché sentiranno molto di più la pressione, come può essere uno stimolo a “massacrarci” nel momento in cui le cose gli riuscissero bene e prendessero fiducia insieme al pubblico. Noi non ci prepariamo in maniera specifica per questo perché non è una cosa che puoi preparare: ci prepariamo a cercare di fare un po’ meglio tutte quelle buone cose che abbiamo fatto domenica.
B _ Per concludere, cosa si sente di promettere ai calorosi tifosi biancoblù, dei quali ha avuto modo di saggiare la passione per questa squadra domenica scorsa al PalaFacchetti?

V _ Innanzitutto li ringrazio per domenica perché comunque dopo un inizio in cui eravamo anche un po’ tesi e abbiamo fatto fatica a entrare in partita, il pubblico ci ha sostenuto, ha incitato la squadra e credo si siano divertiti. Li invito a venire in palestra durante la settimana a vedere quanto ci impegniamo, quanto i ragazzi sudano e sputano sangue. Mi sento di promettere che faremo il massimo, mi sento di garantire che questa squadra lavorerà sempre al massimo e poi vedremo: il campo sarà quello che ci dirà se avremo fatto bene o male.