Real e CSKA: la natura di un dominio

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21-7 è un gran bel record, ancora di più se considerato nel contesto di una stagione massacrante come quella in corso. Entrambe giocano in campionati molto validi, gli spagnoli in quello forse più duro di tutti, i russi in uno che non va per nulla sottovalutato: le ottime posizioni in patria confermano la natura eccellente del percorso.

Con Fenerbahce e, leggermente più in basso, Olympiacos, si dividevano i favori del pronostico, grazie a roster profondi ed a campioni di livello altissimo. Se gli uomini di Obradovic sono mancati sin da subito in questa lotta, rischiando ora perfino il fattore campo nei Playoff, l’Oly di Sfairopoulos, dopo alcune difficoltà iniziali, ha intrapreso un cammino regolare che lo ha tenuto sempre vicino a quelle che, ad oggi, sono le migliori squadre di Eurolega.

I russi sono partiti subito a mille: 6 vittorie, un solo passo falso ad Istanbul contro il Darussafaka, ed altre sei W. 12-1 prima di avere un passaggio a vuoto, che è un unico nella recente storia moscovita. Tre sconfitte di fila e poi cammino ripreso con un seguente 9-3  sostanza. Il momento più difficile è arrivato in corrispondenza con gli infortuni e le gestioni, intelligenti e limitate, di Teodosic e De Colo.

Percorso leggermente diverso e più lineare quello dei “blancos”: mai due sconfitte di fila ed un record che ha avuto una progressione molto costante (7-3, 10-5, 15-5, 19-6), impreziosita dalla serie di nove vittorie tra i turno 15 ed il 23. Tra queste W anche quella che ha ribaltato il confronto diretto proprio coi moscoviti, oggi probabilmente decisiva per assegnare il primo posto.

Entrambe hanno attualmente una sola sconfitta contro squadre fuori dai Playoff: spagnoli col Galatasaray, russi con lo Zalgiris. Curiosamente questo dato crescerà di una unità quando sapremo chi non farà la postseason tra Stella Rossa e Darussafaka, tutte e due vincenti in un’occasione con le prime della classe.

Le similitudini tra le due leader non finiscono certo qui.

Orientate ad un basket assai offensivo, grazie al talento incredibile di cui dispongono, hanno numeri che si equivalgono tremendamente.

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Segnano quasi uguale (86,7 Real e 87,5 CSKA), subiscono altrettanto agli stessi livelli (77,4 e 79,1), con quindi un margine medio di 9,3 ed 8,3 punti.

Sempre considerando prima i madrileni, come percentuali siamo al 57,3 contro 55,7 da due, 37,1 contro 41 da tre, 77,8 contro 81,1 a gioco fermo. Ma se almeno in questi dati vi era una leggera differenza, è assai significativa la vicinanza numerica a livello di percentuali concesse: 50,8 e 51,3 da due, 36, 1 e 36,3 da tre (29 e 29,1 i rimbalzi lasciati alle avversarie).  Rimbalzi dove invece vi è una leggera superiorità  madrilena,  33,8 contro 30.

Ancora più incredibilmente vicini i numeri dei recuperi (7,1 per entrambe), degli assist (20,8 e 20,5) e delle stoppate (3,3 e 2,9), mentre è significativamente più alto il numero delle perse moscovite (13,7), rispetto a quelle degli uomini di Laso (11,5).

Il coach spagnolo attende ora Fenerbahce ed Efes in casa, mentre Itoudis se la vedrà con tutta Atene: prima un’insidiosa trasferta ad Oaka (Pana che ha nel mirino il quarto posto), poi l’Oly (probabilmente già terzo) in casa. Leggero vantaggio Real, ma nulla escluso. Sempre che poi quel primo posto sia di grande interesse per entrambe, visto che vi è la possibilità che, in caso di vittoria del Darussafaka a Bamberg, gli stessi uomini di Blatt si giochino l’ultimo spot con la Stella Rossa in un duello casalingo feroce. Scommettiamo che Blatt lo vorrebbero evitare tutti? Senza poi considerare la probabile presenza del Fenerbahce nell’area 4-5, che vuol dire eventuale semifinale con la prima. Tutti diranno che questi calcoli non si fanno, perché non possono dire altro, ma negli spogliatoi si fanno eccome e Blatt ed Obradovic sono brutte bestie che meno le incontri meglio è: per tutti, fenomeni compresi.

A livello tecnico direi che vi sono sostanziali differenze nell’approccio delle gare e della stagione, fin dalla costruzione del roster.

Assolutamente incentrato sui due fenomeni del backcourt, il gruppo moscovita si completa di specialisti di valore altissimo, Vorontsevich su tutti. E la definizione di specialista non suoni come limitativa: si tratta di grandi giocatori nell’interpretazione di un sistema in cui leggere le magie di Teodosic è appannaggio solo di campioni veri.

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Più ampio, praticamente 12 giocatori di altissimo livello, il roster madrileno, che presenta due ciliegine sulla torta come Llull e Doncic. Il primo, clutch player di livello mondiale, ha sorpassato Teodosic nella corsa all’MVP che pareva chiusa a fine novembre, mentre il secondo sta facendo cose che nessuno poteva ritenere possibili a quell’età. Più vicino al ferro vi è qualcosa in più rispetto ai rivali, sia qualitativamente che numericamente: sta a Teodosic e De Colo colmare questo gap. Lo sanno fare, eccome.

Di grandissimo interesse quanto proposto da Laso come contropiede a conduzione laterale, divenuto una costante nel sistema dei grandi di Spagna. I rimorchi nelle corsie centrali garantiti da Randolph e Ayon, se non lo stesso Reyes, hanno messo in difficoltà tutta Europa.

I moscoviti diventano invece irresistibili quando il loro fenomeno serbo col numero 4  riceve di nuovo dopo un paio di movimenti del pallone. Non necessario che inizi l’azione, tuttavia quando è lui stesso a farlo, la capacità di lettura dei movimenti dei compagni e la splendida metodologia di esecuzione dei ricevitori stessi diventa uno spettacolo di rarissima efficacia. Itoudis, non suoni come bestemmia, sta superando il suo maestro Obradovic nelle spaziature e nel movimento dei giocatori senza palla, sempre orientati ad obiettivi chiari. Certo che con Teodosic e De Colo la cosa assume fattezze più semplici e gradevoli, tuttavia è realtà nel gioco russo. Il Laso del Forum 2014 non apparteneva a questo livello: ora, ampiamente, sì.

Oggi questa potrebbe essere una finale annunciata, e sarebbe giustissimo che fosse così: per i protagonisti e per chi se li potrà godere.

Ma attenzione, perché gente come Spanoulis e Printezis ha già ribaltato pronostici ancor più segnati, mentre quel diavolo di Obradovic e la parola battuto, nella stessa frase ci stanno proprio male.

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